domenica 30 novembre 2008

Crini

E’ con l’eta’ che arrivano quei sottili feticismi oculari che colmano la gravosa mancanza di energie di una gioventu’ rimasta mentale. Gli occhi, ultimi baluardi al sommo della testa, riempiono l’epidermide corporale di calde memorie dopo gli acuti giovanili di straripanti energie. Da lassu’ le pupille vispe e attive mi regalano spunti di erotismo visivo che alimentano il cervello con movimentati dettagli che sbucano dai tristi angoli cementiformi della frenetica megalopoli. Nella citta’ gialla dove l’impossibile supera l’umana immaginazione, gli occhi si allenano nella morbosa attenzione alle infinite scene e alle sue caledoscopiche sfaccettature sociali. Gli spunti emergono dal continuo allenamento e sono ormai specializzato nel trovare i miei piccoli amori ingenui durante le mie camminate vagabonde dei fine settimana. I miei peccatucci saltano fuori dai vicoli sporchi, dalle piazze affollate, dai metro, dagli ascensori, dai taxi. Sono quegli sprazzi lucenti che attirano lo sguardo e colorano uno spazio morto. Ebbene si, io sono tremendamente infatuato dalle chiome vellutate delle ragazze cinesi, radiose di luce, colme di dolci crini che si estendono fino a terra. I loro morbidi riflessi di corvino naturale splendono come drappeggi di scene teatrali barocche. Un elemento di pura solenne cinesita’ che non mi ha ancora saziato. Rincorro con lo sguardo i capelli neri che si muovono ordinati al vento, mentre scendono seguendo un’onda regolare, pesanti nel loro spessore ma eleganti nella movenza rallentata. E io contemplo lo scomposto ondeggiare agli incroci delle strade quando piu’ teste si amalgamano nella tonalita’ nera ricca di bagliori e di riflessi e la pupilla ondula rapita come cobra e mangusta. Si, lo confesso, sono peccati visivi che non voglio farmi mancare, sono motivo di orgoglio per le mie mobili pupille, sono il caldo conforto nei grigi giorni di una vita shanghainese.

Etichette: