matsa che bbotta
martedì 23 agosto 2005
Ebbene sì, Rodotà lo odia, gli scienziati lo amano e lui, con la fredda indifferenza siderale, nella noia del vuoto interstellare, dallo specchietto retrovisore aveva visto tutto. Lui, il telescopio bubble-gum messo in orbita orbo e operato dallo sciàttol, aveva notato già da giovedì il brufolo di nuvole che si infiammava sulla costa est della Cina, appena sopra la burrascosa, per altri motivi, Taiwan. Quelle maledette nuvole a forma di cerchio sfrangiato e dal centro purulento stavano navigando spavalde e rapide verso la costa. Le televisioni di tutto il mondo avevano dato l'allarme, gli studiosi seguivano le evoluzioni pronti a ricevere un vomito di dati dai computer eccitati, gli uccelli più astutamente migravano, le tartarughe si appiattivano nei laghetti mentre noi cinesi continuavamo l'incessante opera per tenere in movimento la crosta terrestre spostando grattacieli, scavando gallerie, asfaltando valli, sciupando il terreno, prosciugando laghetti (toh, una tartaruga appiattita), magnando il magnabile (buona sta tartaruga) e nessuno ci aveva veramente detto di guardare in alto anzi, il Shanghai Meteorological Bureau ci rassicurava con "...tutto bene, un pò d'aria nel ventre, forse un piccolo peto sulla costa e niente più".
Orbene, lui, esso, incurante e noi fessi incuranti siamo venuti a conoscenza reciproca il giorno venerdì 5 agosto, verso sera, come si vuole per un incontro galante di fine settimana. Lui, Matsa, nome esotico, da soap opera, affascinante, un pò ribelle, scompigliato, frettoloso, non si è fatto attendere ma ha iniziato a rovesciarci qualche catino d'acqua e a schiaffeggiarci con del vento. Noi, abituati alle acquazzonate shanghaiesi, ci siamo messi gli stivali e siamo usciti con l'ombrello per accoglierlo e abbiamo pensato: "un pò d'acqua...rinfrescherà l'aria torrida". Alla televisione veniva ripetuto "...non vi preoccupate perchè perderà d'intensità già vicino alla costa" (nel frattempo Matsa rasava la regione a sud di Shanghai, lo Zhejiang). Forti delle informazioni ricevute dalla TV, noi amici siamo usciti tranquilli per festeggiare il compleanno della Vale (e fuori scrosciava). Per strada i tombini annaspavano a trangugiare l'acqua mentre noi sorseggiavamo tranquilli la nostra birra. I taxi impauriti planavano sulle pozze lavando i marciapiedi fino all'altezza delle finestre mentre il vento agitava le insegne e spezzava le prime frasche. Al termine della cena siamo usciti in strada e un taxi-gondola ha ormeggiato vicino a dei mattoni-passarella per permetterci di salire (e fuori scrosciava).Il vento aumentava le umane insicurezze e metteva a nudo le nostre difficoltà psicologiche. Scricchiolii sinistri si generavano dalle piante, le insegne in compensato-truciolato-termitato si frantumavano in deliziose lame taglia teste, ombrelli cadavere con raggi spezzati e tele lacerate vagavano sulle pozze, sparute biciclette di impazziti ciclisti tentavano di tenere la strada sbandando per le folate e rischiando letteralmente la vita ad ogni pedalata. Noi umani del XXIsec, sicuri della tecnologia, ci siamo detti: "vogliamo bloccarci qui per un pò di pioggia? figùrati.
