
il gelo rivoluzionario non ha ancora creato un disgelo innamoratizio generazionale e solo ora inziano istanti avvicinanti di momentaneo amore che si riducono in gesti di materiale e presunto romanticismo con il malcapitato orso gigante che transita dal freddo stradale al tepore stomacale di braccia che si uniscono a trattenere il peluchone nel ritrovato slancio emotivo di menti maschili annebbiate da

ormoni e scintille femminili di emozioni infantili e l’orso gigante passa testimone tra mente e braccia, pochi RMB che si sfilano dalla tasca per riscaldare un cuore e il testimone peloso rattrista la scena serale con camminate stentate di trascinamenti animaleschi del presunto significato dell’amore che forse e’ un istante d’immaturita’ collettiva per un sentimento che non cresce nella freddezza dei rapporti. Orso per ama

re, orso da dimenticare, orso infilzato nel sentimento, orso sfruttato nel momento, orso maltrattato nel rapporto, orso ignorato nel proseguimento. Noi testimoni del suo inutile apporto di calore, mentre freddo rimbalza tra le mani, noi ignari della sua meta finale, tra un angolo dimenticato ed un nuovo ritorno sulla strada. Lui inesorabile traguardo per soddisfare il momento e lui triste baluardo del disfacimento, lui morbido rifugio per menti impacciate, lui strumento ingombrante per cuori tentennanti, lui condannato a testimone della serata e prigioniero della noia futura. Salviamo gli orsi, salviamoli dalla fine ingrata e che l’amore trionfi senza l’ingombrante mammifero. Aprite le gabbie, aprite la cassa toracica, liberate il cuore, liberate gli orsi, mai piu’ amori comprati, ma sentimenti regalati.
Piu’ il gesto e’ grande piu’ il significato e’ piccolo.

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