domenica 10 agosto 2008

Se ne prendo un altro

(Se prendo un granchio... 2a parte)

Ora che abbiamo capito come scapozzare, magnare, quanto come perche’, ora cerchiamo di capire quando e dove.
Il granchietto si mangia tipicamente ai primi freddi di Shanghai, quando il laghetto di Yangcheng ha esaurito la sua scorta di nutrimenti e ha rimpinzato la bestiaccia pelosa. I periodi migliori per gustarli sono da fine Settembre, quando il vento soffia da nord-ovest ed anticipa l’autunno, fino a Novembre quando le scorte del laghetto si esauriscono come scaffali del Carrefour. E’ da almeno 2 secoli che gli abitanti della zona si preparano al rito del granchio e affollano i locali sulle sponde fangose del laghetto per procurarsi l’animalaccio. Ma come fai a sapere che i granchi sono veramente quelli pelosi del laghetto di Yangcheng? Facile: su ogni granchietto (vivo) e’ stampigliato un numero di matricola per assicurarti che sono “made in china’, poi tu chiami il numero verde (o marroncino) e la mamma-granchio ti risponde se e’ stato partorito da lei. Tutto vero ragazzi, qui si stampigliano i granchi perche’ il mercato dell’imitazione impazza: ogni anno infatti ci sono tonnellate di granchi che non e’ possibile che escano tutti dal laghetto, a meno che non ci siano migrazioni di granchietti che passano tutti attraverso il lago a farsi santificare e stampigliare sulla schiena. Allora la polizia cerca i falsi nelle casse e nei carretti perche’ tante tonnellate arrivano da canali e fognette circostanti e il laghetto ricco di ferro e di minerali non lo vedono nemmeno dai camion che notturni portano tutto al mercato del fresco e si confonde il nuovo col vecchio, l’originale col tarocco. Ma nulla frena il fascino e la moda del granchio peloso d’autunno. I visitatori non mancano durante la stagione buona e quelli che arrivano da lontano provano a portarli indietro vivi caricandoli come bagaglio a mano in aereo e si trovano la gradita sorpresa che e’ vietato introdurli in cabina. Ma ti sembra strano che non ti facciano caricare dei puzzolenti gorgoglianti granchietti nella scatola forata di polistirolo tra i computer e le borsette di YSL e Gucci o Qucci? Ma pensa, te lo devono anche scrivere e tu fai la faccia sorpresa e contrita e cerchi la discussione animata al bancone per provarci comunque senno’ non ci credono che sei andato a Shanghai. Te li dovrebbero far mangiare vivi con i peli e senza spago, cimice d’acqua che non sei altro. Comunque noi dietro in coda ad aspettare che si calmino le acque e che buttino nella stiva sti poveri animali che finiranno bolliti in qualche strana citta’ dell’immensa Cina. Un po’ come noi del Nord Italia che ci infiliamo le mozzarelle in aereo quando torniamo da Pratola Serra e viriamo su Torino: siamo un po’ granchi pelosi anche noi alla fin fine. Tutto il mondo e’ paese e non pensiamo di essere tanto diversi da loro. Rischiamo solo di prendere un granchio!

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giovedì 12 giugno 2008

Segnali di terremoto

Shanghai, giornata di sole, e’ il 20 Maggio 2008. Sono a scuola, in un'aula bianca. Sulla parete un proiettore moderno vomita dati sull’economia cinese, sulle riforme di successo, sul cammino verso l'economia di mercato per portare il popolo cinese dalla fame al Carrefour. Discutiamo della bolla speculativa, delle riforme rurali, delle pensioni, del vecchio e del nuovo, dei vecchi e dei giovani. Dati impressionanti, tutti in crescita, grafici degni di Paperon de Paperoni, momento aureo della Cina socialista, tuffi in trilioni di dollari

Sono le 14:28, il professore cinese si ferma sui due piedi, si compone e annuncia in inglese: “Let’s prey”

