Saturday, July 5, 2008

Se rompi il sifone...

Ecco quello che succede se piange il cielo e si rompe il sifone. Queste simpatiche foto ci arrivano dal sud della Cina, e ripropongono l'annoso problema del dimensionamento dei tombini. La proposta piu' sensata e' come al solito americana ed come al solito arriva dalla NASA: loro propongono di scongelare Marte e di calcolare il flusso acquifero in riduzione atmosferica, la fase 2 prevede di installare tombini sulla terra rossa e di calcolare con certezza il defluire cosmico dell'acqua tossica in assenza di gravita'. Qui in Cina la gravita' resta e le ciabatte fanno il resto se la macchinetta non da' resto. Forse oggi si viaggia gratis sui mezzi anfibi pubblici pero' magari gli abbonati no. Comunque basta che il cielo pianga che il sifone si rompa, e la stessa situazione l'abbiamo vista noi di Shanghai venerdi 27 Giugno, allorche' il cielo si e' fatto nero, ha tirato l'acqua e catenelle di pioggia si sono riversate su Shanghai, e noi a nuotare, le macchine ad ansare, i bus ad ansimare, le bici a danzare. La stagione delle piogge e' agli sgoccioli, ma come ogni anno, ora si gocciola...si, di sudore!






Labels: ,

Thursday, July 3, 2008

YESSSS

problemi di comunicazione, problemi quotidiani, maybe, forse, YES but maybe, NO maybe not, but, YES if but if not, maybe yes or not, you said this, no i said that, so you maybe said or not? Chi sta qui mi ha capito, chi sta altrove trovera' interessante questo articoletto apparso sulla nostra rivista That'sShanghai , la rivista che alimenta di notizie inutili le svogliate famiglie occidentali, ma che talvolta nasconde qualche chicca di verita' limpida e suprema. Leggiamo insieme che ne vale la pena...maybe not



Labels:

Wednesday, June 25, 2008

la minima del giorno

questa mi viene spontanea alle 22:03 di martedi

Ma io non capisco e mi chiedo: Ma perche' in Cina e' pieno di Barber Shop che qui sono glabri come quarzi e nessuno si fa la Barb?

Chi ha risposte si faccia avanti (Barbieri, Barbie, Barbagianni, Barbusconi inclusi).
Suggerimento:
Cambiatevi nome, usate Parrucchiere, molto semplice no?

Labels: ,

Thursday, June 12, 2008

Segnali di terremoto

Shanghai, giornata di sole, e’ il 20 Maggio 2008. Sono a scuola, in un'aula bianca. Sulla parete un proiettore moderno vomita dati sull’economia cinese, sulle riforme di successo, sul cammino verso l'economia di mercato per portare il popolo cinese dalla fame al Carrefour. Discutiamo della bolla speculativa, delle riforme rurali, delle pensioni, del vecchio e del nuovo, dei vecchi e dei giovani. Dati impressionanti, tutti in crescita, grafici degni di Paperon de Paperoni, momento aureo della Cina socialista, tuffi in trilioni di dollari

Sono le 14:28, il professore cinese si ferma sui due piedi, si compone e annuncia in inglese: “Let’s prey”

Una sirena mogia suona nella scuola, lamentosa frequenza che stona nella giornata assolata. Monotono miagolio elettrico che vibra orizzontale sbattendo sui muri del campus.
Noi siamo uniti, fermi, in piedi, raccolti in silenzio per le vittime del recente terremoto in Sichuan. A oggi e’ passata una sola settimana dal tremendo colpo che le forze della natura hanno rovesciato sull’ignorante umanita’.
Oggi tutta la Cina si e’ fermata per 3 minuti.
La bandiera cinese e’ a mezz’asta.
Mi ritrovo per 180 secondi con me stesso, mi scrollo di dosso giacca e cravatta, torno carne e pelle. Torno nudo nelle tenebre, fuori dai palazzi, fuori dal progresso, fuori dalla realta’. Mi sento una goccia d’uomo nella fragilita’ del quotidiano.

Il lamento termina, i 3 lunghissimi minuti sono terminati. Ma laggiu’ il lamento continua.

Qui a Shanghai riprende il cammino economico, riprende la locomotiva cinese, riprendono i numeri, le tabelle, le crescite a 2 cifre, i miliardi di dollari, le giacche e le cravatte

Il professore ci ricorda che e’ la prima volta che in Cina si fa una cosa simile. L’ultimo tremendo terremoto di Changsha del 1976 non ha avuto lo stesso tributo, non ha avuto la stessa attenzione. Si poteva morire piu’ sileziosamente, nel disinteresse. Non c’erano le Olimpiadi ad Agosto, dove oggi tutti devono apparire bravi, sociali, umanitari, corretti. Cerco comunque di pensare bene e mi affiora una domanda leggera:

“Siamo in un momento di cambiamento?”

La mia lezione continua, discutiamo di riforme ambientali, di riforme sociali, di benefici ai piu’ dimenticati, sembra un caso, forse un filo di speranza, forse un disegno che ci lega e ci unisce tutti.
Speriamo sia un segnale positivo del reale cambiamento della Cina.
Un terremoto sociale e non piu’ naturale.
Vivo l’illusione, sereno...

Labels: , , , , ,

Saturday, May 31, 2008

...se non ci fossero i webmaster...

IL WEB MASTER FA MIRACOLI. E ANCHE SE HANNO PROVATO A BLOCCARMI, ORA SONO NUOVAMENTE COLLEGATO. MIRACOLI SCIENTIFICI SOVRANNATURALI

Barriere cerebrali, influssi negativi, rupi psicologiche, ammassi di antipatie...tutto hanno provato. Ma io, indomito nella terra di mezzo, tra il mar giallo e il giallo deserto, continuo faccia a terra e capo chino a scavare il solco e a portare alla luce simpatie e allegorie del quotidiano, tra il sapere e il disturbo, tra il grigiore e il bagliore

E GRAZIE AL WEBMASTER POSSO TUTTO QUESTO. IL PRESTIGIATORE DEI PROXY, IL SOLLETICATORE DEI BYTES, IL FUNAMBOLO DEI FIREWALL, LUI PUO' DOVE IO NON PUO'

Friday, March 21, 2008

Se prendo un granchio...

