martedì 18 settembre 2007

o sole mio

lunedì 18/09/2006


Scappa scappa scappa che ti prende. Scappa fuggi corri che se il raggio ti tocca... Mamma mia attento che già al mattino arriva la palla infuocata tutta gialla che se ti vede ti scatena addosso una quantità di raggi cosmici con onde impazzite che riducono la tua pelle gialla ad una pelle rossa e tu invece vuoi avere la pelle bianca perchè la pelle bianca è vincente mentre la pelle di altri colori è perdente e figuriamoci la pelle nera, quella dei NEGRI, che non puoi manco fargli i tatuaggi o li fai col bianchetto, che loro veramente non so da dove arrivino e forse sono scimmie senza peli sulla lingua ma se ti beccano ti riducono in poltiglia.
Quindi dobbiamo assolutamente schermarci dai negri e dal sole, che non sia mai che questa maledetta palla infuocata e abbruciante ci riduca tutti con il colore dei contadini,quei poveretti straccioni che sono tutto il giorno sotto il sole e loro sì che non possono coprirsi perchè non ci hanno manco un soldo e noi non possiamo fare la figura di sembrare simili ai contadini che sono un tutt'uno con il bufalo e la gallina. Allora attenzione bambini perchè potete sì giocare a palla ma dovete scappare dalla palla in cielo, la palla avvelenata, la palla che se ci stai sotto un paio d'ore ti innonda e i tuoi compagni poi ti irridono che sei contadino e non hai soldi. E voi ragazzi dovete iniziare a coprirvi tutti, anche a quaranta gradi, perchè sta palla maledetta quando crescete vi trova più facilmente perchè siete più grandi e allora devete iniziare a comprare l'ombrello perchè la pioggia di raggi vi può ridurre ad un giallo bruciato e l'effetto può essere devastante per tutta la vita. E voi grandi dovete stare attenti perchè magari non è che siete veramente potenti e non avete una macchina da ricchi con tutti i vetri neri schermosi-mafiosi che la bomba atomica la vedi come un cerino acceso.
Magari potete solo permettervi la bici a motore o la bici a pedali e allora devete iniziare a coprirvi tutte le parti epidermidose che magari il sole in un attimo di tua distrazione vi trova un lembo di pelle e ve lo colpisce e voi rischiate di perdere l'equilibrio della ragione e potete impazzire lì al semaforo e non vedete più il giallo perchè siete tutti rossi e al verde non partite e vi suonano il clacson e la vostra vita non ha più futuro e diventate invetabilmente dei contadini con l'abbronzatura che dilaga. Allora io dico: còmprati la bici a motore ma còmprati immediatamente le manichette per le braccia, le mantelline per le spalle, i cappelli, le visiere, gli scafandri, gli schermi radioattivi, i fluidi magici devianti e le pozioni distraenti perchè immagina se i tuoi amici ti trovano con la pelle abbronzata e ti scambiano per un contadino.
La situazione è veramente di emergenza e già da marzo dobbiamo iniziare a prevedere l'ombrello piovoso e l'ombrello soloso, la mantella piovosa, la manica e la mantella solosa, il casco motoso e la maschera solosa. Dobbiamo pensare tutto doppio, per questo che non riusciamo poi a coordinarci nei pensieri, perchè tutto sta aggrovigliato nelle sinapsi che di giorno magari è brutto tempo e ti addobbi con la muta piovosa ma poi il pomeriggio il raggio invade il cemento e non siamo preparati a schermarci accuratamente e allora si striscia sulle ombre dei muri e sotto le piante fogliose perchè in un attimo, già a marzo, magari diventi contadino e poi la polizia ti interroga e ti chiede da dove vieni e se tu balbetti loro si pigliano gioco di te.
E' vero, a Shanghai fa sempre brutto ma attenzione perchè il brutto è un velo bianco e il bianco filtra che perde il colore soloso giallo raggioso ma mantiene l'andamento dell'onda sinuosa del tralcio dei raggi UVA e se non stai più che attento puoi diventare contadino pian piano senza accorgertene perchè la sera ti lavi via l'inquinamento sotto i raggi docciosi ma il raggio solare ti ha già trapanato il poro epidermico e la MELAnina si lega all'UVetta e la tua pelle si dora come uno strudel uscito dal forno. Quindi il messaggio ora è lampante abbronzante e rischiarante allo stesso istante per cui io avverto chiunque si metta in moto per andare a porgere il corpo al raggio solare cinico in terra Cinica, attenzione, nessuno qui si abbronza, il sole punge e il raggio graffia nell'impresa di scorgervi ma nella spiaggia sei solo come granchio a mezzogiorno e sotto all'ombrellone si accumula la fauna cinosa che sembra l'ascensore all'ora di punta e se vuoi che al mattino nella spiaggia l'ombrellone sia tuo non ci riesci perchè c'è già qualcuno che dorme la notte sotto l'ombrellone perchè forse ha paura che la Luna abbronzi oppure sono sbronzi del veleno alcoolico ingerito e stanno smaltendo oppure hanno idea che al mattino il granchio a mezzogiorno voglia rubare l'ombrellone allora già si apprestano ad occuparlo la sera per evitare soffiature rischiose al mattino.
Qui MORS TUA VITE MEA e quindi tutti ad arraffarsi gli ombrelloni per non abbronzare gli orecchioni e tu rimani lì, tu uomo bianco su sabbia incandescente, rimani lì ad essere schiaffeggiato dal martirio soloso e manco trovi la crema solare perchè qui non esiste e l'ultima volta l'ho comprata all'aeroporto di Singapore che pensavo di aver comprato un bracciale d'oro invece era Nivea ma forse era edizione limitata numerata serigrafata.
Comunque il discorso è presto fatto: la spiaggia non è che ti devi immaginare le Maldive però con un concetto astrattivo puoi arrivare ad immaginare una striscia sabbiosa similiforme ma ci sono pochi ombrelloni con sotto i cinesi raggruppati e accucciati che non possono uscire dalla proiezione del cono d'ombra e allora si muovono nelle 12 ore come girasoli al contrario. Però tu uomo bianco non puoi reggere a 12 ore senza Nivea sotto il sole mezzo-tropico allora dopo un pò cerchi la palma o devi rientrare da qualche parte all'ombra (sempre che non vuoi inumarti nella sabbia scatarrosa inquinata plasticosa) e quindi desisti anche dalla possibilità che forse puoi trovare l'ombrellone della tua vita. E poi il popolo cinoso si muove dopo, quando normalmente l'individuo italico saluta il mare con i colori purpurei all'orizzonte, mentre dall'ombrellone si rianimano arti e braccia scricchiolanti e ombre si disperdono sulle sabbie, zombie bianchicci cinosi che evitano il raggio e scappano dal contagio.
E forse a questo punto è bello cantare: "o sole mioooooo, sta'n fronte atteeeeeeeeee" e rimanere lì soli al sole ad abbrustolire e che si tengano gli ombrelloni e chissenefrega se mi ustiono

