si-de-car sai-de-poco
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perchè meno per meno fa più
-> formula di moltiplicazione di pensiero positivo
e diario della mia vita a Shanghai dal 2004 al 2009
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lunedì 18/09/2006
Scappa scappa scappa che ti prende. Scappa fuggi corri che se il raggio ti tocca... Mamma mia attento che già al mattino arriva la palla infuocata tutta gialla che se ti vede ti scatena addosso una quantità di raggi cosmici con onde impazzite che riducono la tua pelle gialla ad una pelle rossa e tu invece vuoi avere la pelle bianca perchè la pelle bianca è vincente mentre la pelle di altri colori è perdente e figuriamoci la pelle nera, quella dei NEGRI, che non puoi manco fargli i tatuaggi o li fai col bianchetto, che loro veramente non so da dove arrivino e forse sono scimmie senza peli sulla lingua ma se ti beccano ti riducono in poltiglia.
Quindi dobbiamo assolutamente schermarci dai negri e dal sole, che non sia mai che questa maledetta palla infuocata e abbruciante ci riduca tutti con il colore dei contadini,quei poveretti straccioni che sono tutto il giorno sotto il sole e loro sì che non possono coprirsi perchè non ci hanno manco un soldo e noi non possiamo fare la figura di sembrare simili ai contadini che sono un tutt'uno con il bufalo e la gallina. Allora attenzione bambini perchè potete sì giocare a palla ma dovete scappare dalla palla in cielo, la palla avvelenata, la palla che se ci stai sotto un paio d'ore ti innonda e i tuoi compagni poi ti irridono che sei contadino e non hai soldi. E voi ragazzi dovete iniziare a coprirvi tutti, anche a quaranta gradi, perchè sta palla maledetta quando crescete vi trova più facilmente perchè siete più grandi e allora devete iniziare a comprare l'ombrello perchè la pioggia di raggi vi può ridurre ad un giallo bruciato e l'effetto può essere devastante per tutta la vita. E voi grandi dovete stare attenti perchè magari non è che siete veramente potenti e non avete una macchina da ricchi con tutti i vetri neri schermosi-mafiosi che la bomba atomica la vedi come un cerino acceso.
sole in un attimo di tua distrazione vi trova un lembo di pelle e ve lo colpisce e voi rischiate di perdere l'equilibrio della ragione e potete impazzire lì al semaforo e non vedete più il giallo perchè siete tutti rossi e al verde non partite e vi suonano il clacson e la vostra vita non ha più futuro e diventate invetabilmente dei contadini con l'abbronzatura che dilaga. Allora io dico: còmprati la bici a motore ma còmprati immediatamente le manichette per le braccia, le mantelline per le spalle, i cappelli, le visiere, gli scafandri, gli schermi radioattivi, i fluidi magici devianti e le pozioni distraenti perchè immagina se i tuoi amici ti trovano con la pelle abbronzata e ti scambiano per un contadino.
olosa. Dobbiamo pensare tutto doppio, per questo che non riusciamo poi a coordinarci nei pensieri, perchè tutto sta aggrovigliato nelle sinapsi che di giorno magari è brutto tempo e ti addobbi con la muta piovosa ma poi il pomeriggio il raggio invade il cemento e non siamo preparati a schermarci accuratamente e allora si striscia sulle ombre dei muri e sotto le piante fogliose perchè in un attimo, già a marzo, magari diventi contadino e poi la polizia ti interroga e ti chiede da dove vieni e se tu balbetti loro si pigliano gioco di te.
accorgertene perchè la sera ti lavi via l'inquinamento sotto i raggi docciosi ma il raggio solare ti ha già trapanato il poro epidermico e la MELAnina si lega all'UVetta e la tua pelle si dora come uno strudel uscito dal forno. Quindi il messaggio ora è lampante abbronzante e rischiarante allo stesso istante per cui io avverto chiunque si metta in moto per andare a porgere il corpo al raggio solare cinico in terra Cinica, attenzione, nessuno qui si abbronza, il sole punge e il raggio graffia nell'impresa di scorgervi ma nella spiaggia sei solo come granchio a mezzogiorno e sotto all'ombrellone si accumula la fauna cinosa che sembra l'ascensore all'ora di punta e se vuoi che al mattino nella spiaggia l'ombrellone sia tuo non ci riesci perchè c'è già
qualcuno che dorme la notte sotto l'ombrellone perchè forse ha paura che la Luna abbronzi oppure sono sbronzi del veleno alcoolico ingerito e stanno smaltendo oppure hanno idea che al mattino il granchio a mezzogiorno voglia rubare l'ombrellone allora già si apprestano ad occuparlo la sera per evitare soffiature rischiose al mattino.
astrattivo puoi arrivare ad immaginare una striscia sabbiosa similiforme ma ci sono pochi ombrelloni con sotto i cinesi raggruppati e accucciati che non possono uscire dalla proiezione del cono d'ombra e allora si muovono nelle 12 ore come girasoli al contrario. Però tu uomo bianco non puoi reggere a 12 ore senza Nivea sotto il sole mezzo-tropico allora dopo un pò cerchi la palma o devi rientrare da qualche parte all'ombra (sempre che non vuoi inumarti nella sabbia scatarrosa inquinata plasticosa) e quindi desisti anche dalla possibilità che forse puoi trovare l'ombrellone della tua vita. E poi il popolo cinoso si muove dopo, quando normalmente l'individuo italico saluta il mare con i colori purpurei all'orizzonte, mentre dall'ombrellone si rianimano arti e braccia scricchiolanti e ombre si disperdono s
ulle sabbie, zombie bianchicci cinosi che evitano il raggio e scappano dal contagio.Etichette: abbronzatura, auto, contadino, ombrello, sole, spiaggia
mercoledì 3 novembre 2004
...e mi sono anch'io preso la mia libertà andando sulle montagne gialle dopo aver terminato la visita missionaria a Wuhu, strepitoso centro di niente, ombelico del lombrico, nella depressa e povera provincia dell'Anhui. Per arrivare alle montagne sono dovuto salire sul treno dei contadini (vuol dire "sedili duri", vuol dire "i treni dell'altra classe") passando le mie tranquille 5 ore tra carte da gioco sui tavoli, occhi che mi scrutano, rutti, sacche che cadono, bambini che cadono, mele che si sbucciano, bambini che si sbucciano, mamme indifferenti, semi che si sputano, rantoli di sputi e sputi che vagano speranzosi di centrare il lavandino ma che inevitabilmente si infrangono colando sulla parete, thermos che passano per rigenerare il tè verde, carretti di prodotti impossibili. Ovviamente non ho posto perchè in questa classe non ci sono i posti assegnati, e il cinese "dell'altra classe" abituato alla lotta di classe, infinocchia con classe l'agguerrito occidentale riempiendo tutti i buchi possibili sulle panchette e lasciandomi lì, inebetito, nel corridoio.
Cerco un pò di tranquillità accucciandomi tra un vagone e l'altro, tra il lavandino (aiuto!) e un altro presunto mammifero accucciato (è morto?). Ci si dà fastidio per far passare il tempo, ci si urta, ci si spinge, ci si fuma addosso, si mette lo zaino in modo che cada sempre (questo lo faccio io), e il bambino gioca sul mio alluce, perchè un pò più in là non dà fastidio a nessuno e allora predilige darmi fastidio addosso. "Chi ti ha generato non può riprenderti e riassorbirti?" penso tra me e me, ma lui è un bimbo ed ha pure la faccia carina, con la testa tonda e rapata e gli occhi scuri e vispi che scrutano dai tagli obliqui del viso. Il tempo passa, mi sorridono, mi chiedono se sono dello Xinjiang, cercano di parlarmi ("hai un buon alito tu, perchè non parli con i tuoi amici nell'altro vagone?"), vogliono sapere, sono curiosi, si intromettono, parole in inglese "hello", "good", "sank-you", "hauariu" e ridono, denti d'oro, pochi denti, denti sani, denti anneriti dalle sigarette. La mia fermata arriva, è buio, mi affaccio alla porta del vagone e gentilmente mi spingono con uno spigolo di un enorme cassa di cartone trafiggendomi la 4^ vertebra. Mi giro con sorriso ebete, ringrazio della frattura, maledico il carico e parte della sua dinastia.