Una sirena mogia suona nella scuola, lamentosa frequenza che stona nella giornata assolata. Monotono miagolio elettrico che vibra orizzontale sbattendo sui muri del campus.
Noi siamo uniti, fermi, in piedi, raccolti in silenzio per le vittime del recente terremoto in Sichuan. A oggi e’ passata una sola settimana dal tremendo colpo che le forze della natura hanno rovesciato sull’ignorante umanita’.
Oggi tutta la Cina si e’ fermata per 3 minuti.
La bandiera cinese e’ a mezz’asta.
Mi ritrovo per 180 secondi con me stesso, mi scrollo di dosso giacca e cravatta, torno carne e pelle. Torno nudo nelle tenebre, fuori dai palazzi, fuori dal progresso, fuori dalla realta’. Mi sento una goccia d’uomo nella fragilita’ del quotidiano.

Il lamento termina, i 3 lunghissimi minuti sono terminati. Ma laggiu’ il lamento continua.

Qui a Shanghai riprende il cammino economico, riprende la locomotiva cinese, riprendono i numeri, le tabelle, le crescite a 2 cifre, i miliardi di dollari, le giacche e le cravatte

Il professore ci ricorda che e’ la prima volta che in Cina si fa una cosa simile. L’ultimo tremendo terremoto di Changsha del 1976 non ha avuto lo stesso tributo, non ha avuto la stessa attenzione. Si poteva morire piu’ sileziosamente, nel disinteresse. Non c’erano le Olimpiadi ad Agosto, dove oggi tutti devono apparire bravi, sociali, umanitari, corretti. Cerco comunque di pensare bene e mi affiora una domanda leggera:

“Siamo in un momento di cambiamento?”

La mia lezione continua, discutiamo di riforme ambientali, di riforme sociali, di benefici ai piu’ dimenticati, sembra un caso, forse un filo di speranza, forse un disegno che ci lega e ci unisce tutti.
Speriamo sia un segnale positivo del reale cambiamento della Cina.
Un terremoto sociale e non piu’ naturale.
Vivo l’illusione, sereno...

