giovedì 1 luglio 2004

Capita a tutti, prima o poi, di volare dall'asilo-nido dell'infanzia e dell'adolescenza e di vagare di albero in albero alla ricerca dell'adulto-nido. Appena lo si è trovato lo si deve pulire, arredare e rendere confortevole per le proprie esigenze. Sono attività molto stancanti, ma il risultato finale appaga tutti gli sforzi e ci si dimentica dei problemi, addormentandosi sorridenti nella nuova dimora. Bene, io sono nella nuova dimora ma non ho raggiunto nessun risultato appagante, se non quello di un abbassamento di età della mia possibile morte per infarto e dell'aumento della potenzialità di diventare serial-killer, con capacità di sterminio e abuso di armi di distruzione di massa. Veniamo ai fatti: per il mio piccolo nuovo appartamento ho ordinato alcuni accessori e alcuni mobili, privilegiando le linee semplici, visto che conosco i miei polli. Qui di seguito vi dò alcuni risultati dei miei sforzi:
Ho ordinato un armadio a muro a filo parete per l'entratina: tipico rettangolo con 2 ripiani, una barra porta vestiti, il tutto da far stare dentro due pareti.Risultato: arrivano dei pannelli sparsi, li infilano nei muri (ovviamente raschiandoli in più punti fino a far perdere addirittura l'intonaco), li collegano insieme con un bellissimo risultato Torre di Pisa. Il filo parete diventa subito un concetto virtuale mentre loro cercano di convincermi che è esattamento quello che ho ordinato. Alla barra porta vestiti non posso nemmeno appendere la gabbia del canarino, perchè flette con il solo peso di un paio di calze. Ho detto poche parole, mi sembra in italiano, ma probabilmente usando delle sottilissime tecniche di analisi comportamentale hanno capito che sono leggermente contrariato. In 10 minuti smontano la loro mangiatoia in truciolato e se la riportano via, promettendomi di darmi quella definitiva in 2gg (altra bugia, in Cina in 2gg non succede niente per oggetti di dimensioni superiori al rotolo di carta igienica)

Ho ordinato un armadietto porta-lavandino con una specchiera con cassettino-mensola: ho dato loro le foto di un catalogo e gli ho chiesto di copiarmelo nei materiali e nell'aspetto generale, adattandolo nelle misure.Risultato: il lavandino è già incastrato nel mobiletto, senza essere stato siliconato, quindi l'armadietto è già allagato dentro perchè trafila l'acqua. L'armadietto non si può aprire, perchè non gli hanno messo le maniglie, e bisogna usare le unghiette per far leva sull'antina in basso (alcune unghie sono ancora lì). La specchiera è il pezzo forte: è stata creata con una composizione di materiali, del tutto dissimili dall'armadietto del lavandino, e anche non uniformi tra di loro, un vero patch-work moderno. Il cassettino non è fissato, quindi uno lo apre e cade giù tutto. I faretti in alto non sono stati forniti e i buchi di contenimento sono sicuramente stati fatti con un mitra, vista l'approssimazione. Forse un criceto raggiunge un più egregio risultato se aiutato da un picchio. Nello specchio riesco a vedermi dagli occhi in su, perchè l'hanno attaccato troppo in alto, così mi sono anche accorto che non è rettangolare.
Ho ordinato un letto: una cosa rettangolare con 2 cassetti e una testiera, di quelli che si alzano e gli infili le calze usate dentro. La mia apprensione è per la testiera, composta di ben 2 pezzi e con un raccordino.Risultato: in perfetto orario un camion vomita legna e uomini dal cassone, mi sembrano decisi e ben coordinati. La legna è il mio letto, in formato compatto stile-Ikea. Come primo risultato mi rigano tutti i possibili muri. Non contenti sono anche riusciti a rigare il pavimento, comprimendo il cilindro per alzare il letto, puntando direttamente il metallo contro il palchetto. La testiera è perfetta, e il mio sorriso si allarga leggermente. Man mano che guardo gli altri pezzi però, la mia bocca torna contratta: i cassetti sporgono e non sono bloccati nelle guide, il letto non ha il fondo e non ha le nervature di rinforzo, quindi "spancia" già durante l'assemblaggio. La rete a doghe striscia vistosamente lungo i lati del letto. Il letto montato è durato circa 15 minuti, giusto il tempo di raccogliere le energie con un misto Yoga-reiki, immagazzinando le energie cosmiche e il soffio buddhista e sono rimasto contemplativo nella calma taoista. Ho solo fatto un gesto, e i 4 omini hanno iniziato a smontare il letto e se lo sono riportato indietro (graffiando dall'altro lato i muri).
Ho ordinato un water, cioè una tazza del cesso.Risultato: per qualche motivo bastardo, un'angolo della tazza interferisce con il tubo di scarico della vasca, che deve essere portante per l'intera casa perchè nessuno al mondo è riuscito a modificarlo (non ho chiamato la NASA per una analisi approfondita, forse lì è stato il mio errore). Quindi ho dovuto comprare in velocità un'altra tazza, conforme al tubo bastardo. Sono in effetti riuscito, ma il risultato è che per 2gg devo mangiare cibi ad alto assorbimento, tipo quelli spaziali, in modo da non avere stimoli rettali, perchè il mio cesso si potrà utilizzare solo da venerdì. Per l'atto piccolo vi lascio immaginare, visto che almeno lo scarico della vasca funziona... (AAA vendo tazza-cesso in ceramica, mai usata, prezzo modico, ottima anche come tavolino)

