martedì 18 settembre 2007

Pigiama-party

mercoledì 14 marzo 2007

Allo stiloso e curioso occidentale suggerisco di venire a visitare Shanghai durante il caldo mese estivo di agosto, quando la città si trasforma in un enorme acquario d'umidità e di coloso inquinamento e la temperatura sfiora il limite dell'autocombustione dell'epidermide pilifera. Durante questo mese l'abitante verace di Shanghai, non sconfortato dal piacevole tepore, esce allo scoperto mostrando la caratteristica livrea estiva ed esibendosi in un magnifico pigiamino a quadrettoni con le mezze maniche. Spesso l'inquietante personaggio, di cui si nota anche il ciabattone strisciante, esce accompagnato dalla signora con la medesima livrea oppure con un differente "pattern" per meglio stupire i suoi simili e staccarsi violentemente dall'architettura cittadina.Inizialmente si sono mossi gli etologi e la BBC per capire il complesso rituale di accoppiamento, poi i sociologi argomentando lo strano meccanismo relazionale, poi gli stilisti di moda immaginando nuove forme per la copertura epidermica, poi gli archeologi per cercare traccia nelle antiche tombe dell'esercito di terracotta o nelle pianure dello Shanxi e ora ci stanno interessando i geologi, sperando di tirar fuori qualche fossile primordiale con antichi strati di tessuto quadrettiforme impresso nel tufo. Questo comportamento però non ci deve tanto stupire perchè la sua origine ha embrioni nella storia dei secoli e forse anche prima e comunque, in epoche più recenti, anche il famoso esploratore e viaggiatore Leonard Clark riporta che nel 1949 ad Hong Kong "vi erano una moltitudine di rifugiati e di indigeni in pigiama". Forse la stessa colonia umana è migrata dalla costa cantonese di hongkong alla laguna marciscente di Shanghai, risalendo il mar giallo (e marrone). Comunque rimane ancora misterioso il vero significato che ha portato alcune frange della popolazione ad uscire nelle vie, in pieno giorno o in piena notte, ricoperti di pigiama e ciabatte.
Sociologi e psicologi, finalmente uniti nella partita del cuore, dopo ampi studi e ricerche, dopo simposi internazionali, dopo tarantelle e tarallucci, dopo girandole e girarrosti hanno formulato almeno 3 ipotesi: la uno, la due e la tre, come le buste dei quiz. Non penso comunque che si debba rimanere nel perimetro della busta e circoscrivere questa realtà di costume ad una sola ragione ben definita, forse la realtà sta nel mezzo o forse è una sfumatura delle tre. Chi lo sa. Io ve le propino così come mi arrivano in cuffia e voi vi prodigherete in altrettanti studi per cercare la vera verità e non la verità propinata.

1) Si narra che i cinesi in passato siano stati un paese povero e disgraziato, con poco da mangiare e ovviamente poco da vestire. Ancora oggi è così e appena si esce dai luccicanti grandi magazzini e dai trabordanti mercatoni di Shanghai ci si ritrova a contatto con la massa popolare che fa ancora fatica a sbarcare il lunario e si aggiusta la giornata con pochi soldini. Milioni di persone non riescono ancora a permettersi una vita dignitosa e alcuni non possono immaginare il futuro perchè hanno la cinghia stretta nel presente. Alcuni la cinghia non ce l'hanno neppure e usano le mani. Il mondo qui è ancora contadino e legato alla terra e la generazione dei nonni vive ancora di riso e dell'unico vestito che Mao gli aveva permesso a suo tempo e che ancora oggi è di gran moda: berretto blu col pumin in punta, blusona blu a tre bottoni con i pantaloni trapuntati per tutte le stagioni che quando fa freddo tremi e quando fa caldo sudi. Allora pare che prima di quegli anni poco trasparenti della rivoluzione, i ricchi fossero presenti anche nel suolo giallo e si siano distinti dagli altri alternando al vestito per il giorno anche un secondo vestito, il vestito per la notte. Ecco qui la grande rivoluzione sociale che forse è l'origine di questo fenomeno estivo odierno. Quindi: pigiama come alternativa all'unico vestito, pigiama come sfoggio, pigiama indossato per le strade come simbolo di chi se lo può permettere

2) Però ai ricchi non bastava possedere un vestito per la notte, ma volevano proprio farlo vedere, per dimostrare agli altri che loro erano veramente ricchi perchè potevano vestirsi per il giorno e cambiarsi vestito per la notte. Allora hanno iniziato ad uscire in pigiama e a farsi notare dalla popolazione. Di qui l'ulteriore sfumatura e variazione al tema: se esci in pigiama solo di sera, bèh sì, sei ricco, però vuol dire che di giorno lavori e di sera puoi metterti in pigiama. Ma se sei veramente ricco ricco, bèh allora il vestito da notte lo porti anche di giorno così tutti sanno che puoi non lavorare, che tu puoi stare in pigiama tutto il giorno. Allora sì, sei ricco ricco, la piazza ti invidia, la risaia non la vedi e rimani a passeggio sulla terra battuta del villaggio.Quindi: pigiama di giorno per sibilare nelle orecchie degli altri "io non lavoro, sono un ricco"

3) Altri sociologi, muovendosi negli scantinati umidi della psicologia umana e legandosi ai pur sempre presenti princìpi confuciani, hanno un pò storto il naso alle formulazioni sopra riportate e hanno proposto la seguenteteoria: uscire in pigiama la sera, o di giorno, equivale a dire che la città e la casa sono la stessa cosa, che la casa e la città sono il nostro perimetro e tutti ne fanno parte. Allora è come dire che la città è una grande famiglia, con infinite stanze della stessa casa. Il pigiama è un segno di amicizia e di condivisione della città, niente di più. Quindi: il pigiama in strada come simbolo della città-famiglia A me questa alternativa non mi convince troppo e mi sembra un pò una trovata governativa per far credere che siamo tutti amici e tutti fratelli, però apprezzo lo sforzo creativo e non la solita copiatura storpiata dell'occidentalizzazione.

4) Io ho anche la quarta busta, il jolly: il pigiama d'estate è fresco e comodo, basta che superi l'imbarazzo psicologico di andare al Museo in pigiama o di prendere il metrò in pigiama e soprattutto devi evitare che si veda il mutandone.
Però una domanda a me sorge spontanea. Va bene la prima ipotesi, vanno bene anche le sfumature della seconda o la possibilità della terza, ma alla fin fine, quando vanno a dormire, vanno in pigiama? Mi spiego meglio. Il mio tarlo è: hai il pigiama, bravo, me lo fai vedere per le strade, va bene, ma poi mentre cammini te lo inquini, ti sputano addosso, ti cola catrame dal cielo, ti spruzzi di diesel dietro al pullman e poi vai a dormire con lo stesso pigiama? Oppure hai il pigiama 1 e il pigiama 2. Non voglio sapere la risposta perchè ho una vaga sensazione, ho sentore di cerume in tutta questa faccenda

PS per i sociologi, gli psicologi, gli archeologi e i curiosi: esiste anche il pigiama invernale, quello trapuntato a orsacchiotti o carotine. Questo pigiama trapuntone ti permette di uscire allo scoperto anche in piena tormenta e le raffiche di vento vengono attutite dal simpatico materiale acrilico balsamico che ti immunizza e ti rende la pelle a scaglie ancora più soffice.

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