martedì 13 gennaio 2009

Caution wet floor

Gialla palina di plastica gialla con rosso omino gambe all’aria “caution wet floor”: ossessione per noi cinici in terra sinica. Successione di fermento di paline gialle, con rapida intrusione invasiva di paline gialle: ogni pavimento una palina gialla, ogni cesso una palina gialla, ogni strascico ramazzato ha nell’intorno una palina gialla, ogni mensa aziendale ha una stanca donna ambulante con stanca palina gialla , ogni ristorante mocio-unto ha una palina gialla, ogni grand-hotel poche-stelle ha un ingresso finto-marmo con palina gialla vera-plastica. Ma la domanda dell’occhio e’ poi la risposta della mente che la palina non e’ una palina, ma e’ uno specchio della mente della convulsione di responsabilita’ del popolo. Qui che non ci sono 626, privacy, ISO, assicurazioni o avvocati che occhieggiano medici per rimborsi chilometrici di femori rotti. E non e’ qui il significato accusatorio della palina gialla. Qui la palina e’ nel dubbio “io l’ho messa” e se il pavimento e’ viscido perche’ la lastra finto marmo e’ un patinoire finto ghiaccio, “io la palina l’ho messa”. Anche se il sole picchia nell’asciutto e tutto tace, la palina induce allo scarico di responsabilita’ e nel dubbio tutto l’anno e’ palina gialla. Palina nell’angolo e palina in mezzo alle gambe. Non si sa mai. Nel dubbio io palina gialla e tu?. Palina gialla come bandiera paraculo per popolo senza palle. “caution wet floor”. Meno male che non abbiamo inventato “caution wet wall” “caution wet window” “caution wet ceiling” “caution wet table” senno’ qui invadiamo di paline gialle tutta la Cina gialla, dal deserto al mare “caution wet sea”. E’ che non e’ che risolviamo che forse e’ asciutto allora tolgo la palina gialla. Qui la tradizione insegna che tanto anche Babbo Natale c’e’ ad agosto per aspettare Dicembre e rimane tutto l’anno appicciato ai vetri. Allora anche palina gialla: palina a capodanno, palina tutto l’anno. Palina per te e palina per me, scambio di affetto tra pavimento e ramazza, tra suole e cervello. L’importante e’ avere una palina gialla per ogni superficie calpestabile, perche’ chi palina gialla no responsabilita’. Tu scivoli, ti spacchi, ti storpi, ti stramazzi. Io tanto palina gialla e tu stai steso a terra, e togliti in fretta perche’ io palina gialla.
E allora stai attento, “caution wet floor”.

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lunedì 10 settembre 2007

le certezze del gallo



martedì 22 febbraio 2005


"Finalmente è il vostro anno": questa è la tipica frase che ogni rivista titola all'inizio di ogni anno. Ed eccoci di nuovo qui, nel nuovo anno per tutti, occidentali e orientali. Anche quest'anno abbiamo cambiato animale uscendo di schiena dalla scimmia ed entrando a mani giunte nel... cioè siamo finiti nel coscienzioso, rassicurante e moderato gallo, tra le sue uova d'oro che iniziano già ora ad allargarsi in pregiate omelette stendendosi untuose sul mondo orientale dopo le schizofrenie circensi della scimmia (qualcuno ha già legato il disastroso Tsunami alla dispettosa scimmietta).

Ma la domanda è sempre la stessa: è nato prima il gallo o la gallina? e da qui le conseguenze sono note: si organizzano cene di lavoro, discorsi con papere e approfondimenti volatili mentre si incrociano i vassoi con tacchino ripieno, faraona arrosto, pollo alle mandorle, code ai dessert e ali di folla, giochi di luci e musica a girandola. A fine cena il grande botto con citrosodina e digerselz a volontà. Stesso risultato e stessi preparativi anche in Cina per inaugurare il nuovo anno. I preparativi sono iniziati a Natale, quando con mio stupore ho notato delle galline decorate sotto gli abeti luminosi e mi sono chiesto il perchè (ignorando il fine legame Natale-Orientale). I preparativi sono poi culminati (=tortura medievale per eliminare le streghe, le astrologhe del passato) nella grande celebrazione del 9 di febbraio, quando la Luna è entrata sbandando nel grande raccordo anulare e ha tamponato Venere e hanno dovuto chiamare d'urgenza Mercurio cromo per riallineare il Sistema Solare sulla SS21. Anche Shanghai ha salutato il nuovo anno tra incidenti e accidenti, lanciando in aria il meglio della nocività: mortaretti sulle scale, razzi per strada, bombe tra le gambe, starnuti e virus e il giorno dopo si sono raccattati i morti per il freddo e per il gioco molesto che ha mietuto vittime irrequiete e ha aiutato i regolamenti di conti. Eppure anche quest'anno, come quello passato, sono state appoggiate per le carreggiate delle vistose paline "no fireworks", "fireworks prohibited" per evitare roghi di strada, però è bastato spostarle oppure trasformarle in ottime piste da lancio per i razzi più alti. Addirittura a Pechino sono ufficialmente banditi da 12 anni i fuochi d'artificio e la polizia ha mosso 130,000 persone (tra poliziotti, volontari e simpatizzanti) per mantenere il controllo della situazione e hanno anche tecnologicamente inviato degli SMS per ricordare il divieto, ma non è bastato e qua e là le fontane di colore hanno illuminato il freddo cielo della capitale.