Il granchio irsuto e’ un animale mostruoso uscito indenne dalle viscere della vita primordiale del Cretaceo e peggiorato dall’evoluzione darwiniana che l’ha portato fino ai giorni nostri senza ceretta e con delle gambe folte di pelacci che non si capisce cosa servano se non per ingarbugliarsi il pettine al mattino. Noi pero’ ce ne freghiamo, li peschiamo dal laghetto marroncino di Yangcheng (provincia del Jiangsu, 1 ora da Shanghai), li avvolgiamo con uno spago e li buttiamo vivi nell’acqua bollente fino a che diventano di un bel colore arancione. Li scoliamo belli fumanti e li serviamo su un vassoio di simil’argento poco-oro tanta-plastica.
Il problema e’ come mangiarli perche’ madre natura e padre ignoto gli hanno dato una corazza medievale con zampette spinose pelute che ti tagli la pelle se non conosci i trucchi delle ganasce e della forza mentale dello spirito morbido. Armati di buona volonta’, si prende il granchio, lo si scapocchia del tettuccio apribile con mani a tenaglia e forza centripeta delle falangi dei pollici fino a trovare la carne arancione della testa, buonissima, che mi si rizzano i peli alla papilla del gusto. Come consistenza e colore sembra un tuorlo sodo ma il gusto e’ molto piu’ delicato e appagante. Succhiata la testa bisogna squartare a meta’ il bianco ventre, spaccandolo con le mani e ringhiando con i denti. Normalmente frammenti e membra si spatarano sulla maglia dell’amico di fronte, ecco perche’ e’ sempre meglio mangiare i granchi da soli, oppure si bisticcia con il pasticcio delle membra del granchio e dell’amico e la convulsa confusione genera l’equivoco perenne. Ma con perseveranza e attitudine mentale si risolve anche il paradosso della zuffa granchiesca e si puo’ continuare a gustare questo brutto crostaccio di lago. Dopo avergli quindi frantumato il ventre, possiamo succhiare la polpa bianca facendo attenzione ad evitare le branchie cigliose schifose setolose che una volta le ho mangiate e loro si sono ingarbugliate nelle corde vocali e parlavo come la sirenetta. Per arrivare al buono si sputazzano le parti piu’ chitinose e si selezionano con la lingua prensile le parti commestibili. Se non ci riuscite ve lo masticate tutto corpo-unghie-polpa-anima fino a formare un gnocco in bocca e poi buttate tutto giu’ sperando di non soffocare. Alla fine si pigliano le zampette, che si rompono con i dentini e si estrae il muscoletto, di una consistenza superiore rispetto al corpo e di ottimo gusto.
A dir la verita’ si dovrebbe mangiare all’opposto, dalle zampe alla testa, per la differente delicatezza delle carni, ma io non ci sono mai riuscito perche’ arrivo affamato al tavolo e mi avvento sempre sulla cosa piu’ facile da mangiare, cosi da bloccare l’acquolina. Poi proseguo con le cose piu’ difficili e sono anche piu’ mitigato dai malumori e non devo litigare con i vicini. Non solo bisogna conoscere come si mangia ma bisogna anche sapere quanto mangiarne. Gli antichi e i saggi ci dicono che per capire al meglio le qualita’ del granchio peloso e’ meglio gustare la coppia: prima lei e poi lui, sempre per la storia delle qualita’ della carne e leggende metropolitane ad essa legate. Non pensiate che mangiare una coppia di granchietti sia cosa da poco perche’ ste creature mostruose riempono la panza piu’ di quanto si creda ed inoltre la medicina tradizionale cinese ci ricorda che il granchio e’ un cibo ‘freddo’, ricco di ‘yin’ e non si puo’ esagerare, per non raffreddare il corpo. Anche se si aggiunge dell’ottimo vino di riso di Shaoxing, pieno zeppo di ‘yang’ e quindi ‘caldo’ e’ comunque consigliato non abbondare nei granchi.

Vi lascio con l’imbarazzo di sapere il resto perche’ prima di passare alla crostata bisogna digerire i crostaci. Nel prossimo appuntamento cerchero’ di illustrarvi “cosa succede se il granchio prova a volare” e a rispondere alla domanda “il granchio: vero o falso?” e altre curiosita’ spartane dell’uomo non ancora appagato

Labels: , , ,

Friday, February 22, 2008

Romanticavolo

Smettetela di dire che i ragazzi cinesi non sono romantici, che non sono sensibili, che non hanno gusto, che pensano solo ai soldi e alle macchine tedesche.
E allora provate voi ad amare la vostra bella anoressica col fisico da chopstick-model che quando la vai a prendere entra in macchina allungandosi gattona che segui tutta la gamba affusolata e l’ormone ti assale con la salivazione vogliosa e lo sguardo scende al suo ginocchio rotondo al polpaccio curvilineo flessuoso e quando la diottria sembra appagata e il pulsare del sangue al cervello prepara il film della serata perfetta... trac, sbuca l’immancabile calzino di nylon acrilico tossico, torvo e brutale esplode alla tua vista e ti appesantisci subito e l’ormone svanisce come carrozza di cenerentola a mezzanotte e ti senti solo nella macchina tedesca che manco volevi perche’ ti e’ costata tutto lo stipendio e invece hai lasciato lo scooter a gas illegale con gli amici una serata tranquilla al bar a giocare a dadi e bere Johnny Walker allungato nel te’ verde, infuso paradossale dei mondi che si scontrano e la voglia di liberta’ riprende il sopravvento e vuoi ritornare bambino dalla mamma coi quaderni. Ma ora il giovane non puo’ piu’, deve sorridere alla sua bella, cercando la maschera facciale simpatica romantica leggermente aggressiva ma il suo bollore intestinale ora gli macera l’alito avvizzito dallo squallido gambaletto rosa carne smorta con bordino siliconico simil-comico blocca-sangue di lei blocca-sangue di lui. Tutto decade, tutto e’ interdetto, invecchiato di millenni in un secondo, palpebra cadente, la favola della serata romantica scorre nell’incubo dell’umidiccio creativo della calzetta chimica olfattiva esperimento culturale rivoluzionario in dotazione al popolo femminile del paese della muraglia. Ma perche’? si chiede lui, speranzoso del ritorno della voglia del dialogo e del corpo della sua bella che forse la ama ma adesso deve passare delle ore con il tarlo che gli gira e passeggia con le zampette nel cervello e se lo vede con 6 calzette e le scarpette. Ormai la serata e’ li’, in macchina, sguardo bloccato sui tappetini, gira la chiave, lento, il cilindro scoppia, la testa pulsa, il motore parte, il cervello frena...si immagina ora i mutandoni...rosati...elastico mollo che sporge fuori dal jeans a vita bassa...non ce la fa piu’, la creativita’ si esaurisce, la depressione lo ammorba, la rosa rossa che aveva preparato ha perso i petali della passione, la spina rimane stretta nel palmo, sbiadisce la vita, si scolora la serata...spera che un amico gli mandi un SMS di recupero...domani si torna in motorino, di nuovo a correre in contromano col rosso per andare con gli amici a fumare nella sala da te’.

