martedì 11 settembre 2007

matsa che bbotta

martedì 23 agosto 2005

Ebbene sì, Rodotà lo odia, gli scienziati lo amano e lui, con la fredda indifferenza siderale, nella noia del vuoto interstellare, dallo specchietto retrovisore aveva visto tutto. Lui, il telescopio bubble-gum messo in orbita orbo e operato dallo sciàttol, aveva notato già da giovedì il brufolo di nuvole che si infiammava sulla costa est della Cina, appena sopra la burrascosa, per altri motivi, Taiwan. Quelle maledette nuvole a forma di cerchio sfrangiato e dal centro purulento stavano navigando spavalde e rapide verso la costa. Le televisioni di tutto il mondo avevano dato l'allarme, gli studiosi seguivano le evoluzioni pronti a ricevere un vomito di dati dai computer eccitati, gli uccelli più astutamente migravano, le tartarughe si appiattivano nei laghetti mentre noi cinesi continuavamo l'incessante opera per tenere in movimento la crosta terrestre spostando grattacieli, scavando gallerie, asfaltando valli, sciupando il terreno, prosciugando laghetti (toh, una tartaruga appiattita), magnando il magnabile (buona sta tartaruga) e nessuno ci aveva veramente detto di guardare in alto anzi, il Shanghai Meteorological Bureau ci rassicurava con "...tutto bene, un pò d'aria nel ventre, forse un piccolo peto sulla costa e niente più".
Orbene, lui, esso, incurante e noi fessi incuranti siamo venuti a conoscenza reciproca il giorno venerdì 5 agosto, verso sera, come si vuole per un incontro galante di fine settimana. Lui, Matsa, nome esotico, da soap opera, affascinante, un pò ribelle, scompigliato, frettoloso, non si è fatto attendere ma ha iniziato a rovesciarci qualche catino d'acqua e a schiaffeggiarci con del vento. Noi, abituati alle acquazzonate shanghaiesi, ci siamo messi gli stivali e siamo usciti con l'ombrello per accoglierlo e abbiamo pensato: "un pò d'acqua...rinfrescherà l'aria torrida". Alla televisione veniva ripetuto "...non vi preoccupate perchè perderà d'intensità già vicino alla costa" (nel frattempo Matsa rasava la regione a sud di Shanghai, lo Zhejiang). Forti delle informazioni ricevute dalla TV, noi amici siamo usciti tranquilli per festeggiare il compleanno della Vale (e fuori scrosciava). Per strada i tombini annaspavano a trangugiare l'acqua mentre noi sorseggiavamo tranquilli la nostra birra. I taxi impauriti planavano sulle pozze lavando i marciapiedi fino all'altezza delle finestre mentre il vento agitava le insegne e spezzava le prime frasche. Al termine della cena siamo usciti in strada e un taxi-gondola ha ormeggiato vicino a dei mattoni-passarella per permetterci di salire (e fuori scrosciava).
Il vento aumentava le umane insicurezze e metteva a nudo le nostre difficoltà psicologiche. Scricchiolii sinistri si generavano dalle piante, le insegne in compensato-truciolato-termitato si frantumavano in deliziose lame taglia teste, ombrelli cadavere con raggi spezzati e tele lacerate vagavano sulle pozze, sparute biciclette di impazziti ciclisti tentavano di tenere la strada sbandando per le folate e rischiando letteralmente la vita ad ogni pedalata. Noi umani del XXIsec, sicuri della tecnologia, ci siamo detti: "vogliamo bloccarci qui per un pò di pioggia? figùrati. Andiamo al MesaManifesto per un drink e festeggiamo degnamente questo compleanno" (e fuori scrosciava). E' stata un'allegra serata, come al solito, come deve essere un venerdì sera. Poi la stanchezza della settimana ci è rimbalzata sulla schiena e quindi, verso l'una, il Duccio ed io abbiamo salutato la cumpa per dirigerci verso le tane eee...sorpresa...il liquido acquifero aveva raggiunto e inondato tutti i marciapiedi. Ormai siamo in pieno "night-pool-party": un enorme piscina grande come tutta Shanghai, una potenziale libidine dei businessman locali. Avessero capito prima le potenzialità dell'evento atmosferico avrebbero inventato l'evento mondano del 2005 con un mega-biglietto per il typhoon-party, moto-d'acqua, lettini gonfiabili, luci girandoscopiche, drink incluso! Il risultato pratico invece è stato che, tolte le calze, tolte le scarpe, ci siamo incamminati per la strada sperando in un taxi-anfibio ancora disponibile. Il vento scuoteva con maestose raffiche tutto ciò che si elevava da terra, inclusi noi umani spavaldi del XXIsec mentre la pioggia continuava incessante ad aggiungersi alla enorme laguna già presente. Io speravo vivamente che l'epidermide dei miei piedi mi immunizzasse dalle marachelle giornaliere che vedo fare dai miei concittadini cinesi lungo la strada e ho evitato di pensarci continuando a camminare speranzoso di trovare terreno solido sotto la pianta dei piedi. Ho lasciato il Duccio e mi sono preoccupato soprattutto che tutti i pezzi del mio corpo rimanessero insieme il maggior tempo possibile evitando i rami, le insegne e le caramelle dagli sconosciuti. Mi sono quindi avventurato nel liquame cittadino. La fortuna mi ha assistito e un veicolo ansimante mi si è avvicinato cautamente. L'ho raggiunto al centro della via, sono salito eee...sorpresa, dentro è uguale a fuori perchè l'acqua è così alta che entra dentro il taxi, o meglio, l'acqua non entra più perchè il taxi ne è già pieno come un ventre sciacquoso.
Fine I parte