PS: a onor di cronaca devo comunque annunciare che già dal 2004 è aperto a Shanghai "Bronze Bodies" dove anche cinici gialli stanno iniziando a coltivare l'interesse per il corpo-sogliola-dorata ma tutto questo è in principio, una sorta di embrione modificato ginecologimente che non si sa che risultati possa ottenere nel futuro. Nel presente è ancora aperto, "since 2004"!

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domenica 9 settembre 2007

le montagne gialle (Huangshan)

mercoledì 3 novembre 2004

...e mi sono anch'io preso la mia libertà andando sulle montagne gialle dopo aver terminato la visita missionaria a Wuhu, strepitoso centro di niente, ombelico del lombrico, nella depressa e povera provincia dell'Anhui. Per arrivare alle montagne sono dovuto salire sul treno dei contadini (vuol dire "sedili duri", vuol dire "i treni dell'altra classe") passando le mie tranquille 5 ore tra carte da gioco sui tavoli, occhi che mi scrutano, rutti, sacche che cadono, bambini che cadono, mele che si sbucciano, bambini che si sbucciano, mamme indifferenti, semi che si sputano, rantoli di sputi e sputi che vagano speranzosi di centrare il lavandino ma che inevitabilmente si infrangono colando sulla parete, thermos che passano per rigenerare il tè verde, carretti di prodotti impossibili. Ovviamente non ho posto perchè in questa classe non ci sono i posti assegnati, e il cinese "dell'altra classe" abituato alla lotta di classe, infinocchia con classe l'agguerrito occidentale riempiendo tutti i buchi possibili sulle panchette e lasciandomi lì, inebetito, nel corridoio.
Cerco un pò di tranquillità accucciandomi tra un vagone e l'altro, tra il lavandino (aiuto!) e un altro presunto mammifero accucciato (è morto?). Ci si dà fastidio per far passare il tempo, ci si urta, ci si spinge, ci si fuma addosso, si mette lo zaino in modo che cada sempre (questo lo faccio io), e il bambino gioca sul mio alluce, perchè un pò più in là non dà fastidio a nessuno e allora predilige darmi fastidio addosso. "Chi ti ha generato non può riprenderti e riassorbirti?" penso tra me e me, ma lui è un bimbo ed ha pure la faccia carina, con la testa tonda e rapata e gli occhi scuri e vispi che scrutano dai tagli obliqui del viso. Il tempo passa, mi sorridono, mi chiedono se sono dello Xinjiang, cercano di parlarmi ("hai un buon alito tu, perchè non parli con i tuoi amici nell'altro vagone?"), vogliono sapere, sono curiosi, si intromettono, parole in inglese "hello", "good", "sank-you", "hauariu" e ridono, denti d'oro, pochi denti, denti sani, denti anneriti dalle sigarette. La mia fermata arriva, è buio, mi affaccio alla porta del vagone e gentilmente mi spingono con uno spigolo di un enorme cassa di cartone trafiggendomi la 4^ vertebra. Mi giro con sorriso ebete, ringrazio della frattura, maledico il carico e parte della sua dinastia.
Prendo un taxi per arrivare alle pendici del monte, il taxista è del luogo e mi offre una camera di albergo dove lui conosce (vuol dire che mi fregheranno dei soldi), accetto perchè sono le 11 di sera e non ho tante scelte. Entro in stanza, provo a lavarmi ma noto delle incongruenze estetiche dello specchio e la non raffinatezza della ceramica della vasca, per di più il colore fanghiglia disomogeneo della biancheria da bagno stona nettamente con il raffinato fumè scuro di umidità che fiorisce tra la porta e la parete e opto per una più semplice immagine virtuale della doccia, poi mi butto su un letto decente con spesse coperte di lana. Fuori fa fresco, il cielo è stellato, domani si cammina. Il mattino dopo mi compro dei biscotti, le mele, l'acqua e il cioccolato e la mappa del posto e parto tranquillo.