Labels: , , , ,

Wednesday, January 9, 2008

Il mio fruttivendolo e la sua gatta

All’angolo della via c’e’ il mio fruttivendolo. Il mio fruttivendolo vive 24 ore nel negozio, con tutte le sue frutte. Il mio fruttivendolo fuma 24 ore al giorno come il suo vicino di negozio, che infatti vende le sigarette 24 ore al giorno.Il mio fruttivendolo mi vende la frutta e mi cambia il prezzo della frutta ogni giorno perche’ si basa sul mercato azionario che cambia 24 ore al giorno. Il mio fruttivendolo e’ pero’ in qualche maniera gentile perche’ mi cambia il prezzo della frutta con una specie di sorriso e anche se ha la voce un po’ roca, e' pero’ gentile. Quando il mio fruttivendolo mi vende la frutta, si mette la sigaretta in bocca, pesa la frutta, mette la frutta nella sottile borsa di nylon rossa, poi mi da’ la frutta e fa una tirata alla sigaretta socchiudendo gli occhi. Il mio fruttivendolo, quando non vende la frutta vive sdraiato sulla sdraio 24 ore al giorno mentre fuma, tranne quando gioca a dama con gli amici dove allora e’ seduto 24 ore al giorno sullo sgabellino mentre fuma. Secondo me, ogni tanto, il mio fruttivendolo vive piu’ di 24 ore al giorno.
Il mio fruttivendolo capisce che passano le stagioni perche’ cambiano le frutte ogni mese anche se le angurie e le mele ci sono tutto l’anno.
All’angolo opposto della via vive 24 ore al giorno un altro fruttivendolo, ma il mio fruttivendolo ha la frutta piu’ buona. C’e’ anche un terzo fruttivendolo, piu’ vicino a casa mia, ma lui non vive 24 ore al giorno e ha la frutta peggiore di tutti e ha una gabbia appesa col merlo parlante che una volta ha fatto la cacca fuori dalla gabbia e a momenti colpiva un signore che passava li sotto. Ora io faccio attenzione alle gabbie appese coi merli parlanti. Il mio fruttivendolo invece ha una gatta, non appesa nella gabbia, una gatta libera e mi chiedo dove fa la cacca che e’ tutto cemento e asfalto e io compro la frutta dal fruttivendolo e ogni tanto ho dei dubbi che preferisco tenermi.
Il mio fruttivendolo capisce che passano gli anni perche’ la gatta ogni anno ad aprile diventa un’anguria col pelo e a maggio ha un garbuglio di gattini che gli nascono nella scatola di cartone sotto la frutta. Il mio fruttivendolo pero’ vuole bene alla sua gatta, perche’ la gatta gli tiene lontano i topi e non perche’ vuole veramente bene alla sua gatta. La gatta sorveglia la frutta e tiene lontano i topi, visto che lui dorme 24 ore al giorno, a parte quando gioca a dama. Pero’ ogni tanto anche la gatta sparisce, ma forse dorme sotto la frutta o forse fa la cacca. Ogni tanto la gatta sembra il fruttivendolo, perche’ sta in mezzo alla frutta, ritta sulle zampine e guarda la gente che passa.
Il mio fruttivendolo capisce che passano i giorni perche’ all’alba ci sono poche macchine, poi tante macchine e alla sera di nuovo poche macchine. Il mio fruttivendolo mentre guarda le macchine si chiede quanta frutta deve vendermi per potersi comprare un’auto. Il mio fruttivendolo sicuramente risparmia ed e’ per questo che e’ molto magro. Anche la gatta del fruttivendolo e’ magra, ma non perche’ vuole comprarsi l’auto ma perche’ lui fa il fruttivendolo. Questa e’ la vita del mio fruttivendolo e della sua gatta

Labels: , , , , ,

Thursday, November 29, 2007

Massime e Minime

Che poi dopo qualche anno di sto posto cinoso, bisogna riflettersi, farsi l'esame di coscienza e poi la doccia purificatrice e magari riunchiudersi nel proprio guscio del bagno per consolidare un bilancio che normalmente quando si rilascia tonfa e tanfa. Però bisogna essere sinceri e se quello che segue sembra scritto da uno psicotico acido centripeto è invece un simpatico modo di capire e di capirsi per evitare e evitarsi. Un buon modo per riflettere su se stessi che quello che si dice è una purificazione piuttosto che una putrefazione, è una scoria che va detta anche se col sorriso della carie. Uno poi si sente più rilassato, anche se l'ha scritta col cuore in mano e allora vediamo un pò come è venuta. Qui di seguito sono raccolte alcune massime e minime che mi ci sono voluti almeno 4 anni di tentativi di comprensione che poi non sempre ci sono riuscito ma almeno lancio le basi dall'altezza della mia esperienza diviso 2. La forma lineare di scrittura utilizzata è "epistolottica" che vuol dire che mi esce così appena la sinapsi genera il ragionamento e non bado all'essenza della composizione poetica parabolica ma al fulmineo e incontrollato fiotto di parole che tentano di descrivere il fenomeno puntuale.
Spero che incontri nel lettore la sorpresa e la constatazione amichevole piuttosto che il conflitto di interessi perchè qui di seguito si parla di sopravvivenza e non di egoismi coloniali dell'uomo bianco in terra cinica

Auto e altri veicoli
1) la macchina è un mezzo di trasporto per rallentare gli altri
2) la retromarcia è una sconfitta
3) l'autogrill è segnalato con un cucchiaio e una forchetta e non con i bastoncini
4) in Cina la moto è il veicolo più lento
5) in autostrada le auto si ammucchiano a gruppi fino a raggiungere una certa massa critica comprendente alcuni camion, alcuni bus e parecchie auto. Queste masse percorrono l'autostrada come il bolo percorre l'intestino fino al "casello" e non riesci a sorpassarle nemmeno usando la corsia di emergenza.
Corollario: la corsia di emergenza è stata creata ad hoc per sorpassare il "bolo", una vera emergenza
6) per le strade cittadine, le auto si ammucchiano come petali del fiore attorno ad ostacoli immaginari, così che nessuno possa più muoversi. L'intervento della polizia è il tipico calabrone che passa sul fiore e se ne va.
7) in Cina sono talmente avanti che i semafori sono dopo gli incroci

in aereo
1) perchè bisogna fare la gara per prendere il posto che tanto c'e' scritto sul biglietto?
2) perchè bisogna fare la gara a chi si sgancia per primo la cintura di sicurezza quando l'aereo atterra?
3) perchè bisogna fare la gara a chi si alza per primo? che magari l'aereo non ha ancora toccato terra?
4) perchè bisogna fare la gara a chi accende per primo il cellulare?
5) perchè bisogna fare la gara a chi riceve per primo la telefonata?
6) perchè bisogna trasportare a bordo valigie borse borsette scatole scatolette peluche pidocchi frutta buste odori sapori che lo spazio dei vani è limitato?

Cibo e Ristorante
1) in Cina costa meno andare al ristorante che prepararsi il cibo a casa.
Corollario: più si è, più si risparmia
2) Non si capisce perchè pagarsi un drink in un bar per occidentali (65RMB=6.5Euro) costi di più che una cena in un ristorante cinese (50RMB=5Euro). Cioè, noi occidentale siamo scemi e loro sono più furbi

Popolazione
1) i cinesi maschi si devono slacciare i pantaloni per fare la pipì, a me basta la zip
2) non è che i cinesi sono...lenti, è che non gli è germogliato il cervello
3) in Cina, dato l'IQ medio della popolazione, l'embolia deve essere considerata attività cerebrale

Approssimazione e degenerazione
1) in Cina ci vogliono almeno due volte per fare quello che si potrebbe fare in una volta. Ma dopo due volte non si arriva proprio ad una volta ma lì vicino. In Cina c'è sempre un intorno entro il quale non si arriva veramente al risultato e ci si deve accontentare.
2) in Cina non esiste il concetto di riparare, cioè di risolvere radicalmente il problema, ma esiste il concetto di riparazione degenerativa, cioè mettere le mani su qualcosa per ottenere al meglio un qualcosa di qualità un pò inferiore rispetto a quello che si era trovato prima. La "perfezione" è il risultato del limite all'infinito dell'"approssimazione": tutto tende ma non ci arriva
3) la quantità di approssimazione che uno deve applicare ogni giorno per qualsiasi problema dipende dalla importanza del problema stesso ed è comunque un compromesso tra il tempo per far intervenire un cinese, il tempo per diventare furioso, i soldi richiesti, i soldi dati
4) In Cina c'è sempre almeno un cinese di scorta (normalmente più di uno) che serve a peggiorare la situazione e a rallentare il risultato.

