sabato 7 febbraio 2009

una vita estremamente oriente





Mi imbatto in queste 3 vignette di intelligenza geniale e istintiva che riassume i tanti strampalati personaggi che inquinano il mondo estremo facendo della casa degli altri il proprio feudo di piaceri e banalita’ quotidiana, evitando di assorbire osmoticamente le differenze culturali del paese ospitante e limitandosi a criticare quello che non c’e’. E’ vero, sono ancora infantile nel vedere il mondo con ‘La nostalgia per un tempo precedente alle frontiere, per una sorta di immaginaria fratellanza’ (Colin Thubron) ma questa per me e’ l’incredibile opportunita’ di vivere in Cina, un’opportunita' che mi apre ogni giorno gli occhi e le orecchie su dettagli e su particolari del mondo mandarino, mondo complesso e frammentato, mondo in ricostruzione, mondo colorato e mondo in bianco e nero, mondo ricco e mondo povero, mondo antico e mondo troppo moderno, senza fare sottrazioni di quello che non c’e’ ma sommando tutto quello che c’e’. E capisco che il solletico quotidiano si ritaglia uno spazio privilegiato nel mio cervello con i neuroni agitati su temi e su contrasti e posso confrontarmi con amici e colleghi per capire meglio dove sono atterrato e come faccio a fondermi meglio nel contesto, sempre rimanendo diligentemente me stesso. Ovviamente rimangono tanti interrogativi, parziali accettazioni e alcuni rifiuti, ma sempre nel rispetto della cultura e del sociale che scorre tra queste vie asfaltate e tra i sentieri in pietra. Non capisco come si faccia ad essere qui e a ricercare esattamente le stesse cose che si sono lasciate a casa e a lamentarsi che qui non ci sono. Ma allora tornatene la’ dove le hai lasciate e non ti gonfiare il fegato di amarezze se hai l’opportunita’ di riempirti la testa di tante altre cose che questo lato del mondo ci puo’ offrire. Pensa al sole, che nasce prima che di la’, pensa ai caratteri che modificano il modo di apprendere dei bambini, pensa alla cucina che ti aiuta a peggiorare l’alito, pensa alla ceramica che poi dopo la cucina e’ utile, pensa a sti poveretti cosa hanno passato e come stanno risalendo, pensa agli splendidi paesaggi dal deserto all’Himalaya. Insomma ce n'e’ da pensare, e se anche la globalizzazione appiattisce tutto e la sinizzazione sta compiendo il resto facendo sparire le culture minori e capillarizzando il mondo di occhi a mandorla, cerchiamo almeno di vivere bene le differenze, assorbiamo quello che ci aiuta a stare meglio, galleggiamo sulle asperita’ sociali e godiamoci questo estremo oriente. Siamo sempre tra di noi, tra uomini e culture, ‘Apparteniamo tutti a tribu’ consimili del genere umano’ come scriveva Fosco Maraini, uno che di vita all’estero se ne intendeva. Ed e’ con questi concetti che motivo quotidianamente il mio vivere qui, cercando di sfruttare appieno il tempo a mia disposizione per non cadere in una banalita’ di un ‘espatriato’ in estremo oriente che vive di pizza e ristoranti italiani e che ha bisogno dell’autista con auto rinfrescata per andare al golf.
Viva la vita estremamente oriente e mo’ mi faccio du spaghi che e' pranzo

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giovedì 18 settembre 2008

si-de-car sai-de-poco

Nel limbo della shanghai ricca, bolla champagnosa per espatriati in cerca delle ultime sado-emozioni, non poteva mancare la finta replica taroccata del mezzo lussuoso moto-tedesco BMW laccato e servito su piatto a specchio prezioso simil argento per allodole che ci cascano ogni anno in tanti. Lo sferragliato rumoroso scarabeo scatolato con elitre bronzate richiamo per femmine occidentali vistose e leggermente centripete esce tipicamente ai primi caldi che a Shanghai arrivano presto ma poi spariscono lasciando spazio alle piogge, poi tornano troppo caldi e poi spariscono per i freddi. Quindi i side-car si aggirano per pochi giorni raccogliendo la somma dei peggi del trasporto: grandi come una macchina con traffico intasato, scoperti come una moto che shanghai e’ umida fredda piovosa inquinata e devi viaggiare con ombrello, pericolosi come una moto che non viene rispettata da nessuno, rumorosi come un camion che poi nella voglia di infrangere le regole non ti infili il casco a rischio-vita e ti abbronzi di fuliggine e ti assordi del quattro-tempi stonato che non puoi lasciare la citta’ che lui ti lascia a piedi e tipicamente tu soap-opera abbronzato capelli al vento che non hai mai nemmeno gonfiato la gomma della bici da bambino che hai gia’ avuto la moto elettrica e quindi quando il rottame simil-tedesco ti molla nel mezzo della via non sai che fare se non sperare che nessuno ti veda e muovi la carcassa sotto una pianta e ti infili rapido nel taxi salva-tutti. Pero’ il frustrato e ricco laowai (=occidentale) si fa addolcire la noia espatriata con sti giocattoli costosi e soggioga tutta la famiglia con mogli grasso espatriate o findanzate cinose truccate tacco-alto relegate nella cuccia metallica vicino al pilota spavaldo occhialuto, loro costrette a subire il piagnuccolo capriccioso del bambino amato che hanno sperato maturo ma che qui dimostra tutta la sua fanciulla innocenza nell’incauto acquisto dell’inutile vezzo falso tedesco, parcheggiato tutto l’anno tranne quell’unica serata di estate morbida brezzosa che speri non piova di tifone taiwanese improvviso. E allora divertiamoci tutti insieme nel grande gioco della Shanghai Luna-Park, attrazioni distrazioni infrazioni infradito per tutti. Spendiamo sti soldi e lanciamo sta economia stagnante e parcheggiamo sti pensieri retrogradi che con la moto retro’ si avanza e non ci si ferma mai, motore mentale per occidentale stanco di novita’ e strapazzato da mogli malconce, meglio una boccata di veleno fuori che una bocca velenosa in casa. Corri bambino, corri con la moto, lasciati agitare i capelli e spegni i neuroni perche’ questa e’ la tua serata annuale col tuo giocattolo lamieroso. Corri corri che nessuno ti prende, corri finche’ va sto trabiccolo balordo...

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