Il finale dell’anticamera dell’olimpiade
Speriamo che finiscano presto...
perchè meno per meno fa più
-> formula di moltiplicazione di pensiero positivo
e diario della mia vita a Shanghai dal 2004 al 2009
Shanghai, giornata di sole, e’ il 20 Maggio 2008. Sono a scuola, in un'aula bianca. Sulla parete un proiettore moderno vomita dati sull’economia cinese, sulle riforme di successo, sul cammino verso l'economia di mercato per portare il popolo cinese dalla fame al Carrefour. Discutiamo della bolla speculativa, delle riforme rurali, delle pensioni, del vecchio e del nuovo, dei vecchi e dei giovani. Dati impressionanti, tutti in crescita, grafici degni di Paperon de Paperoni, momento aureo della Cina socialista, tuffi in trilioni di dollariEtichette: agosto, business, Carrefour, economia, olimpiadi, terremoto
mercoledì 14 marzo 2007
Allo stiloso e curioso occidentale suggerisco di venire a visitare Shanghai durante il caldo mese estivo di agosto, quando la città si trasforma in un enorme acquario d'umidità e di coloso inquinamento e la temperatura sfiora il limite dell'autocombustione dell'epidermide pilifera. Durante questo mese l'abitante verace di Shanghai, non sconfortato dal piacevole tepore, esce allo scoperto mostrando la caratteristica livrea estiva ed esibendosi in un magnifico pigiamino a quadrettoni con le mezze maniche. Spesso l'inquietante personaggio, di cui si nota anche il ciabattone strisciante, esce accompagnato dalla signora con la medesima livrea oppure con un differente "pattern" per meglio stupire i suoi simili e staccarsi violentemente dall'architettura cittadina.Inizialmente si sono mossi gli etologi e la BBC per capire il complesso rituale di accoppiamento, poi i sociologi argomentando lo strano meccanismo relazionale, poi gli stilisti di moda immaginando nuove forme per la copertura epidermica, poi gli archeologi per cercare traccia nelle antiche tombe dell'esercito di terracotta o nelle pianure dello Shanxi e ora ci stanno interessando i geologi, sperando di tirar fuori qualche fossile primordiale con antichi strati di tessuto quadrettiforme impresso nel tufo. Questo comportamento però non ci deve tanto stupire perchè la sua origine ha embrioni nella storia dei secoli e forse anche prima e comunque, in epoche più recenti, anche il famoso esploratore e viaggiatore Leonard Clark riporta che nel 1949 ad Hong Kong "vi erano una moltitudine di rifugiati e di indigeni in pigiama". Forse la stessa colonia umana è migrata dalla costa cantonese di hongkong alla laguna marciscente di Shanghai, risalendo il mar giallo (e marrone). Comunque rimane ancora misterioso il vero significato che ha portato alcune frange della popolazione ad uscire nelle vie, in pieno giorno o in piena notte, ricoperti di pigiama e ciabatte.
Sociologi e psicologi, finalmente uniti nella partita del cuore, dopo ampi studi e ricerche, dopo simposi internazionali, dopo tarantelle e tarallucci, dopo girandole e girarrosti hanno formulato almeno 3 ipotesi: la uno, la due e la tre, come le buste dei quiz. Non penso comunque che si debba rimanere nel perimetro della busta e circoscrivere questa realtà di costume ad una sola ragione ben definita, forse la realtà sta nel mezzo o forse è una sfumatura delle tre. Chi lo sa. Io ve le propino così come mi arrivano in cuffia e voi vi prodigherete in altrettanti studi per cercare la vera verità e non la verità propinata.
2) Però ai ricchi non bastava possedere un vestito per la notte, ma volevano proprio farlo vedere, per dimostrare agli altri che loro erano veramente ricchi perchè potevano vestirsi per il giorno e cambiarsi vestito per la notte. Allora hanno iniziato ad uscire in pigiama e a farsi notare dalla popolazione. Di qui l'ulteriore sfumatura e variazione al tema: se esci in pigiama solo di sera, bèh sì, sei ricco, però vuol dire che di giorno lavori e di sera puoi metterti in pigiama. Ma se sei veramente ricco ricco, bèh allora il vestito da notte lo porti anche di giorno così tutti sanno che puoi non lavorare, che tu puoi stare in pigiama tutto il giorno. Allora sì, sei ricco ricco, la piazza ti invidia, la risaia non la vedi e rimani a passeggio sulla terra battuta del villaggio.Quindi: pigiama di giorno per sibilare nelle orecchie degli altri "io non lavoro, sono un ricco"
Etichette: agosto, contadino, estate, Mao, pigiama, poveri, ricchi
Ora è veramente giunto il momento di rivelarvelo, lo so, devo avere un bel coraggio a dirvelo. Dopo che abbiamo lanciato di nuovo la navicella spaziale mmericana, dopo che gli 'stronauzi si sono fatti le polaroid, dopo che abbiamo visto le stelle e le strisce da lassù e dopo che abbiamo visto il globo da laggiù...ebbene voi non lo avete notato ma io si, NON C'ERA LA CINA. Avete notato? la sinuosa forma sferoidale-sgnaccata del romantico piccolo globo aveva delle coltri bianche lungo i suoi confini e in particolare nelle sue nudità asiatiche fino ai limiti desertici del Taklimakan. La Terra era coperta da un elegante lenzuolo bianco (sporco) che ne ricopriva tutte le sue forme orientali, ivi la Cina. Vogliamo fare i poeti? OK, le vogliamo chiamare "nuvole", o "strati nubiformi", o "fuliggine da svorappopolamento"? va bene, vabenetutto. Di fatto, DA LASSU', LA CINA NON C'E' PIU'!
E' vero! è tutto vero! Uno per cercare di convincersi si butta nelle mappe geografiche, sfoglia il National, guarda GoogleEarth, si stramazza sui sussidiari e vede che Shanghai è all'altezza del Cairo, sul mare, e allora pensa a tutti quelli intunicati, al caldo dentro e fuori ma soprattutto al sole e al cielo azzurro della Capitale africana con i muri bianchi, con il suo clima secco e asciutto e il cielo limpido e trasparente come gel. Invece no, noi siamo a Shanghai e il gel cola e ci cade addosso come starnuzzo temporalesco. E allora perchè qui non possiamo avere lo stesso cielo? perchè questo cielo ci viene negato? cosa abbiamo fatto di male? I trentenni shanghaiesi giurano che prima non era così, giurano che l'effetto serra, la serra a effetto, lo tsunami, el mignolo, er inquinamento stanno ribaltando il tutto sottosopra ed ora dobbiamo accontentarci del cielo col lenzuolo e quando erano giovani c'era il cielo senza lenzuolo. Allora dobbiamo dare colpa alle auto? Ma se hanno iniziato ieri a comprarle. Allora dobbiamo dare colpa all'inquinamento? Ma se siamo noi che gli facciamo le fabbriche. Allora è colpa degli oli di McDonalds?
Allora, per cercare di essere ancora simpatico tento di darvi un lume di conoscenza e togliervi dal cono d'ombra e vi elenco con gusto le varie stagioni che si rincorrono e forse anche voi potrete giudicare il perchè dell'instristimento medio della gente e del loro cupo presagio di futuro poco sereno:
muffi, ecc. Anche se c'è qualche cielo azzurro non si può godere perchè ci si frigge al caldo appena si esce di casa.
Ora non mi resta che creare una lista dei vari tipi di cielo che si susseguono nella metropoli cinese:Etichette: agosto, aria condizionata, estate, inquinamento, primavera, sole, umidita'