Altro
1) in Cina i fiori finti sono talmente veri che perdono i fiori
2) in Cina si usano le corone di fiori per iniziare un’attivita’, in Italia per chiudere una vita
3) a Shanghai per andare a fare ginnastica devo prendere l'ascensore

amen

Labels: , , , , , , , , , ,

Sunday, November 4, 2007

Chi va forte va alla morte

Scusate la dimenticanza.
In tutti questi anni non vi ho ancora raccontato del giocattolo e del trastullo della municipalita’ di Shanghai. Beh, giocattolo mica tanto, si sta ora trasformando in un rompicapo e sento puzza di “levatemelo-di-torno”. Eppure il progetto era nato per stare sulle pagine dei giornali scientifici tra il sensazionale e lo sconvolgente, per entrare nel sussidiario al capitolo "storia e tecnologia del secolo XXI" invece ora....mah...il suo destino mi pare segnato da una sorte di lapide tecnologica.
Allora vado con ordine.
La maestosa Cina e l’orgogliosa Municipalita’ di Shanghai, un giorno scelsero la provata tecnologia tedesca della Siemens per costruire il trenino-giocattolo a levitazione magnetica. In termini “tecnici” si tratta di un lungo grissino di metallo, cavo dentro, che poi gli metti gli omini coi bagagli e loro viaggiano sfrecciando nella campagna incontaminata. Ma come funziona il grissino di metallo? Tu lo prendi e lo butti sul campo magnetico e lui fa le pazzie con il polo sud e il nord, con la forza propulsiva superinduttiva e comunque lui cerca allora di sfuggire ai solletichi e scivola via ai 400kmh senza toccare il suolo. Non ho ancora capito come si fa a fermare, ma apparentemente, ogni viaggio lui si ferma in stazione e poi riparte. Boh, a me sembra incredibile. Fin qui e' tutto chiaro che sembra un sogno che uno dice “non e’ possibile che un grissino lo metti sul tappeto magnetico e lui scappa via come un siluro”.
Ma non usciamo dal tema.
Allora i tedeschi, con i capoccioni ingegneristici e i compiuters sofisticatissimi, si sono inventati il giocattolo di ferro e i cinesi gli hanno dato 1,000 Milioni di Euro e il nome piu' lungo del treno "Shanghai Magnetic Levitation Demonstration Operation Line”, MAGLEV per gli amici. Il treno sfreccia per 30.5km e unisce due punti inutili del globo terrestre: l’aeroporto internazionale di Pudong, laddove non c’e’ traffico stradale perche’ siamo in aperta campagna tra il niente e il nulla, e la stazione di arrivo di Longyang, dove inizia il traffico e invece lui finisce. La stazione di Longyang non e’ da nessuna parte, non e’ in citta’ ne’ in campagna, ne’ cane ne’ pece, pero’ c’e’ la stazione del treno magnetico e se passi di li’ col pace-maker ti si sfoglia il cuore. Due anni di lavori cino-tedeschi e il giocattolo e’ entrato in funzione nel 2004, con sontuose cerimonie, tagli del nastro rosso, ceste di fiori e fuochi artificiosi e gran cassa e gran scassamento e tutti a parlare del lievito magnetico. Poi allora siamo andati un po’ tutti a provarlo, elettrizzati dai suoi 400kmh, ma abbiamo capito che la cosa non poteva funzionare: orario di esercizio dalle 9:00 alle 17:00 perche’ il trenino quando ha freddo non funziona (e i voli internazionali arrivano alle 8 e molti partono di notte), poi costava, poi ti portava dal nulla al nulla e dovevi prenderti almeno un altro taxi (con i valigioni con le mortadelle e i parmigiani dentro), poi la stazione del treno e’ collegata all’aeroporto con una manica indecentemente lunga che ti passa la voglia, poi col caldo fa caldo e col freddo fa freddo. Insomma, una fregatura. Allora hanno pensato a farcelo digerire: slarga la fascia oraria (adesso dalle 7 alle 21), stringi il costo del biglietto, metti le hostess all’uscita dei bagagli, mettile un sorriso finto e l’alito filtrato, e ti danno anche il benvenuto...Niente da fare. Il giocattolo non piglia piede, al massimo lo trancia se sbagli la striscia gialla e lui zac! ai 400 all’ora. La stazione e’ semi-vuota, “don’t crowd, please” dice il cartello, ma non preoccupatevi, non c’e’ nessuno, forse dovremmo scrivere noi a loro “don’t cry, please”. Il grissino di ferro sta accumulando debiti per milioni di RMB (1 milione di Euro in 3 anni) e non sanno come girarsi che si crea un’altra falla: la manutenzione, i pezzi di ricambio, i tifoni, un treno bruciato all’improvviso (senza nessuno a bordo), cavolo, poveretti, tutto gioca a sfavore. Allora la Municipalita’ ha lanciato la sfida: si va fino ad Hongqiao, l’altro aeroporto, in piena citta'. Beh questo ha senso! Ma il progetto e’ rallentato. E allora andiamo fino ad Hangzhou, la citta’ a 170km, con soli 4 miliardi di Euro di spesa, ma il progetto e’ ora sospeso, appeso alla ragnatela del filo del rasoio che i costi e i benefici non sono nemmeno piu’ presi in considerazione, qui si parla di onore e di non perdere la faccia. Ma sembra che qui di facce ne perderemo almeno 6,000 perche' in base al nuovo tracciato dobbiamo smobilitare (deportare) almeno 6,000 famiglie (ufficiali) che sorgono lungo la linea prescelta, cioe' lungo una presunta “safety zone” di 50m attorno al trenino. Ma come mai in Germania la “safety zone” e’ di 500m? 10 volte di piu’. Vuoi dirmi che i cinesi sono 10 volte piu’ piccoli? O sara’ mica che i campi elettromagnetici fanno fare il latte verde alle mucche e ti calano le diottrie quando spingi sulla tazza e allora in Germania hanno fatto le prove scientifiche e 500m e’ il minimo? Qui mi sa che le regole sono un po’ alla maniera che conosco e non voglio pensare male perche’ l’ottimismo e’ il motore della vita, ma mi sa che tra poco il giocattolo ferroso se lo levano di torno e le belle rotaie metalliche torneranno a splendere sotto il sole e andremo con il carbone sui trenini con i sedili di legno.
E chi va piano va sano e va lontano

Labels: ,

Wednesday, September 19, 2007

Il mocio: cola o opera d’arte?