Andiamo al MesaManifesto per un drink e festeggiamo degnamente questo compleanno" (e fuori scrosciava). E' stata un'allegra serata, come al solito, come deve essere un venerdì sera. Poi la stanchezza della settimana ci è rimbalzata sulla schiena e quindi, verso l'una, il Duccio ed io abbiamo salutato la cumpa per dirigerci verso le tane eee...sorpresa...il liquido acquifero aveva raggiunto e inondato tutti i marciapiedi. Ormai siamo in pieno "night-pool-party": un enorme piscina grande come tutta Shanghai, una potenziale libidine dei businessman locali. Avessero capito prima le potenzialità dell'evento atmosferico avrebbero inventato l'evento mondano del 2005 con un mega-biglietto per il typhoon-party, moto-d'acqua, lettini gonfiabili, luci girandoscopiche, drink incluso! Il risultato pratico invece è stato che, tolte le calze, tolte le scarpe, ci siamo incamminati per la strada sperando in un taxi-anfibio ancora disponibile. Il vento scuoteva con maestose raffiche tutto ciò che si elevava da terra, inclusi noi umani spavaldi del XXIsec mentre la pioggia continuava incessante ad aggiungersi alla enorme laguna già presente. Io speravo vivamente che l'epidermide dei miei piedi mi immunizzasse dalle marachelle giornaliere che vedo fare dai miei concittadini cinesi lungo la strada e ho evitato di pensarci continuando a camminare speranzoso di trovare terreno solido sotto la pianta dei piedi. Ho lasciato il Duccio e mi sono preoccupato soprattutto che tutti i pezzi del mio corpo rimanessero insieme il maggior tempo possibile evitando i rami, le insegne e le caramelle dagli sconosciuti. Mi sono quindi avventurato nel liquame cittadino. La fortuna mi ha assistito e un veicolo ansimante mi si è avvicinato cautamente. L'ho raggiunto al centro della via, sono salito eee...sorpresa, dentro è uguale a fuori perchè l'acqua è così alta che entra dentro il taxi, o meglio, l'acqua non entra più perchè il taxi ne è già pieno come un ventre sciacquoso.Fine I parte
Esercizi per casa
esperimento 1: prendete la macchina di un amico e provate a riempirne d'acqua l'abitacolo. Quanti litri avete versato? Vi assicuro tanti, penso come una vasca da bagno.
Esperimento 2: provate ora a guidare la macchina dell'amico piena d'acqua, accelerate, curvate e soprattutto...frenate: l'acqua piglia velocità, batte sotto il cruscotto e vi lava fino alla pancia, fantastico! e soprattutto il sedile si inzuppa Fine esperimenti.
II parteIl taxista ha potuto percorrere solo alcune vie, quelle che il suo sentimento gli ha fatto stimare più rialzate nella media cittadina e le ha percorse rigorosamente in centro strada, sperando che non si fermasse il motore con un singhiozzo da raffreddore cilindrico. Usando un tragitto poco razionale ma efficace mi sono ritrovato a casa con l'acqua già sui primi gradini. Vabbèh, sono andato a dormire tranquillo con la banale frase che pronunciò anche Noè "tanto prima o poi dovrà smettere" (e fuori scrosciava). Al mattino, in un clima incerto tra il piovoso e il simpaticamente-nuvoloso, abbiamo ancora navigato e gli umani del XXIsec non sono apparsi come consuetudine sulle strade. Il fiume ancora non riusciva a digerire il livello di allarme e rimaneva intasato gorgogliando acque marroni fin sulla banchina pedonabile. Poi al pomeriggio inoltrato quando piano piano la palude si è prosciugata lasciando sulle strade il meglio della città metropolitana, abbiamo intravisto la possibilità di uscire. Ma solo domenica la situazione è tornata finalmente normale e le foto allagate (battutone!) si riferiscono alla fine dell'incontro.
Matsa che bbotta:
l'incontro è stato scontro e ha vinto lui per KO tecnico.
Questo il verdetto:
41 ore di tifone raffiche ai 102kmh
300mm di pioggia nel distretto di Jing'an (200mm di media). Se li pensi in metri fa paura
6 morti
69,000 evacuati
40,000 poliziotti mobilitati (ma l'Italia ne ha così tanti?)
12,3 Mio USD di danni in città + 4,3 nelle campagne della municipalità
100,000 persone bloccate nei 2 aereoporti di Shanghai
1,000 voli tra cancellati e rinviati
4,000 alberi sradicati e 24,000 rinforzati
33,300 ettari di verdura maciullati (non c'è più rucola per la pizza!)
tonnellate di gamberi scappati dall'inaspettata acqua
Per la cronaca:
Matsa è il nome di un pesce del Laos
Matsa è il nono tifone nel 2005 che si abbatte sulla Cina
Matsa è il più fetente tifone che si è abbattuto sulla Cina negli ultimi 8 anni
Labels: previsioni del tempo, tifone

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