Ma il gallo che c'entra? lui, che con la sua rauca e sonora sveglia mattutina ha ridestato il popolo sonnolento già il 10 di febbraio? Dopo le acrobazie della scimmia che ha lasciato qualche malcontento ai segni deboli dello zodiaco e ha fortificato solo i segni irrequieti (cioè la scimmia stessa), siamo finalmente nel gallo, segno di piume, di colori e di influenze avicole. Eppure sembra non essere cambiato niente qui in città: auto incolonnate, metrò menefreghisti, negozi aperti, soldi, smog, polizia appostata, spintoni per le strade e sputoni congelati. Quasi che il gallo non abbia generato nessun interesse, anche se la tradizione popolare lo eleva a simbolo: il gallo è legato al sole, perchè ne annuncia il suo arrivo al mattino. In alcune case di campagna viene ancora rappresentato e affisso sull'uscio come augurio all'ospite e per allontanare i demoni della notte. Però la modernizzazione cittadina schiaccia tutto e comprime i miti e la simbologia classica in compresse a base di vecchie supposizioni (le supposte, appunto).
Rimane solo la superstizione che ancora scandisce la maggior parte degli eventi famigliari e degli affari: la scelta del nome in base alla data di nascita, la data di matrimonio, quando iniziare un business, quando concludere un contratto. La parte folkloristica si abbandona in fretta e si relega la tradizione ai contadini delle comunità rurali, mentre la città avanza creando e radicando i nuovi simboli del consumo. Eppure l'astrologia orientale ha navigato per millenni sulle onde delle varie dinastie imperiali, unendo la leggenda alla storia romanzata. La prima dice che sia stato proprio il Buddha ad aver promosso i 12 animali che hanno raccolto l'invito a riunirsi intorno a Lui sotto l'albero sacro e sono quindi gli stessi che ci troviamo nello zodiaco cinese: il paguro, la tarantola, lop possum (un ballo latino), la tigre dai denti a sciabola (ora estinta e rimpiazzata dalla tigre), il camaleonte, ecc. La leggenda però si contraddice o si integra con la storia romanzata secondo la quale fu l'Imperatore Giallo che regnò nel 2600aC (quindi poco prima del Buddha) a formalizzare le credenze popolari e a "lanciare" l'astrologia. Chi lo sa? rimane il mistero e quindi torniamo alla domanda: è nato prima il gallo o la gallina?

Comunque per i nati in questo anno sarà "gallo di legno" quindi si formeranno caratteri estroversi, entusiasti, creativi ma anche pronti alla stravaganza e all'eccesso. Questo non deve preoccupare troppo i neonati-pulcini futuri-galli, mentre le loro tendenze affettive sì, perchè a causa di un ballo della scopa malfatto, di un lento finito male, di un CD che saltava, il gallo lega bene con lo sterile bue e immaginiamoci che coppietta. Si potrebbe a questo punto organizzare una crociera di Noè per coppie miste, con il giovane galletto e la sua dama, il bue (ma il bue non è un toro senza...zac e via le uova, da cui il significato "bovino" cioè "bi-ovino", chiara etimologia). Io, invece, sono scimmia e lego con il drago o la capra ed ho una certa difficoltà a trovare la controparte. Eppure nei weekend vado a cercare i draghi lungo i viali, sposto le foglie cadute in autunno, guardo sui rami, ma oltre all'alito di drago dei miei concittadini, il popolo cinese non sembra offrirmi grandi controparti. Non mi resta che comprare un biglietto per camera singola, oppure cara capretta fatti capanna, come diceva un detto sardo e rimango a terra. Queste sono le mie certezze per il 2005, chiaro no?

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