Oggetto onnipresente onnivoro della quotidianita’ igienica dell’orizzontale cinese, il perenne appeso, strisciante, appollaiato, ingarbugliato, irriverente, ondulante “mocio”. La sua capacita’ adattativa nei meandri sociali della comunita’ mandarina e’ indiscussa: presente nelle mense, impressionante nei cessi pubblici, si infila nelle case, si annusa nelle metropoilitane, ti aspetta al check-in e si infila al gate. Lui, figura sociale invadente, argomento fisso delle ayi (=donne delle pulizie), tarlo perenne delle intricate vicende cinesi, appare nei momenti meno opportuni e non scompare mai alla vista vergognosa. Lui ammasso grigio topo morto di spaghetti tortigliati tessutiformi legati da bastone rotondo in legno anticato da mani sudate che ne favoriscono l’alone nel sudicio sulla punta morbida del legno. Lui ossequioso nel salutarti all’entrata delle latrine delle frabbriche, li’ appeso, solenne, imperiale, davanti a te, sempre. Lui che nelle giornate d’inverno riposa dormiente al sole pallido nel tentativo della sterilizzazione impossibile ed e’ ancora lui che nelle giornate afose d’estate si mimetizza sui rami nelle ombre degli alberi a covare e rigenerare famiglie di germi che si stendono appena il gesto roto-ambulatorio-annoiato lo fa serpeggiare mollo e strascicato sui pavimenti degli uffici, sulle scrivanie, sui mobili, sui rubinetti, negli orinatoi, nei corridoi, sui marciapiedi. E’ lui che ti accompagna negli aeroporti al mattino, che ti occhieggia dalle porte dei ripostigli, che ti incanta negli angoli dei templi, che ti somiglia al mattino della domenica quando cerchi di riprenderti dalla sbronza della sera prima e ti ritorna su come un incubo e lo specchio ti ridona la sua immagine nella tua capigliatura e capisci che l’ayi lo specchio lo passa col mocio che adesso impersoni e ti cola il pensiero sovrano che forse “lui” e’ ora “te” o forse hai ancora alcool da smaltire. E mentre rinvieni lo sguardo scivola sul rubinetto la tazza la vasca e il rasoio gli e’ passato ad un filo di lama che forse anche il telefonino quel giorno l’hai lasciato sul tavolo e’ forse il display e’ sterilizzato dal suo tanfo straccio marcio che ti ritorna in mente tutto lo stato primordiale dei virus e dei batteri e ti senti parte di un mondo sconfitto di malattie starnutite e starnazzate che ora hai nell’orecchio. Lui non cede nemmeno se cerchi allora di non vederlo piu’ perche’ tanto nell’angolo buio del parcheggio sotterraneo e’ gia’ pronto nello sgabuzzino vicino alla tua auto e se non ti sbrighi esce dal secchio ti assale ti rincorre ti molesta maldestro tip tap dei tuoi piedi. E mentre entri in bagno, un guizzo, lo vedi con la coda del gatto dell’occhio col topo che sfugge e salta e ti tocca la scarpa, non ti sposi e lui si blocca ti sfida ti guarda, la scarpa umida con tracce di tazze e ceramiche e mancorrenti e pavimenti e battiscopa, una bava untuosa umidiccia che ti fa capire che sei il capolinea di una lunga striscia temporale che segui con l’occhio e ti avvolge nauseato col segno del tempo della sua continuita’ infinita che tu non c’eri e lui c’era gia’, immobile, scolpito, opera d’arte della manualita’ igienica del genere umano cinese.

Lo ammiro, lo temo, lo guardo, lo scruto...lui cola

Labels: , , , , , , ,

Monday, September 17, 2007

Pigiama-party

mercoledì 14 marzo 2007

Allo stiloso e curioso occidentale suggerisco di venire a visitare Shanghai durante il caldo mese estivo di agosto, quando la città si trasforma in un enorme acquario d'umidità e di coloso inquinamento e la temperatura sfiora il limite dell'autocombustione dell'epidermide pilifera. Durante questo mese l'abitante verace di Shanghai, non sconfortato dal piacevole tepore, esce allo scoperto mostrando la caratteristica livrea estiva ed esibendosi in un magnifico pigiamino a quadrettoni con le mezze maniche. Spesso l'inquietante personaggio, di cui si nota anche il ciabattone strisciante, esce accompagnato dalla signora con la medesima livrea oppure con un differente "pattern" per meglio stupire i suoi simili e staccarsi violentemente dall'architettura cittadina.Inizialmente si sono mossi gli etologi e la BBC per capire il complesso rituale di accoppiamento, poi i sociologi argomentando lo strano meccanismo relazionale, poi gli stilisti di moda immaginando nuove forme per la copertura epidermica, poi gli archeologi per cercare traccia nelle antiche tombe dell'esercito di terracotta o nelle pianure dello Shanxi e ora ci stanno interessando i geologi, sperando di tirar fuori qualche fossile primordiale con antichi strati di tessuto quadrettiforme impresso nel tufo. Questo comportamento però non ci deve tanto stupire perchè la sua origine ha embrioni nella storia dei secoli e forse anche prima e comunque, in epoche più recenti, anche il famoso esploratore e viaggiatore Leonard Clark riporta che nel 1949 ad Hong Kong "vi erano una moltitudine di rifugiati e di indigeni in pigiama". Forse la stessa colonia umana è migrata dalla costa cantonese di hongkong alla laguna marciscente di Shanghai, risalendo il mar giallo (e marrone). Comunque rimane ancora misterioso il vero significato che ha portato alcune frange della popolazione ad uscire nelle vie, in pieno giorno o in piena notte, ricoperti di pigiama e ciabatte.
Sociologi e psicologi, finalmente uniti nella partita del cuore, dopo ampi studi e ricerche, dopo simposi internazionali, dopo tarantelle e tarallucci, dopo girandole e girarrosti hanno formulato almeno 3 ipotesi: la uno, la due e la tre, come le buste dei quiz. Non penso comunque che si debba rimanere nel perimetro della busta e circoscrivere questa realtà di costume ad una sola ragione ben definita, forse la realtà sta nel mezzo o forse è una sfumatura delle tre. Chi lo sa. Io ve le propino così come mi arrivano in cuffia e voi vi prodigherete in altrettanti studi per cercare la vera verità e non la verità propinata.

1) Si narra che i cinesi in passato siano stati un paese povero e disgraziato, con poco da mangiare e ovviamente poco da vestire. Ancora oggi è così e appena si esce dai luccicanti grandi magazzini e dai trabordanti mercatoni di Shanghai ci si ritrova a contatto con la massa popolare che fa ancora fatica a sbarcare il lunario e si aggiusta la giornata con pochi soldini. Milioni di persone non riescono ancora a permettersi una vita dignitosa e alcuni non possono immaginare il futuro perchè hanno la cinghia stretta nel presente. Alcuni la cinghia non ce l'hanno neppure e usano le mani. Il mondo qui è ancora contadino e legato alla terra e la generazione dei nonni vive ancora di riso e dell'unico vestito che Mao gli aveva permesso a suo tempo e che ancora oggi è di gran moda: berretto blu col pumin in punta, blusona blu a tre bottoni con i pantaloni trapuntati per tutte le stagioni che quando fa freddo tremi e quando fa caldo sudi. Allora pare che prima di quegli anni poco trasparenti della rivoluzione, i ricchi fossero presenti anche nel suolo giallo e si siano distinti dagli altri alternando al vestito per il giorno anche un secondo vestito, il vestito per la notte. Ecco qui la grande rivoluzione sociale che forse è l'origine di questo fenomeno estivo odierno. Quindi: pigiama come alternativa all'unico vestito, pigiama come sfoggio, pigiama indossato per le strade come simbolo di chi se lo può permettere

2) Però ai ricchi non bastava possedere un vestito per la notte, ma volevano proprio farlo vedere, per dimostrare agli altri che loro erano veramente ricchi perchè potevano vestirsi per il giorno e cambiarsi vestito per la notte. Allora hanno iniziato ad uscire in pigiama e a farsi notare dalla popolazione. Di qui l'ulteriore sfumatura e variazione al tema: se esci in pigiama solo di sera, bèh sì, sei ricco, però vuol dire che di giorno lavori e di sera puoi metterti in pigiama. Ma se sei veramente ricco ricco, bèh allora il vestito da notte lo porti anche di giorno così tutti sanno che puoi non lavorare, che tu puoi stare in pigiama tutto il giorno. Allora sì, sei ricco ricco, la piazza ti invidia, la risaia non la vedi e rimani a passeggio sulla terra battuta del villaggio.Quindi: pigiama di giorno per sibilare nelle orecchie degli altri "io non lavoro, sono un ricco"

3) Altri sociologi, muovendosi negli scantinati umidi della psicologia umana e legandosi ai pur sempre presenti princìpi confuciani, hanno un pò storto il naso alle formulazioni sopra riportate e hanno proposto la seguenteteoria: uscire in pigiama la sera, o di giorno, equivale a dire che la città e la casa sono la stessa cosa, che la casa e la città sono il nostro perimetro e tutti ne fanno parte. Allora è come dire che la città è una grande famiglia, con infinite stanze della stessa casa. Il pigiama è un segno di amicizia e di condivisione della città, niente di più. Quindi: il pigiama in strada come simbolo della città-famiglia A me questa alternativa non mi convince troppo e mi sembra un pò una trovata governativa per far credere che siamo tutti amici e tutti fratelli, però apprezzo lo sforzo creativo e non la solita copiatura storpiata dell'occidentalizzazione.

