domenica 9 settembre 2007

stai male? non in Cina, grazie

giovedì 28 ottobre 2004

Capita quasi a tutti di star male una volta nella vita, vuoi per un timballo di ricci di mare del porto di Bari, vuoi per un tiramisu col mascarpone al gusto gorgonzola, vuoi per una frittura di funghi velenosi spacciati per porcini. E la notte ci troviamo con gli occhi pallati a rantolare nel letto nella speranza di un miglioramento. E quando il crampo addominale raggiunge l'insopportabilità, siamo costretti a ricorrere al medico che ci consiglia la centrifuga gastrica, i clisteri intestinali, degli improbabili sturelli orali, le dita in gola etc. Al meglio ci si ritrova sul water per un giorno accompagnati dai lamenti, al peggio si ricorre al più vicino ambulatorio dove ti pacioccano un pò e ti rimettono in sesto. La stessa cosa potrebbe accadermi qui in Cina se conitnuo a mangiare le ricette che vi ho descritto qualche giorno fa o per qualche altra stranezza culinaria, ma sto cercando il più possibile di allontanare da me questo evento per vari motivi.
Il primo è che non voglio giocarmi dei giorni di ferie visto che in Cina, ufficialmente, la malattia conta come ferie ed è per questo che in tutti i curriculum dei ragazzi cinesi che vogliono farsi assumere ci si ritrova sempre la dicitura "healthy" (e chi è il pazzo-malato che scrive "not healthy"?).
Il secondo motivo è che non parlo la lingua e non vorrei mi ingessasero un piede al posto di guardarmi nelle orecchie, o che mi estirpassero un orecchio al posto di guardarmi un piede (sto imparando a conoscere i miei polli influenzati col cervello annebbiato)
Il terzo motivo è che la mia polizza assicurativa è quanto mai vaga per i paesi lontani tipo Cina. E' molto chiara assecondandomi che in caso di morte per sport estremi loro non si ritengono responsabili, e li menziona tutti: parapendio, paracadustismo, sci estremo, ristoranti cinesi, meeting con i cinesi, etc (gli ultimi 2 li aggiungeranno presto, sono sicuro).
Il quarto motivo è perchè mi è capitato purtroppo di assistere ad alcuni di questi casi e vi racconto qualche episodio:

Episodio 1


L'amica Lilli si è azzoppata un piede dopo che un'anta del suo perfetto armadio cinese è carrucolata finendole con tutto il peso sull'alluce. Piangente mi chiede un consiglio perchè il dolore è allucinante e la notte non ha dormito. Ella, creatura umana, parla il cinese e conosce i polli (= icinesi) e, in cuor suo, sperava nei miei miti consigli e in una carezza consolatoria. Invece il mio verdetto e giudizio è stato insindacabile: "vai a farti vedere". Visita il primo ospedale cinese che vanta dottori "internazionali", cioè dottori cinesi che hanno visto gli uomini bianchi in mutande e possono dire "hello" e "byebye". Responso con radiografia: non è rotto, ma 40gg di gesso non te li leva nessuno, non si sa mai. Lei è disperata e allora mi richiama. Mio ulteriore consiglio spassionato: "prima di farti ingessare il braccio (avrebbero sicuramente sbagliato arto), chiediamo ad un altro ospedale" e lei seleziona il migliore tra la lista di quelli papabili che circolano tra noi "expat" (=espatriati). Altro esame al tatto, responso: non è rotto, però lei urla di dolore. Boh. "Lilli" dice il Dott.Motta, esperto in traumi e vene varicose "provane un terzo" (ogni tanto mi sento geniale!). Lilli va con Jacopo in motoretta alla nuova sezione internazionale del terzo ospedale. La nuova sezione internazionale è stata inaugurata di recente ed ha un'entrata degna di un moderno aereoporto, piena di luci come un karaoke e appariscente come un chiosco di angurie italiano.La nuova sezione si preoccupa di metterla a proprio agio, le fanno una radiografia e il responso è senza scampo: è rotto, gesso 40gg, sennò camminerai sulle mani per il futuro dei tuoi giorni. La Lilli prima ci pensa, magari camminare sulle mani...poi esce con un gambaletto in gesso (al piede giusto) ed è ancora oggi ingessata (al piede giusto). Le siamo di conforto e la sosteniamo psicologicamente.


Episodio 2


Il secondo episodio è relativo al mio normale tran-tran quotidiano che mi costringe spesso a circolare per la Wulumuqi Lu, dove ci sono 2 ospedali che si affacciano l'un l'altro sulla strada. Qui è divertente, anche se un pò cinico, osservare come i pazienti vengano passati da un reparto di un ospedale ad un altro reparto dall'altra parte della via nel pieno del caos del giorno. Allora nasce un passaggio di infermieri, dottori e parenti che scortano lettighe, trespoli per le flebo, disgraziati, fasciati-sfaciati, sedie a rotelle, facce piangenti, barelle, e si dimenano nel traffico dellaincasinata vietta cittadina. Il risultato è per esempio vedere una barella in coda al semaforo con altre auto che aspetta il semaforo verde per "svoltare" nell'imbocco della via dell'altra sezione (vedi foto). E quando fa freddo, come questo inverno, il malato è blindato sotto lenzuoli e coperte e sembrano tutti dei morti belli stesi.


Episodio 3


Un ultimo episodio si riferisce al mio vagare per città cinesi, portato dal lavoro missionario di semina che sto facendo. Quel giorno mi trovavo a Qingdao, località famosa per la birra, portata negli anni '30 dai tedeschi che provavano a colonizzare la Cina forti del loro momento storico. Io invece non dovevo colonizzare ma, dopo la visita al cliente, dovevo semplicemente andare all'aereoporto. Arrivo al terminal "domestic" e il mio occhio cade (in senso figurato) sull'autoambulanza parcheggiata lì fuori. Ero più che altro stupìto del nuovo modello di veicolo, pulitissimo, probabilmente comprato da pochi giorni e spero mai utilizzato. Certo, spero "mai utilizzato" perchè l'autista era tutto intento nel mondo dei sogni piuttosto che ai dolori della terra. Nella foto potete vedere il prodigo autista nel tentativo di salvare quante più vite umane possibili: cioè dorme. In una foto si intravvede oltre al finestrino dell'ambulanza una vecchina: forse doveva essere caricata ma è guarita nel frattempo. Meglio per lei, poteva andarle peggio.


Ultimo commento: è sin dal 2000 che noto la difficoltà delle ambulanze a districarsi nel traffico cittadino di Shanghai. Ho già avuto modo di descrivervi il caos e l'anarchia che scorre sugli interminabili chilometri d'asfalto della città. Inoltre, ironia della sorte, hanno dotato le ambulanze cinesi di una sirenamoscia e stanca, una sirenetta, degna di Walt Disney e non del rumore che dovrebbe fare. Forse in Cina bisognerebbe dotare le ambulanze di laser inceneritore e dovrebbero avere dei marines come equipaggio in modo da garantire al malato la possibilità di arrivare in ospedale sano esalvo...cioè sano no perchè è in ambulanza, ma almeno salvo.

Dott.Francesco

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