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martedì 11 settembre 2007

la nuova droga sintetica: l' LCD

venerdì 13 gennaio 2006

Il XXI secolo lo ha dichiarato: la sfida è sulle immagini e non sulle parole, la sfida corre veloce e non aspetta nessuno, la sfida è già in atto in tutto il mondo e afferma sempre di più "chi scrive non vive, chi appare è da votare". Qui in Cina lo abbiamo capito prima di tutti gli altri e le immagini si susseguono rapide cavalcando l'onda emotiva della famiglia-zippata "mamma-papà-bimbobeso" e rincorrendo il pensiero assonnato dell'uomo medio. Qui in Cina dove il nullatenente si crede medio calciando un piccione, dove il medio si crede grande gridando al nullatenente e dove il grande si crede grande e grida e guarda tutti dall'alto perchè gli basta lo sguardo, anche con gli occhiali neri. Allora nella complessità del sociale e nell'intricata questione delle caste cittadine entra in gioco l'elettronica che mette tutti d'accordo.
La moderna tecnologia oggi promette e permette e vomita monitor LCD con numeri impressionanti e produzioni strabuzzanti che vengono appiccicati in modo raccapricciante in tutto il territorio, isole comprese. Sti monitor, vere e proprie zattere tecnologiche con DVD incorporati, si attaccano con due chiodini, due caccolette, uno sputacchio, una manata e lui sta su appeso al muro, storto ovviamente, perchè anche l'estetica vuole la sua. Ecco qui la nostra nuova droga sintetica, l'LCD, subito rivenduto dal più torbido dei pusher: il Marketing. Lui si è mosso immediatamente, rapido, cobra del business dal morso istantaneo e violento, lui velenoso e strisciante ha avvolto stritolando nelle sue spire il nostro "uomo medio" assonnato. Lui ora è intrappolato e inguainato negli stereotipi middle-class, calmierato nella vita media che si afferma e che gli ricorda il suo presunto traguardo di ricchezza e felicità.
Il marketing ce l'ha fatta e ha unito l'inutile all'inaudito e ora ci propina e propone delle deliziose scenette ripetitive, nevrotiche pillole catartiche, messaggi subliminali e influenzali, slogan rapidi e nocivi per accalappiare il cliente, carpire lo sguardo assonnato, incrementare il PIL che oggi è sopra il 9 e che domani, con questa mirabile sforzo markettaro sfonderà il 10, il 20, no il 53%. Altro che crisi mondiali, qui abbiamo trovato il rimedio all'economia stagnante. Professori e pubblicitari stanno ravanando nei meandri della psicologia per applicare le nuove formule ai bastoncelli e ai cartoncini del cristallino corneo della flebile vista dell'occhio obliquo per stordire l'impiegato medio sperando che guardi il messaggio almeno con la coda dell'occhio senza notare il sottile doppio senso immagine-rapina. Allora il marketing, che lavora di notte per colpire di giorno, ha sgusciato come fagioli tutte le idee dal cervello baccello e ora sublima malavitoso al pensiero del fruscio profumato delle banconote e del gustoso guadagno.
Sto Marketing ora ci sta flagellando con qualsiasi prodotto gli possa tornare utile: pillole dimagranti vengono passate ogni minuto negli LCD dei building farciti di uffici del popolo grasso, del popolo dei bussinessissiness'mens, impegnato fino a tardi e costretto ad allargare la pancia per ingrandire il portafoglio, ad allungare la cinghia per cambiare la taglia imburrando la teglia. Ora il Marketing assassino gli rifila la pillola dimagrante già al mattino, tarlandogli la giornata, bucherellandogli i pochi spazi liberi della giornata. E questa nevrosi gli rimane tutta la giornata, scandita dall'LCD che assassino ti colpisce ovunque. Al Carrefour, per esempio, ti penetra la corteccia dell'ipocastalamo del cervello propinandoti il succulento preparato per torta barocca al diabete trabordante cioccolato fuso con salsa alle fragole su letto di bignè glassati alle mandorle zuccherate. Toh, son proprio nel corridoio dei dolci barocchi, Toh, guarda caso c'è la stessa scatola del preparato. Chissà come si fa? però, facile sta ricetta, guarda il monitor: prendi il preparato con busta nylon con dentro orrore plastico e saliva di alien lo infili nel forno micronde 30 secondi esce perfetto con anche donna sorridente e bambini che mangiano con il sorriso e fuori fa bella giornata ed è tutto biologico. Ma allora lo compro!
E da qui la tua giornata comincia a testa in su, a cercare il tuo LCD, questa droga moderna che ti rapisce e ti conquista dolcemente in brevissimo tempo e ti avvia alla spesa spudorata. La sera colpito dai sensi di colpa ti infili nella lussuosa palestra con gli altri colpiti della giornata, i bussinessissiness'mens sudati e maleodoranti e le spauracchie modaiole cinesi con nike d'oro e bluetooth all'orecchio con I-pod vibratore e tutti corriamo nel nulla sui tapisroulant, criceti nella nostra giostra di pazzia e il monitor ti usa e ti pneumo-martella tàn-tàn-tàn con propaganda di massaggi-relax-acquapuntura-paradisitropicali "spendi con noi risparmi tempo e ti rimetti in forma". Una elettrostimolazione visiva che ti magnetizza l'occhio e la carta di credito con i messaggi più svariati, più impressionanti, più moderni, più accattivanti, pieni di colori suoni immagini, sono tutti belli, pieni di scritte che scorrono, di volume che ti trapana le orecchie fino a tremolarti la pancia e stimoli alla prostata.
I messaggi spingono qualsiasi prodotto: al mattino lezioni di yogurt-yoga con ragazza stupenda, ombelico in vista, sfondo verde paradiso, tonalità esagerate dal video starato, verdi che brillano e mele rosse che bucano lo schermo, fiume di latte che scorre da colline morbide dietro la ragazza, ragazza sorridente, si muove lenta, stira le braccia, ombelico si allunga, tremila denti perfetti, bianchissimi, occhio scuro, contento, rilassato, primopiano, secondopiano, sfuma, yougurt magro, magrissimo, striminzito, tutti sorrisi, confezione, slogan, ragazza tiene in mano yogurt, perfetto. Altra pubblicità: asfalto che corre, auto coreana, design terrificante, zarrate a vista, spoiler, luci, gringo asiatico in auto, occhiali scuri, impugna sicuro il volante in pelle, dettaglio sulla tigre che corre in sovraimpressione, potente, agile, asfalto che scorre, montagne desertiche sullo sfondo, appare la tigre nel cielo, enorme, che potenza! che slogan! Altra pubblicità: uomo grasso, sorriso cadente, bulldog pensieroso, dottore camice bianco stetoscopio clinica, pillola in primo piano, dimagrisci, viso più rilassato, foto prima: grasso, foto dopo: smunto (è meglio prima) ritrova la moglie (molto meglio prima: grasso) il bimbo sorride, mani tese, abbraccio papà-figlio, strappalacrime, medico sicuro camice bianco stetoscopio, scatola di pillole, tutti magri, slogan.
E dopo essere stati in ufficio, aver preso l'ascensore, aver preso il taxi o il metro, dopo essere saliti in casa, finalmente arriva la sera, quando la famiglia si distende e si riunisce attorno al tavolo con il riso e le pestilenze cucinate e finalmente ci si racconta la giornata e il marito dice: "sì oggi bene, giornata normale: al mattino crema antirughe poi ragazza bellissima per lo yogurt verde poi crema rassodante e ragazza poi auto coreana poi crema idratante poi famiglia felice con telefonino poi auto e tigre poi per salire crema e auto scarpe da ginnastica telefonino crema Sony Adidas Roche GM Colgate l'Oreal..."Sìsì, mio caro, buonanotte!