4) Io ho anche la quarta busta, il jolly: il pigiama d'estate è fresco e comodo, basta che superi l'imbarazzo psicologico di andare al Museo in pigiama o di prendere il metrò in pigiama e soprattutto devi evitare che si veda il mutandone.
Però una domanda a me sorge spontanea. Va bene la prima ipotesi, vanno bene anche le sfumature della seconda o la possibilità della terza, ma alla fin fine, quando vanno a dormire, vanno in pigiama? Mi spiego meglio. Il mio tarlo è: hai il pigiama, bravo, me lo fai vedere per le strade, va bene, ma poi mentre cammini te lo inquini, ti sputano addosso, ti cola catrame dal cielo, ti spruzzi di diesel dietro al pullman e poi vai a dormire con lo stesso pigiama? Oppure hai il pigiama 1 e il pigiama 2. Non voglio sapere la risposta perchè ho una vaga sensazione, ho sentore di cerume in tutta questa faccenda

PS per i sociologi, gli psicologi, gli archeologi e i curiosi: esiste anche il pigiama invernale, quello trapuntato a orsacchiotti o carotine. Questo pigiama trapuntone ti permette di uscire allo scoperto anche in piena tormenta e le raffiche di vento vengono attutite dal simpatico materiale acrilico balsamico che ti immunizza e ti rende la pelle a scaglie ancora più soffice.

Labels: , , , , , ,

fare per fare e fare per non fare e fanfare

mercoledì 14 marzo 2007

In maniera semplificata e sbrigativa, i cinesi si dividono in due: chi fa di tutto per non fare niente e chi fa di tutto per fare di tutto.
Mi concentrerò ora su "chi fa di tutto per fare di tutto" e non aggiungo commenti per non fuorviare la vostra opinione.
Vi allego questa email che ho ricevuto dopo che ho conosciuto una signora che voleva darmi lezioni di cinese/inglese.

--------------------------

Dear friend :
How are you !
I am ___ ( English name : Aggie ) I once newspaper reporter base in hongkong .We met at gate of Portman hotel .And I told you I want be your Chinese teacher. I once do business ,but not success .Now I prepare for a new job .Take examination for TV or a big company. I have no father ,no brother , no boyfriend .Now I have no house to live in and no money .Almost live in street and have bath with cold water everyday. Almost my friends married . I am 30 years old and single . It's not convenice live with they .How many room and people in your apartment ? Can I live with you different room .only live ,no other things .( I am pure and traditional ).I can be your partime Chinese teacher or partime A-yi live in . You pay me RMB10-15/hour for A-yi and RMB40-100/hour for chinese teacher .I am good teacher and good cooker .Now I teach some children partime in they home. Sometimes I cooking and cleaning or help you some way free. When you have girlfriend or I have boyfriend or I have money to lease or buy house .I will leave you soon. I will pay you some money every month for house .Now have no money ,explain to you next time . I wish you help me .Waiting for you e-mail or English message soon .Waiting for you pick me up soon .I have three luggage .

Best wish !

AggieNov 27th,2005

--------------------------

Caro amico :
Come stai!
Mi chiamo ___ (nome inglese : Aggie) Sono stata una reporter di quotidiani a Hongkong. Ci siamo incontrati all'Hotel Portman. Ti ho detto che voglio diventare la tua insegnante di Cinese.Ho fatto del business, ma senza successo. Ora mi preparo per un nuovo lavoro. Ora mi sto preparando per un esame per la TV o per una gande società.Non ho padre, non ho fratelli, non ho il fidanzato. Ora non ho la casa per vivere e non ho soldi. Vivo praticamente sulla strada e ogni giorno faccio il bagno con acqua fredda. Quasi tutti i miei amici sono sposati. I ho 30 anni e sono single. Non è conveniente per me vivere con loro. Quante stanze e persone ci sono nel tuo appartamento? Posso vivere con te in un'altra stanza, solo vivere, nient'altro (sono pura e tradizionale). Posso essere la tua insegnante di Chinese part-time o posso fare part-time la donna delle pulizie [=Ayi]. Tu puoi pagarmi 10-15 RMB/ora [1-1.5 euro] come donna delle pulizie e 40-100RMB/ora come insegnante di cinese [4-10Euro]. Sono una buona insegnante e una buona cuoca. Ora io insegno part-time ad alcuni bambini a casa loro. Qualche volta posso cucinare e pulire o ti posso aiutare in qualche maniera. Quando avrai la fidanzata o io il ragazzo o quando avrò del denaro per affittare o comprare la casa ti lascerò velocemente. Ti pagherò dei soldi ogni mese per la casa. Ora non ho soldi, ti spiegherò la prossima volta. Spero tu mi possa aiutare. Aspetto una tua e-mail o un messaggio in inglese. Aspetto che tu mi venga a prendere. Ho 3 valigie.

Tanti auguri !

Aggie27 Novembre 2005

Labels: , , , ,

l'arte diabolica istantanea

venerdì 19 gennaio 2007

Oggi chiedo alla Scienza di indagare su uno dei più grossi misteri della Terra: il deterioramento di qualsiasi arte cinese nell'arco di una generazione. Abbiamo già analizzato l'architettura che in soli venti anni ha sbriciolato decine di secoli di mirabolanti opere. Ora è il momento di passare alla scienza dell'alimentazione che in Cina sta subendo la più grande minaccia degli ultimi 2500anni, che anche i banali puzzi di McDonald's, il bruciacchiato KFC e la gommosa PIZZA HUT sono caccole a confronto.
Però, prima di arrivare ad una qualsiasi presunta conclusione, ho bisogno di legare insieme alcuni elementi per vedere se il tutto sta in piedi.

1° elemento. Un giorno, nel 2001, salendo su uno dei miei soliti aerei che sbatacchiano le ali per portarmi di qua e di là, ho incontrato un ragazzo con cui ho scambiato alcune parole prima di addormetarmi nella sua nuvola di alito:
"dove lavori?" gli ho chiesto. "in un azienda chimica che produce sapori artificiali" mi risponde lui, poi ci pensa (se così si può dire anche dei criceti) e prosegue "sai, penso che il futuro del cibo sia proprio lì perchè ormai arriviamo dappertutto, facciamo tutti i sapori". Queste brutte parole da una persona convinta mi hanno immediatamente congelato la saliva e mi hanno raffreddato la mia certezza intellettuale sulla capacità cinese di cucinare. "che abbia veramente ragione?" mi sono chiesto. Dobbiamo forse perdere l'eccellenza culinaria del popolo più complicato del mondo? Beh, spero proprio di no e continuo con le mie considerazioni.