Esercizi per casa

esperimento 1: prendete la macchina di un amico e provate a riempirne d'acqua l'abitacolo. Quanti litri avete versato? Vi assicuro tanti, penso come una vasca da bagno.


Esperimento 2: provate ora a guidare la macchina dell'amico piena d'acqua, accelerate, curvate e soprattutto...frenate: l'acqua piglia velocità, batte sotto il cruscotto e vi lava fino alla pancia, fantastico! e soprattutto il sedile si inzuppa Fine esperimenti.


II parte
Il taxista ha potuto percorrere solo alcune vie, quelle che il suo sentimento gli ha fatto stimare più rialzate nella media cittadina e le ha percorse rigorosamente in centro strada, sperando che non si fermasse il motore con un singhiozzo da raffreddore cilindrico. Usando un tragitto poco razionale ma efficace mi sono ritrovato a casa con l'acqua già sui primi gradini. Vabbèh, sono andato a dormire tranquillo con la banale frase che pronunciò anche Noè "tanto prima o poi dovrà smettere" (e fuori scrosciava). Al mattino, in un clima incerto tra il piovoso e il simpaticamente-nuvoloso, abbiamo ancora navigato e gli umani del XXIsec non sono apparsi come consuetudine sulle strade. Il fiume ancora non riusciva a digerire il livello di allarme e rimaneva intasato gorgogliando acque marroni fin sulla banchina pedonabile. Poi al pomeriggio inoltrato quando piano piano la palude si è prosciugata lasciando sulle strade il meglio della città metropolitana, abbiamo intravisto la possibilità di uscire. Ma solo domenica la situazione è tornata finalmente normale e le foto allagate (battutone!) si riferiscono alla fine dell'incontro.

Matsa che bbotta:
l'incontro è stato scontro e ha vinto lui per KO tecnico.