Ecco i luoghi dove il tuo pusher può rifornirti di LCD:in banca, in aeroporto, in aereo, appesi ai grattacieli,nei grandi magazzini (Carrefour, vestiti, profumerie,...), negli ascensori di alberghi e condomini privati, fuori dell'ascensore, nei bagni degli hotel, in macchina nel poggiatesta, in macchina al posto dello specchietto retrovisore, in macchina al posto dell'aletta parasole, nei furgoni pubblicitari, nei bus pubblici, nella metropolitana, in palestra, ...

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nel mezzo del cammin...mi sono perso

lunedì 19 settembre 2005


Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura di un groviglio di viadotti e sopraelevate che il mio pensier si è perso: "ma dove devo andare? ma dove volete andare? dove volete arrivare?". Allora vi rispondo io e vi dico che qui stanno diventando tutti pazzi. I cinesi hanno capito che basta prendere due punti nella carta della Cina, unirli con la matita, prendere migliaia di operai e fargli fare una strada. Poi si vedrà perchè il mondo è una sfera con la buccia e la crosta non si sbuccia quindi ci ha gli alti e i bassi dei monti e delle valli e i cinesi su e giù a destra e a sinistra a cercare di schivare le asperità: gallerie, viadotti, piloni, pilastri, impiastri, pasticci, impiloni di sbagli, un marasma organizzato. Però la meraviglia cinese e sotto gli occhi e procede nei giorni (e non negli anni come in Italia) e loro, solo negli anni 90, hanno fatto 35,000km di autostrade e chissà quanti di strade. Porca miseria che mi stanno facendo una strada che mi collega dritto-dritto al carrefour quando torno dal lavoro. Una strada tutta in aria, tutta a 10-20m di altezza, sopra le case, le altre strade, sui pedoni, sulle bici, vola lassù, si chiama "middle ring" e puoi cavalcarla con la tua auto senza Mary Poppins. La vedo ogni giorno procedere, aggiungono pezzi di sopraelevata-Lego di 20metri sostenuti da pilastri in presunto cemento armato di tanta pazienza che deve supportare il peso e sopportare il cinese che immediatamente schiaccerà l'asfalto con le auto nuovo modello, i porsche cabrio, le Audi, i BMW serie7Li golden series, le mercedes 600S, gli Hummer gialli girasole, le Bentley e i pullman di sfigati-senza-macchina che quotidianamente raggiungono le mete lontane delle "industry zone" per portare profitti ai loro capi che si comprano i macchinoni e bruciano incuranti il petrolio con i 12cilindri inutili in una città ormai al collasso e ingorgata dal troppo traffico.
Il middle ring cercherà di togliere traffico dall'imbuto che si tappa ogni mattina verso le otto e si stappa la sera verso le 18. Il middle ring si aggiungerà ai 70km di strade sopraelevate che Shanghai ha già e cercherà di spurgare il traffico che ormai ristagna sugli altri due anelli l'"outer ring" e l'"inner ring". In questo trittico degli Anelli, solo il film ci manca perchè gli attori ci sono tutti: er sindaco che si fa bello perchè lui i lavori li fa e qualcuno glieli porta a termine nei tempi, il responsabile del traffico che ha capito che o li fa o se lo fanno, le forze del male che sono le auto che cercano di stritolare il trafficaro, il capo della metro, il gollum delle viscere, che se la ride miagoloso ma anche lui cià fifa perchè er sindaco gli ha detto di fare altre 10 linee e lui sta facendo 10linee contemporaneamente (dieci linee, DIECI, come a Torino mi pare) anche se ogni tanto batte nelle fondamenta delle case e un giorno ne è volata giù una nel burrone di una nuova fermata e ha schiacciato dei cinesi che stavano magnando la ciotola di riso. "Stiamo vigilando sui cantieri perchè qualche lavoro è a rischio e stiamo cercando di non ritardare i tanti progetti della città. Stiamo lavorando per il futuro prospero della nostra città". come dire: "ne moriranno parecchi e non ve lo diremo ma almeno faremo tutto per tempo".