2° elemento.Quando uno sbarca in Cina ha delle vaghe idee del popolo cinese perchè sente delle cose in tv, perchè sente delle cose quando sbarca, perchè sente delle cose per terra che spera di non sentire però le ha appena sentite e viste. Allora ci si affaccia curiosi al nuovo mondo, si guarda con stupore il carretto che arranca, il poliziotto che arranca per prendere il carretto, la macchina che arranca per schiacciare il pedone che scappa, il pedone che arranca per non farsi schiacciare dalla macchina e dal carretto e sfuggire al poliziotto, e così via. Il tutto, in un continuum calibratuum di combustione delle energie che genera scienza con principi della termodinamica e della conservazione dell'energia che confermo col famoso teorema: "Tutto brucia un pò e c'è bisogno di immettere sempre nuove energie". In pratica il popolo cinese si affama più di un normale popolo perchè è sempre in agitazione e ha bisogno di magnare in continuazione. Nemmeno il colibrì ha tanto bisogno di 'stè calorie come il popolo cinese, perchè il colibrì, dopo che ha mangiato, si rilassa sulla spiaggia col giornale mentre il popolo cinese odia la spiaggia e continua a magnare. Perchè il popolo cinese deve sempre magnare? come è possibile? Questo elemento non è ancora spiegato e forse porterà a nuove scoperte e a ulteriori approfondimenti scientifici. Noi lo prendiamo così come è perchè mi serve per la mia considerazione.

3° elemento. In Cina si beve il tè, in Cina il tè è verde, in Cina per bere il tè verde c'è bisogno del tè verde e dell'acqua che è anch'essa spesso verde percui forse il tè non è verde ma lo è l'acqua, ma questo lo indagheremo in un'altra puntata (in Cina c'è sempre bisogno di un'altra puntata per finire una puntata ed è per questo che è il popolo più complicato del mondo ed è per questo che sono nate le soap-opera a puntate, anche per lavarsi). Allora dicevo che per fare il tè c'è bisogno dell'acqua per cui in Cina c'è sempre un thermos d'acqua ripugnantemente bollente che ti attenta: sul treno, in stabilimento, nelle case, nelle stanze di hotel, nei meandri fetidi, nell'angolo nascosto, insomma, dovunque ti trovi c'è un un thermos con l'acqua bollente dentro.

Allora abbiamo detto: 1° elemento SAPORI ARTIFICIALI + 2° elemento FAME CONTINUA + 3° elemento THERMOS ACQUA CALDA.

Tesi+ipotesi+namnesi+genesi+apoteosi: Come facciamo a risolvere il problema che non ho mai detto? come facciamo a trovare il "big bang" che è l'origine della somma del totale?

Problema: coma facciamo a far magnare il popolo affamato in continuazione con qualcosa che lo renda pieno ma che costi poco così ne vendiamo tanto e ci guadagnamo di più?
Allora seguite il seguito seguitando a seguirmi:

Chiunque in Cina, anche da pochi giorni, anche daltonico, (anche cieco) ha la possibilità di scoprire uno dei più grandi errori dell'umanità, uno dei più grandi scempi culinari dell'homo sapiens, uno dei più perfidi peccati mondiali che anche la Nestlè non si osa imitare: l'instant noodle (spaghetti istantanei) nella scodella di cartone rossa. Sta scodella rossa è una terroristica invenzione in cui in una scodella tronco conica di un simpatico cartone dai colori rubino sangue di scorpione, grande un pò più di una tazza da colazione ma meno di una tazza di un water, ci si ritrova un groviglio di creature secche spaghettiniformi + una piccola bustina di plastica sigillata con il tesoro dentro + una forchettina in plastica semi-preziosa per dare l'apparenza di una tavola apparecchiata fine'800. La ricetta è semplice: compri la scodella, rimuovi il coperchio alluminoso che nasconde le meraviglie, togli la bustina e la forchetta, riempi il pugno di creature secche spaghettiniformi con acqua bollente, apri la bustina con il tesoro dentro, fai cadere le fantastiche gocce gusto "scoreggia-di-Diavolo, scarpe-mondiali-di-calcio-del-Ghana, glutammato-di-naso" agita il tutto con la forchettina e...et-voilà. Hai appena preparato un ottimo spuntino fumante dal vago gusto di putrefazione con delle varianti acide e un delicato odore solforoso con sfumature di deiezioni di gatto.

Ora siamo sicuri dell'esistenza del diavolo, siamo sicuri dell'esistenza delle creature malefiche che tentano e attentano il paese giallo nel globo azzurro che fluttua nel brodo dell'universo e che presto verrà magnato dal sole che si trasformerà in una gigante-tazza-rossa e ci magnerà tutti. Il congee rosso è peggio delle esplosioni nucleari, il congee rosso è peggio delle catastrofi ecologiche che vediamo in TV quando le papere si impiastricciano di greggio e fanno tenerezza e quando i pesci, a milioni, ci fanno vedere la pancia bianca e non respirano più. Il congee rosso non ha eguali nel minacciare alla base l'esistenza dell'uomo perchè è malefico, inesorabile, ti dona soddisfazione iniziale, ti riempie lo stomaco per incanto con un delicato intruglio caldo, ma poi ti afferri le budella e di rincorsa sulla tazza ceramica ridoni il contenuto della scodella di cartone e ti rimane l'alito al gusto di immondizia per qualche giorno. Poi ti giustifichi perchè ti dici: "sì, ne avevo bisogno, lo mangio al massimo una volta, giusto quella volta perchè ho fame ma poi non lo mangio sempre, sai non è che siano proprio degli ingredienti conosciuti, sai anche la coca-cola fa male e i meccanici ci svitano i bulloni e anche la coca-cola alla fin fine è un segreto che neanche Harry Potter ha capito, come le sottilette, pare le facciano con le unghie del maiale, con lo sporco delle unghie, le mangi ogni tanto, mica sempre...". Ti giustifichi, ma intanto tutti trovano la giustificazione del momento e volano via i coperchi di sta diavolo di tazza e si magna il congee. Ogni giorno qualcuno ha la giustificazione e magna il congee rosso e ogni giorno i congee rossi avanzano.Il congee rosso ora c'è dappertutto: in stazione, sui banchetti, nei negozi 24h, nella metropolitana, negli scaffali, in ufficio. Lui è lì, aspetta chi si giustifica, lui è subdolo perchè eterno in quanto secco, lui vive e si rianima quando ci butti l'acqua bollente, e rinviene come una tortura medievale nel tuo stomaco.
Poi uno dice: "sì ma tanto io sono italiano, io abituato mozzarella di bufala, lardo di Colonnata, spek di Thoeni, bresaola di struzzo, espresso Illy, viennetta Algida, figùrati se mangio il congee nella tazza rossa, che non sai in quella bustina di plastica...anche se avessi fame me la tengo e poi mangio quando arrivo a casa un bel pasto, figurati io, ma ti immagini, io come i cinesi? figurati..."

e intanto adesso anche Jacopo lo mangia...