gli innamorati salgono per saldare il loro amore eterno, però ci sono anche migliaia di turisti che ogni giorno calpestano la pietra della montagna, vomitati da una decina di aerei giornalieri che collegano tutta la Cina a questo posto. E allora ci sono gruppi con cappelli gialli, verdi, rossi, blu, bianchi, gialli e blu, bianchi e rossi, bandierine rosse che richiamano gruppi con cappelli rossi, bandierine gialle con file di cappelli gialli, bandierine abbassate perchè hanno perso i cappelli, cappelli solitari che hanno perso la bandierina, cappelli dimenticati, capelli senza cappelli, riporti. Io cerco di zigzagare, evitando la stazione della funivia, dove si ammassano i turisti per andare in su, affamati di dire "sono andato" e non di cercarne l'intimità del luogo e il motivo ispiratore dei poeti e dei pittori.
Il turista medio è quindi arrivato in aereo, trasportato in pullman con una notte in albergo, con assegnato il cappello e la bandierina, vestito con mocassini neri, calzoni e giacca flosci, magliettina, borsello e parte per l'avventura artificiale del grande show cinese.
Mi sento parte di un film, con le forze del male che mi inseguono, fischiando tra le pareti con i richiami grotteschi degli uccelli nel bosco e io protagonista che devo camminare per sfuggire: passo il canyon, con uno strapiombo di 1000metri, cammino sulla passarella a sbalzo, passo
"il ponte degli immortali" (forse c'è anche Highlander qui in tenda con Braveheart che fanno picnic), salgo fino al "picco delle nuvole che si dissolvono" (sti nomi poi...).
Comunque non male, accetto. Con me dormono 2 ragazzi cinesi, dignitosi e tranquilli. Mangio delle noccioline, un uovo di anatra salato, del cioccolato e una mela.
, mentre orde di cinesi ridiscendono dopo averne visto l'alba (era obbligatorio, c'era anche sulla brochure turistica!). Rimaniamo in pochi perchè il sole non interessa ai cinesi, li spaventa perchè si rischia l'abbronzatura e già i primi ombrelli si aprono per evitare il raggio maligno. Bellissimo panorama, la scimmia è sempre là ad osservare i picchi illuminati dal potente sole che taglia l'umidità del mattino. Ridiscendo verso il basso, affrontando il lungo-funivia, complesso di scale ripide e movimentate che scendono lungo la vallata.
Si incontrano i portatori della cooperativa, con la pettorina numerata: popolo silenzioso, lavoratore, infaticabile. Hanno tra i 50 e i 100kg appesi alle estremità del bambù, i polpacci sono vere e proprie bocce trattenute dalla pelle, le spalle hanno il callo del peso. Hanno età variabile dai 20 ai 50 anni. Loro non hanno diritto alla funivia, toglierebbero posto ai turisti, costano meno dell'elettricità, sono facilmente rimpiazzabili. Portano su tovaglie lavate, gas, petrolio, stufe, televisori, uova, riso, coca-cola, mattoni...sono sudati, i visi segnati. Offrono anche servizio di portantina
per i turisti che "devono" salire ma non possono sudare. E per pochi Yuan arrivi su senza fatica. Arrivo al fondo della funivia, tra lattine che si aprono, megafoni che gracchiano, bacchette che afferrano cibo, musiche ai megafoni, scoregge magafoniche e pullmini accesi. Io proseguo, continuo verso il basso, lungo la valle ad ovest del monte. Il panorama cambia, i pini lasciano spazio al bosco con le querciole, i frassini, i cespugli di camelie e rose selvatiche. Più in basso i generosi e vigorosi bambù, altissimi e robusti invadono intere vallette, con le chiome verdi reclinate a generare ombre fittisime. Al fondo scorre lento il fiume, adesso quasi asciutto dopo la stagione calda. Le acque rimbalzano tra le rocce bianche levigate dalle acque, si creano pozze profonde di un blu intensissimo che contrastano con i colori della natura, si genera la cascata dei nove dragoni (adesso ridotto ad un pisciotto di macaco). Sono di nuovo solo, uniche creature sono i granchi di acqua dolce e i pescetti che ancora sguazzano nelle limpide acque.
ella megalopoli-moderna: un bel salto.
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