Ho scelto dei faretti per la camera. Sono andato in un negozio, nel centro commerciale delle luminarie e della luminosità, in Ishan Lu, e mi sono fatto attrarre da un bel faretto ARC design. Ne ho chiesti 2. Prontamente un ragazzino ha aperto una botola sul soffitto, si è infilato nei marciumi e ha tirato giù le 2 scatole. Per curiosità ho aperto la scatola, con il risultato che dentro ho trovato un altro faretto. Non completamente diverso, ma quel tanto che basta perchè sia brutto (i cinesi hanno una incredibile capacità di abbruttire con un paio di tocchetti quello che tu hai memorizzato come gradevole, una regola che vale sempre). Appena hanno notato la mia insoddisfazione (con tanto di traduzioni in cinese della materna Jennifer) mi hanno rassicurato che è uguale all'altro e hanno cercato in tutti i modi di convincermi (seconda regola: il cinese non cerca veramente di fregarti, è proprio approssimativo geneticamente: una cosa QUASI SIMILE per lui è UGUALE). Insomma, il faretto in questione non c'è (secondo me non l'hanno mai avuto). Allora ho deciso di cambiare negozio. Vado in un altro negozio, trovo dei magnifici OPPLE (marchio dal vago accento occidentale, ma fabbricato da dei macachi nel Guandong). Mi decido a comprarne una coppia con luci da 50W, sotto la spinta di un venditore in ciabatte infra-dito e pantaloni militari rimboccati in fondo. Il ragazzo efficientissimo mi dà subito le 2 scatole, senza aprire armadietti strampalati, perchè le scatole sono quasi ordinate lungo degli scaffali in prossimità delle luci (organizzazione e razionalità quasi-tedesca). Mi dà anche il certificato di autenticità del prodotto e di garanzia (possono comunque essere falsi entrambi, compreso anche il faretto). Reduce dalla prima esperienza apro le scatole: il faretto è lo stesso, ma le luci sono da 35W! "Ma perchè mi hai dato le luci da 35W se ti ho chiesto quelle da 50?" gli chiedo. E lui candidamente mi risponde: "ma fanno luce uguale"
Ha ragione lui, hanno ragione loro. Perchè mi accanisco con le mie idee? L'approssimazione prevale, tutta la fisica è concentrata in regole dove c'è sempre un coefficiente correttivo. Tutta la fisica è una approssimazione della realtà. Perchè cercare i 50W se 35 sono "quasi-uguali", perchè volere il pannello di fondo del letto, tanto da fuori è uguale, e poi mica muovo il letto per le stanze ogni settimana, rimarrà lì per sempre, perchè non accettare la mensola che cade, basta non usarla o toglierla, perchè imprecare se l'acqua va nell'armadietto... E' vero, sono nel mio nuovo nido, è un'esperienza bellissima, dormo sul materasso, non ho il cesso e nessun armadio, ma chissenefrega
buona notte
Etichette: appartamento, approssimazione, casa