Chi buca da sotto, chi costruisce in aria, però qui vanno avanti. Nell'enorme gioco del monopoli della città hanno pianificato altri ponti di collegamento della città tra viale dei giardini e vicolo corto, poi una manciata di tunnel sotto il fiume, poi ti faccio il nuovo terminal dell'aeroporto internazionale, la stazione sud dei treni, poi il nuovo centro Expo per il 2010 e comunque butto giù ancora qualche casa-rottame che ci infilo un altro pò d'asfalto che sennò Pechino ha più asfalto di noi ma noi dobbiamo essere più belli di Pechino. Loro hanno già 6 ring, noi arriviamo a stento a 3: come faremo? Saremo presi in giro? Tranquilli perchè il film lo stanno scrivendo e il finale è sempre a sorpresa. Io nel frattempo mi sono perso, qui devi stare attento perchè ieri c'era l'uscita e oggi è chiusa perchè di notte ne aggiungono un pezzo, tolgono un marciapiede, aggiungono un grattacielo, molano uno spigolo di un palazzo, passa una nuova strada, levano sti 2 negozi, aggiungi un'aiuola, senso unico qui e senso doppia là, et-voilà ieri non c'era e oggi c'è. Quindi tutti i taxisti a imparare la nuova strada ad ammassarsi nel senso unico con 2 sensi perchè nessuno se n'è accorto e chi se n'è accorto fa finta di niente. Allora la polizia interviene, mette tutti nel frullatore e spara a raggiera i malcapitati: camioncini a sinistra, taxi a destra, bici sui marciapiedi, alle moto è vietato, carretti via, bus tu sì, bus tu no gira qui, tu sei targa governativa allora puoi tutto, tu sei cristiano allora puoi niente, tu sei comunista di partito allora scegliti il tuo futuro. E noi il futuro lo stiamo disegnando ma anche cancellando perchè quello che hanno fatto l'anno scorso che era il futuro dell'anno prima l'hanno già modificato per il futuro del prossimo anno. Ma qui non riescono a fare il passato perchè non c'è tempo di oggi per pensare al futuro di domani e ieri non abbiamo finito l'oggi di ieri. Ma allora quale futuro avrà Shanghai?
Nel 2000 mi ero illuso di trovarmi lungo una laguna, una Venezia orientale, una romantica città con il porto brulicante, la città del mancato colonialismo europeo degli anni '40, appoggiata sul fiume Hu e affacciata sul mare dell'est. Invece qui siamo al delirio perchè dell'acqua chissenefrega, noi vogliamo asfaltare e purtroppo non riusciamo ad asfaltare il fiume che separa le due parti della città. Tutta questa acqua che ci dà fastidio e dobbiamo lanciare l'asfalto in aria sperando di arrivare di là e attaccarci ad un pilastro per un nuovo ponte. E oltre la città nuova c'è addirittura il mare, che non possiamo asfaltare neanche quello. Allora ci siamo innervositi e abbiamo pensato al ponte più lungo del mondo e andremo a Ningbo, a sud, con un ponte di 35km lungo la baia di Hangzhou. Certo che lo faremo anzi, lo abbiamo già iniziato. E poi andremo a ovest, asfalteremo un pò anche lì, inventeremo delle strade per andare chissà dove. Intanto raddoppiamo la Shanghai-Nanchino che l'abbiamo già intasata in pochi anni e adesso la sturiamo con un bel 4+4corsie, poi vi aggiungiamo la terza corsia per la Shanghai-Hangzhou e nel dubbio vi aggiungiamo dei caselli, degli svincoli, dei viadotti, sopraeleviamo e poi passiamo sotto con una ragnatela di strade.
Ma lo sai che se mi perdo non mi trovate più veramente? Qui per andare al 3°livello del viadotto verso ovest devi prendere l'uscita 14 a est, proseguire per il terzo viadotto un pò a nord che vira lento verso ovest unendosi all'altra autostrada che si divide in due e devi farti largo tra i camion. E speri di essere nella corsia giusta e in una giornata di sole che almeno lui lo segui e forse va ancora da est a ovest camminando la sua strada che non gli hanno disegnato i cinesi sennò ora le orbite ellittiche dei pianeti e Keplero se le sogna di notte con la Luna che non arriva perchè è inchiodata al casello. Altro che Via Lattea, te la asfaltiamo la Via Lattea, appena arriva il tramonto, appena la intravvediamo ci muoviamo di notte con una milionata di operai e te la asfaltiamo e il giorno dopo ne pensiamo un'altra. Vuoi vedere che domani mattina imbocco la Via Lattea al posto della A8? spero di capirlo al primo casello, tranquilli per ora sono nel mezzo del cammin e non mi sono ancora perso, però che ci fa Goldrake davanti a me?

2 episodi:

1) maggio 2004 (da casa vecchia): un mattino mi alzo (come tutte le mattine), prendo la macchina (come tutte le mattine), giro a sinistra (come tutte le mattine) e vado all'incrocio (come tutte le mattine). Ma quel mattino: paletta, secchiello, poliziotto, "patente e libretto"."perchè?" gli domando io sorpreso. "la via è a senso unico" mi dice lui da sotto la pentola di ferro che ha sulla testa."scusa io ogni mattina faccio così perchè la via è a doppio senso" gli dico io"100RMB di multa perchè la via è a senso unico, io devo far osservare le regole"."ennò ciccio, io parlo con il capo perchè qui non c'è nessun cartello e io non è che ogni mattina telefono in comune se avete cambiato il senso della via". Baruffa, taxisti, pedoni, l'occidentale che discute con la polizia, curiosi, traffico, serpentone di macchine fermate. Appare il capo, lo confondo, si confonde, mette la moto al contrario, è in senso vietato, si dà la multa, gli dò uno schiaffo morale, mi fà cenno, gli faccio il gesto, ci accenniamo. Capisco che sono diventato invisibile, sono imbarazzante per il capo, mi dileguo e non pago.Spiegazione: nella notte avevano cambiato da 2 sensi di marcia a senso unico, ovviamente senza cartelli ma con tanti poliziotti. A Shanghai non esiste il cartello di senso unico, esiste solo quello di senso vietato. Vai all'episodio 2 senza passare dal via


2) dicembre 2004 (da casa nuova): per andare verso nord da casa mia basta girare a destra in Wulumuqi road. Anche questa sera lo faccio ma mi trovo 2 fari di camion piantati in faccia sulla mia corsia. Mi innervosisco, lui però è grosso e pieno di terra. "Macheccavoloè? perchè lui è in faccia a me?". Lui mi indica una caccola metallica appesa ad un albero. La guardo bene, da dietro le foglie scorgo il segno di un auto barrata diagonalmente. "mi scusi, ho un pò di congiuntivite" sono state le mie parole. Spiegazione: nella notte quell'unico tratto di strada lungo 200m è diventato a senso unico e hanno appeso una caccola ad un albero per segnalarlo. Motivazione? boh, forse è il fengshui