Il posto è famosissimo in Cina ed è riconosciuto tra i primi posti delle "montagne più famose": poeti e pittori si sono ispirati e si ispirano tutt'ora, gli innamorati salgono per saldare il loro amore eterno, però ci sono anche migliaia di turisti che ogni giorno calpestano la pietra della montagna, vomitati da una decina di aerei giornalieri che collegano tutta la Cina a questo posto. E allora ci sono gruppi con cappelli gialli, verdi, rossi, blu, bianchi, gialli e blu, bianchi e rossi, bandierine rosse che richiamano gruppi con cappelli rossi, bandierine gialle con file di cappelli gialli, bandierine abbassate perchè hanno perso i cappelli, cappelli solitari che hanno perso la bandierina, cappelli dimenticati, capelli senza cappelli, riporti. Io cerco di zigzagare, evitando la stazione della funivia, dove si ammassano i turisti per andare in su, affamati di dire "sono andato" e non di cercarne l'intimità del luogo e il motivo ispiratore dei poeti e dei pittori. Il turista medio è quindi arrivato in aereo, trasportato in pullman con una notte in albergo, con assegnato il cappello e la bandierina, vestito con mocassini neri, calzoni e giacca flosci, magliettina, borsello e parte per l'avventura artificiale del grande show cinese.
Tutto diventa comodo, facile, di massa, organizzato con hotel e ristoranti in cima, con guide e megafoni, con funivie e fotografi al seguito per immortalare, antenne di telefonini, surrogati di avventura. Però la massa si accalca in alcuni punti chiave: il pino degli innamorati, un banale pino che si biforca (e sono centinaia a osservare il pino), il pino a forma di pavone (può sembrare un formaggio, un auto, un'antenna satellite a seconda di come lo guardi), il pino dove è stato fotografato DengXiaoping (ma perchè continuano a guardarlo, lui è morto, non c'è più), il picco del Loto a 1850m (qui faranno sicuramente un ascensore da 30 posti con DVD incorporato), e bisogna ammirare l'alba alla "scimmia che guarda il mare", un sassetto erratico su un picco con un bel panorama sotto. Sono arrivato su anch'io, sono stanco, trovo un letto e vado a dormire.
Al mattino dopo, evitando con cura i posti turistici, il luogo diventa incantevole, il cinese si dirada, scompare, e lascia alla mia libertà la scelta del sentiero con passeggiate stancanti su e giù per le imponenti scalinate ricavate lungo tutto il massiccio montuoso. Opera immensa, questa delle scalinate in pietra, con gradini riportati o scavati nella pietra, con passaggi a sbalzo sul canyon, tipico esempio della volontà di un popolo comunque infaticabile e lavoratore. Mi lascio trasportare dai profumi dell'autunno che arriva, trovo i fagiani, gli scoiattoli, il picchio, oggetti animati che il cinese non vede più, li percepisce solo come potenziale cibo, non sono nella brochure pubblicitaria, nella foto panoramica colorata artificialmente con fitri rossi. Io allora sprofondo nella natura da solo, in scenari apocalittici, con torrioni granitici smossi nel tempo dai terremoti e lisciati dai venti, natura intatta, pini contorti che crescono nella roccia, sorbi con le bacche rosse, aceri, frassini. Un'incontenibile bellezza naturale che va oltre il visibile, si annulla nelle umidità del cielo profondo e dipinge gli ultimi torrioni come scenografia impalpabile. Veramente un posto incantevole, degno del Signore degli anelli. Mi sento parte di un film, con le forze del male che mi inseguono, fischiando tra le pareti con i richiami grotteschi degli uccelli nel bosco e io protagonista che devo camminare per sfuggire: passo il canyon, con uno strapiombo di 1000metri, cammino sulla passarella a sbalzo, passo "il ponte degli immortali" (forse c'è anche Highlander qui in tenda con Braveheart che fanno picnic), salgo fino al "picco delle nuvole che si dissolvono" (sti nomi poi...).
Ecco un megafono che rompe l'incantesimo, sono di nuovo in cima al monte, vicino alla "civiltà", un hotel nasce incastrato tra le rocce, un ristorante sbuffa vapori al minestrone, una ragazza richiama i turisti, monili, ciarpame, bastoni turistici, scritte beneauguranti vengono incise su placche di bronzo. Di nuovo l'incubo dei cappellini, cappellini dappertutto, bandierine, sigarette, rumore, raschi polmonari generano smeraldi mucosi a comporre mosaici scivolosi, una bimba raccoglie le ultime tre corolle di un fiore giallo e un'ape si allontana nervosa senza pasto, le mosche scappano, troppa puzza. E' ora di trovare la cuccia, sono le 17. Un presunto hotel (da noi si chiamerebbe canile per umani) offre letto in camerata a 8 Euro (il posto è carissimo perchè molto turistico): struttura in ferro, assi di legno come materasso, trapunta umida. Comunque non male, accetto. Con me dormono 2 ragazzi cinesi, dignitosi e tranquilli. Mangio delle noccioline, un uovo di anatra salato, del cioccolato e una mela.
Alle 19 si spegne la luce in camera, sono stanco, siamo stanchi, entro nella trapunta umida e in breve mi addormento. Il mattino seguente, alle 6, sveglia obbligata dal rumore cinese, sembra di essere in aereoporto o in metrò. Quello che non capisco è come i cinesi possano generare così tanto rumore in così pochi. I progettisti di amplificatori hi-fi dovrebbero studiare il comportamento dei cinesi per inventare dei nuovi modelli potentissimi e aggiornare le formule algebriche. Comunque... abbandono in fretta la cuccia. Mi affaccio verso il panorama della scimmia, mentre orde di cinesi ridiscendono dopo averne visto l'alba (era obbligatorio, c'era anche sulla brochure turistica!). Rimaniamo in pochi perchè il sole non interessa ai cinesi, li spaventa perchè si rischia l'abbronzatura e già i primi ombrelli si aprono per evitare il raggio maligno. Bellissimo panorama, la scimmia è sempre là ad osservare i picchi illuminati dal potente sole che taglia l'umidità del mattino. Ridiscendo verso il basso, affrontando il lungo-funivia, complesso di scale ripide e movimentate che scendono lungo la vallata.
Si incontrano i portatori della cooperativa, con la pettorina numerata: popolo silenzioso, lavoratore, infaticabile. Hanno tra i 50 e i 100kg appesi alle estremità del bambù, i polpacci sono vere e proprie bocce trattenute dalla pelle, le spalle hanno il callo del peso. Hanno età variabile dai 20 ai 50 anni. Loro non hanno diritto alla funivia, toglierebbero posto ai turisti, costano meno dell'elettricità, sono facilmente rimpiazzabili. Portano su tovaglie lavate, gas, petrolio, stufe, televisori, uova, riso, coca-cola, mattoni...sono sudati, i visi segnati. Offrono anche servizio di portantina per i turisti che "devono" salire ma non possono sudare. E per pochi Yuan arrivi su senza fatica. Arrivo al fondo della funivia, tra lattine che si aprono, megafoni che gracchiano, bacchette che afferrano cibo, musiche ai megafoni, scoregge magafoniche e pullmini accesi. Io proseguo, continuo verso il basso, lungo la valle ad ovest del monte. Il panorama cambia, i pini lasciano spazio al bosco con le querciole, i frassini, i cespugli di camelie e rose selvatiche. Più in basso i generosi e vigorosi bambù, altissimi e robusti invadono intere vallette, con le chiome verdi reclinate a generare ombre fittisime. Al fondo scorre lento il fiume, adesso quasi asciutto dopo la stagione calda. Le acque rimbalzano tra le rocce bianche levigate dalle acque, si creano pozze profonde di un blu intensissimo che contrastano con i colori della natura, si genera la cascata dei nove dragoni (adesso ridotto ad un pisciotto di macaco). Sono di nuovo solo, uniche creature sono i granchi di acqua dolce e i pescetti che ancora sguazzano nelle limpide acque.
Questo posto è fiore all'occhiello del governo centrale come esempio di preservazione della natura e sito Unesco dal '90 per la conservazione e la bio-diversità e mi stupisco e mi rallegro a vedere la pulizia, la cura e la naturalezza del posto. Dopo una quindicina di km arrivo al fondo della valle e mi ritrovo in un bel villaggio abitato, con i funghi messi al sole nei cesti in vimini, con i legumi che asciugano nelle aie. Sulle colline iniziano a comparire le coltivazioni del famoso tè di Huangshan e dei crisantemini color crema, altra bevanda molto popolare e famosa, ricavata per infusione dalle corolle dei fiori. Ho finito la vacanza, i miei 3 giorni si sono esauriti in un posto meraviglioso. Attenzione però, lo stesso posto può essere un incubo se ci si ritrova in qualche gruppo turistico, perfettamente organizzato ma spaventosamente meccanico, impersonale e artificiale. Io proseguo adesso per la città di Huangshan, a 50km dal monte, prendo un micro-bus di linea che per ben 1 Euro mi carica e mi garantisce un'ora di viaggio sicuro. La porta non si chiude, il mio finestrino neanche, il portavalige è caduto già da tempo. Mi stringo nello zaino e guardo il panorama della campagna, mentre già scendono le luci del tramonto, sono le 17. Questa sera sarò di ritorno a Shanghai su un moderno aereo della Shanghai Airlines che agli 800km/h mi riporterà nel consumismo-imperialista della megalopoli-moderna: un bel salto.

