sabato 11 ottobre 2008

Shanghai, I love you, I hate you...

Mi piace quella terra fertile della concessione francese tra Yanan Road e Zhoujiabang Road. Qui dove il limo abbonda e ti infanga le scarpe con la pioggia

Mi piace guardare Pudong dal Bund, dove la storia antica del millenario commercio marittimo si affaccia sulla moderna concentrazione di poteri fittizi

Mi piace passeggiare al mattino di domenica nel mio compound, con le signore e i cagnini che si amalgamano nella pace del mondo degli anni sessanta. Qui dove ancora riecheggia il dialetto shanghainese, monodia delle nonne stese al sole

Mi piace quando sei di fretta e trovi subito un taxi libero con le fodere senza capelli e l’abitacolo senza aliti vaganti

Mi piace il melodioso lamento estivo delle cicale del Fuxing Park

Mi piace quando l’estate fresca rinasce a ottobre con gli ultimi fiori profumati dell’anno, nell’aria fresca e nel tepore del sole

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Non mi piace quando guardo Pudong dal Bund e mi toccano il gomito e mi offrono un orologio trigitale, un binocolo che vedi 3d, un tri-aquilone, le scarpe con le ruotre, una foto digitale, un’altra foto trigitale, una trottola, una bibita tritata o un coniglietto semi vivo

Non mi piace quando sei di fretta e trovi un taxi libero e tu gli dici il posto e lui si gira con sorriso impostato e ti dice: “e dove e’?”

Non mi piace quando sei di fretta e trovi un taxi libero e tu gli dici il posto e lui NON si gira col sorriso impostato e non ti chiede “e dove e’?” e ci prova nei meandri della vie di Shanghai dove lo spazio e il tempo si intersecano all’infinito

Non mi piace quando sei di fretta e trovi un taxi libero e quando entri ti accorgi che e’ appena uscita una mandria di bufali che ha mangiato aglio

Non mi piace l’unghia del mignolo lunga, quando gratta nell’orecchio fino a che le incrostazioni non vengono ammirate

Non mi piace quando piove e vai nei sifoni cittadini a prendere la metropolitana e ti schiacci contro gli umidi stracci e gli infangati aliti e speri di uscire subito ma poi tanto anche fuori e’ uguale

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sabato 8 settembre 2007

Pensierino: la primavera

venerdì 26 marzo 2004 7.49


A Shanghai è finalmente arrivata la primavera: la magnolia (fiore simbolo della città) è già sfiorita, la forsitia ha già dato il meglio di sè e adesso è ora delle azalee. Gli uccellini sopravvissuti alle gabbie e alle padelle, canticchiano circospetti sugli alberi, sperando di fare qualche uovo e di vedere ancora la prossima generazione. Nei giardini le famiglie mettono al sole le nonne e le trapunte perchè hanno accumulato troppa umidità nell'inverno: le prime cigolano, le seconde puzzano...anche le prime puzzano. E' tempo di parchi cittadini. La municipalità di Shanghai ha dichiarato che investirà in nuovi giardini ed ha già iniziato a rasare al suolo alcune case per tirarci su improbabili giardini bonsai composti di 1 pianta, 1 cespuglio, 1 fazzoletto di erba verde, 1 fiore, due mattonelle di selciato, tanto di cartello "Garden ..." e l'immancabile ristorante cinese con puzza già inserita. Ad oggi Shanghai non ha verde pubblico, soprattutto nella città vecchia di Puxi, ma ha creato nella recente Pudong il mega-giardino "Century Park", sulla falsa riga di Central Park di New York. Qui si ha il doppio beneficio di pagare per non vedere: cioè paghi 10RMB e non vedi i cinesi, perchè costa caro e loro non vengono in massa.Quindi siamo andati un sabato a divertirci e a provare i roller-blade con alcuni amici italiani. Il parco è anche occasione per vedere il comportamento in ambiente alieno (il giardino) del cinese cittadino: nelle foto dei tipici casi amari dell'incoscienza genetica. La piacevolezza del parco si interrompe al sopraggiungere delle agguerrite famiglie pronte per il pic-nic: il rumore aumenta incontrollato, l'immondizia è un corollario necessario per questo popolo, la privacy sfiora il ridicolo, e la sopravvivenza dei poveri stranieri è minacciata. Il roller-blade diventa una necessità per la fuga. Man mano che il popolo aumenta, noi rifuggiamo negli angoli remoti, dove il sole picchia forte (il cinese ripudia il sole e si nasconde sotto le piante per paura di abbronzarsi e sembrare un contadino).Quando la disperazione è troppa, e i 10RMB hanno esaurito l'effetto, il gioco finisce e rientriamo in città, a confrontarci e a litigare con il quotidiano. E' stato bello, almeno per un attimo. (Però per domenica è programmato un brunch all'aperto a Park 97).

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