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sabato 8 settembre 2007

la cucina cinese

July 27, 2004

Sappiamo tutti che i ristoranti cinesi in Italia non offrono la vera cucina tradizionale. Infatti i cinesi che mandano avanti le bettole italiane provengono tutti da una zona rurale dell'entroterra mandarino e non sono affatto ristoratori nel proprio paese ma scappano oltremare in cerca di fortuna e vengono reclutati nel Bel Paese. Mentre loro cucinano in Italia le cose che si ritrovano sui menu pre-stampati, nel loro paese di origine dei professionisti esaltano i sapori e i colori dei cibi e così ogni Provincia offre un'infinita varietà di ricette antichissime le cui origini si perdono nelle varie dinastie passate. Sono proprio le dinastie imperiali che hanno permesso ai cinesi di raggiungere questa capacità culinaria, perchè riducendoli alla fame, li hanno messi in condizione di cercare il cibo dappertutto e di renderlo commestibile. Ecco allora che oggi ci mangiamo le cose più improbabili, con i famosi gusti "orientali" che qualche volta generano dei vortici in pancia, creando nocive armi chimiche durante la notte. Ma il tutto si può sempre curare con un'ottima coca-cola imperialista che centrifuga lo stomaco e gasifica gli intestini, riducendo a scoria radioattiva il cibo ingerito. Onestamente penso che non basti un Cucchiaio d'Argento o una Cucina Italiana per descrivere tutte le possibili ricette del continente giallo e io stesso ne ho assaggiate tantissime e alcune veramente particolari: il piede di cammello dello Xinjiang (la regione musulmana al confine con il Kazakistan e il Kyrgyzistan) gommoso come un pallone da basket e tutt'altro che buono, ottime meduse ai semi di sesamo (Shanghai) croccanti come nervetti, il ben più famoso sangue di vitello rappreso dell'Anhui che vibra molliccio sulle bacchette, la pelle di serpente in insalata che ho mangiato a Chongqing nello Sichuan o le crisalidi fritte che si mangiano a Nord nello Helonjiang, che ti scoppiano fra i denti come brufoli e hanno un vago sapore di omelette. Questi cibi vengono cucinati al volo dopo che sono stati scelti dal cliente e appoggiati sui famosi tavoli girevoli rotondi. Lo stress cinese per servire i cibi freschi è tale che anche quando pescano in mare, portano a riva il cibo vivo che viene subito immesso negli acquari dei ristoranti per essere poi cucinato. Anche questo è dettato dalle condizioni ambientali del passato, con il gran caldo dell'estate e la mancanza di refrigeratori. Anche se oggi si può ovviare con le moderne celle frigorifere, i cinesi continuano a preferire il cibo vivo e cotto al momento (commento: hanno ragione, voi vi fidereste a mangiare qualcosa di morto in Cina? altro che SARS) e io stesso posso comprarmi la tartaruga viva al Carrefour e scannarmela nel lavello della cucina per farne la deliziona zuppa. Il trasporto del cibo sta divenendo ossessionante e tutti i mezzi di locomozione sono impegnati per trasportare i cibi: gli aerei per le ampie distanze (vi ricordo che è vietato imbarcare granchi vivi come bagaglio a mano a Shanghai, sta scritto al check-in), i treni per arrivare nei villaggi (spesso viaggio con a fianco un pollo la cui testa esce curiosa da una scatola di cartone), le motorette per i mercati locali e le brevi distanze. E' meglio comunque non pensarci troppo e far finta che il cibo provenga dal cielo come manna divina, pulito come fosse nato nel Paradiso terrestre, perchè se il trasporto avviene come per gli esempi fotografici che vi mando ho paura di non digerire tutto (foto scattate in centro a Shanghai e vicino a Tai Hu, menu preso al ristorante di Jingzhou).

Adesso vado a mangiare in mensa, dove già l'odore è un misto clinica-fertilizzante-scarpe di giocatore. Speriamo in bene. Ieri c'era maiale stufato (di vivere), bambù, melanzane molli e altre amenità. Oggi è una nuova sorpresa.

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