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sabato 8 settembre 2007

Pensierino: la primavera

venerdì 26 marzo 2004 7.49


A Shanghai è finalmente arrivata la primavera: la magnolia (fiore simbolo della città) è già sfiorita, la forsitia ha già dato il meglio di sè e adesso è ora delle azalee. Gli uccellini sopravvissuti alle gabbie e alle padelle, canticchiano circospetti sugli alberi, sperando di fare qualche uovo e di vedere ancora la prossima generazione. Nei giardini le famiglie mettono al sole le nonne e le trapunte perchè hanno accumulato troppa umidità nell'inverno: le prime cigolano, le seconde puzzano...anche le prime puzzano. E' tempo di parchi cittadini. La municipalità di Shanghai ha dichiarato che investirà in nuovi giardini ed ha già iniziato a rasare al suolo alcune case per tirarci su improbabili giardini bonsai composti di 1 pianta, 1 cespuglio, 1 fazzoletto di erba verde, 1 fiore, due mattonelle di selciato, tanto di cartello "Garden ..." e l'immancabile ristorante cinese con puzza già inserita. Ad oggi Shanghai non ha verde pubblico, soprattutto nella città vecchia di Puxi, ma ha creato nella recente Pudong il mega-giardino "Century Park", sulla falsa riga di Central Park di New York. Qui si ha il doppio beneficio di pagare per non vedere: cioè paghi 10RMB e non vedi i cinesi, perchè costa caro e loro non vengono in massa.Quindi siamo andati un sabato a divertirci e a provare i roller-blade con alcuni amici italiani. Il parco è anche occasione per vedere il comportamento in ambiente alieno (il giardino) del cinese cittadino: nelle foto dei tipici casi amari dell'incoscienza genetica. La piacevolezza del parco si interrompe al sopraggiungere delle agguerrite famiglie pronte per il pic-nic: il rumore aumenta incontrollato, l'immondizia è un corollario necessario per questo popolo, la privacy sfiora il ridicolo, e la sopravvivenza dei poveri stranieri è minacciata. Il roller-blade diventa una necessità per la fuga. Man mano che il popolo aumenta, noi rifuggiamo negli angoli remoti, dove il sole picchia forte (il cinese ripudia il sole e si nasconde sotto le piante per paura di abbronzarsi e sembrare un contadino).Quando la disperazione è troppa, e i 10RMB hanno esaurito l'effetto, il gioco finisce e rientriamo in città, a confrontarci e a litigare con il quotidiano. E' stato bello, almeno per un attimo. (Però per domenica è programmato un brunch all'aperto a Park 97).

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