PS: il congee rosso ora si trova anche nella tazza verde al gusto muffa, blu al gusto petrolio, viola al gusto radioattivo, arancione al gusto liquido per la batteria e nasceranno altri gusti e altre tentazioni

Labels: , , , , , , , ,

o sole mio

lunedì 18/09/2006


Scappa scappa scappa che ti prende. Scappa fuggi corri che se il raggio ti tocca... Mamma mia attento che già al mattino arriva la palla infuocata tutta gialla che se ti vede ti scatena addosso una quantità di raggi cosmici con onde impazzite che riducono la tua pelle gialla ad una pelle rossa e tu invece vuoi avere la pelle bianca perchè la pelle bianca è vincente mentre la pelle di altri colori è perdente e figuriamoci la pelle nera, quella dei NEGRI, che non puoi manco fargli i tatuaggi o li fai col bianchetto, che loro veramente non so da dove arrivino e forse sono scimmie senza peli sulla lingua ma se ti beccano ti riducono in poltiglia.
Quindi dobbiamo assolutamente schermarci dai negri e dal sole, che non sia mai che questa maledetta palla infuocata e abbruciante ci riduca tutti con il colore dei contadini,quei poveretti straccioni che sono tutto il giorno sotto il sole e loro sì che non possono coprirsi perchè non ci hanno manco un soldo e noi non possiamo fare la figura di sembrare simili ai contadini che sono un tutt'uno con il bufalo e la gallina. Allora attenzione bambini perchè potete sì giocare a palla ma dovete scappare dalla palla in cielo, la palla avvelenata, la palla che se ci stai sotto un paio d'ore ti innonda e i tuoi compagni poi ti irridono che sei contadino e non hai soldi. E voi ragazzi dovete iniziare a coprirvi tutti, anche a quaranta gradi, perchè sta palla maledetta quando crescete vi trova più facilmente perchè siete più grandi e allora devete iniziare a comprare l'ombrello perchè la pioggia di raggi vi può ridurre ad un giallo bruciato e l'effetto può essere devastante per tutta la vita. E voi grandi dovete stare attenti perchè magari non è che siete veramente potenti e non avete una macchina da ricchi con tutti i vetri neri schermosi-mafiosi che la bomba atomica la vedi come un cerino acceso.
Magari potete solo permettervi la bici a motore o la bici a pedali e allora devete iniziare a coprirvi tutte le parti epidermidose che magari il sole in un attimo di tua distrazione vi trova un lembo di pelle e ve lo colpisce e voi rischiate di perdere l'equilibrio della ragione e potete impazzire lì al semaforo e non vedete più il giallo perchè siete tutti rossi e al verde non partite e vi suonano il clacson e la vostra vita non ha più futuro e diventate invetabilmente dei contadini con l'abbronzatura che dilaga. Allora io dico: còmprati la bici a motore ma còmprati immediatamente le manichette per le braccia, le mantelline per le spalle, i cappelli, le visiere, gli scafandri, gli schermi radioattivi, i fluidi magici devianti e le pozioni distraenti perchè immagina se i tuoi amici ti trovano con la pelle abbronzata e ti scambiano per un contadino.
La situazione è veramente di emergenza e già da marzo dobbiamo iniziare a prevedere l'ombrello piovoso e l'ombrello soloso, la mantella piovosa, la manica e la mantella solosa, il casco motoso e la maschera solosa. Dobbiamo pensare tutto doppio, per questo che non riusciamo poi a coordinarci nei pensieri, perchè tutto sta aggrovigliato nelle sinapsi che di giorno magari è brutto tempo e ti addobbi con la muta piovosa ma poi il pomeriggio il raggio invade il cemento e non siamo preparati a schermarci accuratamente e allora si striscia sulle ombre dei muri e sotto le piante fogliose perchè in un attimo, già a marzo, magari diventi contadino e poi la polizia ti interroga e ti chiede da dove vieni e se tu balbetti loro si pigliano gioco di te.
E' vero, a Shanghai fa sempre brutto ma attenzione perchè il brutto è un velo bianco e il bianco filtra che perde il colore soloso giallo raggioso ma mantiene l'andamento dell'onda sinuosa del tralcio dei raggi UVA e se non stai più che attento puoi diventare contadino pian piano senza accorgertene perchè la sera ti lavi via l'inquinamento sotto i raggi docciosi ma il raggio solare ti ha già trapanato il poro epidermico e la MELAnina si lega all'UVetta e la tua pelle si dora come uno strudel uscito dal forno. Quindi il messaggio ora è lampante abbronzante e rischiarante allo stesso istante per cui io avverto chiunque si metta in moto per andare a porgere il corpo al raggio solare cinico in terra Cinica, attenzione, nessuno qui si abbronza, il sole punge e il raggio graffia nell'impresa di scorgervi ma nella spiaggia sei solo come granchio a mezzogiorno e sotto all'ombrellone si accumula la fauna cinosa che sembra l'ascensore all'ora di punta e se vuoi che al mattino nella spiaggia l'ombrellone sia tuo non ci riesci perchè c'è già qualcuno che dorme la notte sotto l'ombrellone perchè forse ha paura che la Luna abbronzi oppure sono sbronzi del veleno alcoolico ingerito e stanno smaltendo oppure hanno idea che al mattino il granchio a mezzogiorno voglia rubare l'ombrellone allora già si apprestano ad occuparlo la sera per evitare soffiature rischiose al mattino.
Qui MORS TUA VITE MEA e quindi tutti ad arraffarsi gli ombrelloni per non abbronzare gli orecchioni e tu rimani lì, tu uomo bianco su sabbia incandescente, rimani lì ad essere schiaffeggiato dal martirio soloso e manco trovi la crema solare perchè qui non esiste e l'ultima volta l'ho comprata all'aeroporto di Singapore che pensavo di aver comprato un bracciale d'oro invece era Nivea ma forse era edizione limitata numerata serigrafata.
Comunque il discorso è presto fatto: la spiaggia non è che ti devi immaginare le Maldive però con un concetto astrattivo puoi arrivare ad immaginare una striscia sabbiosa similiforme ma ci sono pochi ombrelloni con sotto i cinesi raggruppati e accucciati che non possono uscire dalla proiezione del cono d'ombra e allora si muovono nelle 12 ore come girasoli al contrario. Però tu uomo bianco non puoi reggere a 12 ore senza Nivea sotto il sole mezzo-tropico allora dopo un pò cerchi la palma o devi rientrare da qualche parte all'ombra (sempre che non vuoi inumarti nella sabbia scatarrosa inquinata plasticosa) e quindi desisti anche dalla possibilità che forse puoi trovare l'ombrellone della tua vita. E poi il popolo cinoso si muove dopo, quando normalmente l'individuo italico saluta il mare con i colori purpurei all'orizzonte, mentre dall'ombrellone si rianimano arti e braccia scricchiolanti e ombre si disperdono sulle sabbie, zombie bianchicci cinosi che evitano il raggio e scappano dal contagio.
E forse a questo punto è bello cantare: "o sole mioooooo, sta'n fronte atteeeeeeeeee" e rimanere lì soli al sole ad abbrustolire e che si tengano gli ombrelloni e chissenefrega se mi ustiono

PS: a onor di cronaca devo comunque annunciare che già dal 2004 è aperto a Shanghai "Bronze Bodies" dove anche cinici gialli stanno iniziando a coltivare l'interesse per il corpo-sogliola-dorata ma tutto questo è in principio, una sorta di embrione modificato ginecologimente che non si sa che risultati possa ottenere nel futuro. Nel presente è ancora aperto, "since 2004"!

Labels: , , , , ,