Se prendo un granchio...
Il granchio irsuto e’ un animale mostruoso uscito
indenne dalle viscere della vita primordiale del Cretaceo e peggiorato dall’evoluzione darwiniana che l’ha portato fino ai giorni nostri senza ceretta e con delle gambe folte di pelacci che non si capisce cosa servano se non per ingarbugliarsi il pettine al mattino. Noi pero’ ce ne freghiamo, li peschiamo dal laghetto marroncino di Yangcheng (provincia del Jiangsu, 1 ora da Shanghai), li avvolgiamo con uno spago e li buttiamo vivi nell’acqua bollente fino a che diventano di un bel colore arancione. Li scoliamo belli fumanti e li serviamo su un vassoio di simil’argento poco-oro tanta-plastica.
Il problema e’ come mangiarli perche’ madre natura e padre ignoto gli hanno dato una corazza medievale con zampette spinose pelute che ti tagli la pelle se non conosci i trucchi delle ga
nasce e della forza mentale dello spirito morbido. Armati di buona volonta’, si prende il granchio, lo si scapocchia del tettuccio apribile con mani a tenaglia e forza centripeta delle falangi dei pollici fino a trovare la carne arancione della testa, buonissima, che mi si rizzano i peli alla papilla del gusto. Come consistenza e colore sembra un tuorlo sodo ma il gusto e’ molto piu’ delicato e appagante. Succhiata la testa bisogna squartare a meta’ il bianco ventre, spaccandolo con le mani e ringhiando con i denti. Normalmente frammenti e membra si spatarano sulla maglia dell’amico di fronte, ecco perche’ e’ sempre meglio mangiare i granchi da soli, oppure si bisticcia con il pasticcio delle membra del granchio e dell’amico e la convulsa confusione genera l’equivoco perenne. Ma con perseveranza e attitudine mentale si risolve anche il paradosso della zuffa granchiesca e si puo’ continuare a gustare questo brutto crostaccio di lago. Dopo avergli quindi frantumato il ventre, possiamo succhiare la polpa bianca facendo attenzione ad evitare le branchie cigliose schifose setolose che una volta le ho mangiate e loro si sono ingarbugliate nelle corde vocali e parlavo come la sirenetta. Per arrivare al buono si sputazzano le parti piu’ chitinose e si selezionano con la lingua prensile le parti commestibili. Se non ci riuscite ve lo masticate tutto corpo-unghie-polpa-anima fino a formare un gnocco in bocca e poi buttate tutto giu’ sperando di non soffocare. Alla fine si pigliano le zampette, che si rompono con i dentini e si estrae il muscoletto, di una consistenza superiore rispetto al corpo e di ottimo gusto.
A dir la verita’ si dovrebbe mangiare all’opposto, dalle zampe alla testa, per la differente delicatezza delle carni, ma io non ci sono mai riuscito perche’ arrivo affamato al tavolo e mi avvento sempre sulla cosa piu’ facile da mangiare, cosi da bloccare l’acquolina. Poi proseguo con le cose piu’ difficili e sono anche piu’ mitigato dai malumori e non devo litigare con i vicini. Non solo bisogna conoscere come si mangia ma bisogna anche sapere quanto mangiarne. Gli antichi e i saggi ci dicono che per capire al meglio le qualita’ del granchio peloso e’ meglio gustare la coppia: prima lei e poi lui, sempre per la storia delle qualita’ della c
arne e leggende metropolitane ad essa legate. Non pensiate che mangiare una coppia di granchietti sia cosa da poco perche’ ste creature mostruose riempono la panza piu’ di quanto si creda ed inoltre la medicina tradizionale cinese ci ricorda che il granchio e’ un cibo ‘freddo’, ricco di ‘yin’ e non si puo’ esagerare, per non raffreddare il corpo. Anche se si aggiunge dell’ottimo vino di riso di Shaoxing, pieno zeppo di ‘yang’ e quindi ‘caldo’ e’ comunque consigliato non abbondare nei granchi.
Vi lascio con l’imbarazzo di sapere il resto perche’ prima di passare alla crostata bisogna digerire i crostaci. Nel prossimo appuntamento cerchero’ di illustrarvi “cosa succede se il granchio prova a volare” e a rispondere alla domanda “il granchio: vero o falso?” e altre curiosita’ spartane dell’uomo non ancora appagato
indenne dalle viscere della vita primordiale del Cretaceo e peggiorato dall’evoluzione darwiniana che l’ha portato fino ai giorni nostri senza ceretta e con delle gambe folte di pelacci che non si capisce cosa servano se non per ingarbugliarsi il pettine al mattino. Noi pero’ ce ne freghiamo, li peschiamo dal laghetto marroncino di Yangcheng (provincia del Jiangsu, 1 ora da Shanghai), li avvolgiamo con uno spago e li buttiamo vivi nell’acqua bollente fino a che diventano di un bel colore arancione. Li scoliamo belli fumanti e li serviamo su un vassoio di simil’argento poco-oro tanta-plastica.Il problema e’ come mangiarli perche’ madre natura e padre ignoto gli hanno dato una corazza medievale con zampette spinose pelute che ti tagli la pelle se non conosci i trucchi delle ga
nasce e della forza mentale dello spirito morbido. Armati di buona volonta’, si prende il granchio, lo si scapocchia del tettuccio apribile con mani a tenaglia e forza centripeta delle falangi dei pollici fino a trovare la carne arancione della testa, buonissima, che mi si rizzano i peli alla papilla del gusto. Come consistenza e colore sembra un tuorlo sodo ma il gusto e’ molto piu’ delicato e appagante. Succhiata la testa bisogna squartare a meta’ il bianco ventre, spaccandolo con le mani e ringhiando con i denti. Normalmente frammenti e membra si spatarano sulla maglia dell’amico di fronte, ecco perche’ e’ sempre meglio mangiare i granchi da soli, oppure si bisticcia con il pasticcio delle membra del granchio e dell’amico e la convulsa confusione genera l’equivoco perenne. Ma con perseveranza e attitudine mentale si risolve anche il paradosso della zuffa granchiesca e si puo’ continuare a gustare questo brutto crostaccio di lago. Dopo avergli quindi frantumato il ventre, possiamo succhiare la polpa bianca facendo attenzione ad evitare le branchie cigliose schifose setolose che una volta le ho mangiate e loro si sono ingarbugliate nelle corde vocali e parlavo come la sirenetta. Per arrivare al buono si sputazzano le parti piu’ chitinose e si selezionano con la lingua prensile le parti commestibili. Se non ci riuscite ve lo masticate tutto corpo-unghie-polpa-anima fino a formare un gnocco in bocca e poi buttate tutto giu’ sperando di non soffocare. Alla fine si pigliano le zampette, che si rompono con i dentini e si estrae il muscoletto, di una consistenza superiore rispetto al corpo e di ottimo gusto.A dir la verita’ si dovrebbe mangiare all’opposto, dalle zampe alla testa, per la differente delicatezza delle carni, ma io non ci sono mai riuscito perche’ arrivo affamato al tavolo e mi avvento sempre sulla cosa piu’ facile da mangiare, cosi da bloccare l’acquolina. Poi proseguo con le cose piu’ difficili e sono anche piu’ mitigato dai malumori e non devo litigare con i vicini. Non solo bisogna conoscere come si mangia ma bisogna anche sapere quanto mangiarne. Gli antichi e i saggi ci dicono che per capire al meglio le qualita’ del granchio peloso e’ meglio gustare la coppia: prima lei e poi lui, sempre per la storia delle qualita’ della c
arne e leggende metropolitane ad essa legate. Non pensiate che mangiare una coppia di granchietti sia cosa da poco perche’ ste creature mostruose riempono la panza piu’ di quanto si creda ed inoltre la medicina tradizionale cinese ci ricorda che il granchio e’ un cibo ‘freddo’, ricco di ‘yin’ e non si puo’ esagerare, per non raffreddare il corpo. Anche se si aggiunge dell’ottimo vino di riso di Shaoxing, pieno zeppo di ‘yang’ e quindi ‘caldo’ e’ comunque consigliato non abbondare nei granchi.Vi lascio con l’imbarazzo di sapere il resto perche’ prima di passare alla crostata bisogna digerire i crostaci. Nel prossimo appuntamento cerchero’ di illustrarvi “cosa succede se il granchio prova a volare” e a rispondere alla domanda “il granchio: vero o falso?” e altre curiosita’ spartane dell’uomo non ancora appagato