Questo il verdetto:
41 ore di tifone raffiche ai 102kmh
300mm di pioggia nel distretto di Jing'an (200mm di media). Se li pensi in metri fa paura
6 morti
69,000 evacuati
40,000 poliziotti mobilitati (ma l'Italia ne ha così tanti?)
12,3 Mio USD di danni in città + 4,3 nelle campagne della municipalità
100,000 persone bloccate nei 2 aereoporti di Shanghai
1,000 voli tra cancellati e rinviati
4,000 alberi sradicati e 24,000 rinforzati
33,300 ettari di verdura maciullati (non c'è più rucola per la pizza!)
tonnellate di gamberi scappati dall'inaspettata acqua


Per la cronaca:
Matsa è il nome di un pesce del Laos
Matsa è il nono tifone nel 2005 che si abbatte sulla Cina
Matsa è il più fetente tifone che si è abbattuto sulla Cina negli ultimi 8 anni

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sabato 8 settembre 2007

l'inquinamento nelle città

martedì 25 maggio 2004

Ciao amici-mici, ve ne racconto un altro pò


Tutto quanti, ogni mattina, ci svegliamo, apriamo gli occhi, (noi maschi ci grattiamo nei calzoni) e poi guardiamo fuori dalla finestra per vedere che tempo fa (noi maschi continuiamo a grattarci nei calzoni allargando le gambe). Capita anche a me e, sebbene dalla finestra della camera io veda i cessi degli uffici di fronte, vado nell'altra camera per vedere che tempo fa. La sorpresa è dietro le tende, perchè apri le tende e sembra che ci siano ancora le tende: allora c'è la nebbia? Eppure le previsioni di ieri dicevano "parzialmente coperto" o "timidamente sereno", ma non nebbia! La causa è l'inquinamento, che soprattutto nelle città cinesi, sta peggiorando continuamente. Circa un anno fa il "China Daily" (simpatico organo di regime in lingua inglese che fa apparire i cinesi come gattini) pubblicava ogni giorno una tabella con i grafici dell'inquinamento nelle maggiori città cinesi e con il limite da rispettare: alcune, tipo Chongqing, Shenyang e Harbin, erano praticamente fuori scala ogni giorno. Decisione "democratica": non pubblicare più la sconveniente tabella e sostuirla con una innocua mappa a colori della Cina con le temperature, le nuvolette e i soli che ridono. Il più astuto "Shanghai Daily" mette da sempre solo la cartina con le previsioni del tempo, ma la città è comunque ammalata. La municipalità sta cercando di mettere un freno alle puzze, ma non riesco a capire come possa ridurre l'inquinamento, visto che cresciamo di 1 milione di abitanti ogni 2 anni e che la circolazione della auto aumenta a livelli impressionanti. I produttori di camion promettono gli standard Euro 2 dal 2005 (obbligo governativo) ma cosa bisogna fare per quei milioni di veicoli che vanno a rape marce e a tritolo e che devastano le narici anche a distanza? La municipalità ha ulteriormente alzato il prezzo delle targhe per i veicoli privati sperando di limitare il traffico e l'inquinamento. Oggi una targa a Shanghai costa 34,000RMB (circa 3,500 Euro) contro 1,000RMB di Pechino (circa 100 Euro). Il risultato è ridicolo: chi vuole comprarsi una macchina se la compra e inquina e la Municipalità diventa ricca. L'inquinamento è talmente evidente che quando cade la pioggia, l'acqua si mescola alle particelle di smog e si forma a terra uno strato oleoso pericolosissimo e bisogna camminare con i ramponi per essere tranquilli. Lo stesso inquinamento colpisce anche altre città. L'altra settimana sono andato a Xi'an, la famosa antica capitale dove sono stati trovati i guerrieri di terracotta. Beh, anch'io dopo una giornata ero di terracotta e non basta fare la doccia per togliersi la creta! Per non parlare della latrina di Chongqing-city, definita dagli stessi cinesi "il clima infernale della Cina", per via del simpatico Yangtze che sputacchia umidità tutto l'anno, ed essendo la città tra le colline (si parla di 30 milioni di abitanti!), l'umidità si annida e si unisce al ristagnante inquinamento generato dal carbone, dal traffico, dalle chiatte, dall'industria pesante. Il risultato è una simpatica abbronzatura-fuliggine ogni sera, se ti soffi il naso esce ghiaia e se starnutisci fai petrolio. Fin qui è ancora tutto rosa e fior, perchè basta una mascherina (la SARS ci ha insegnato ad indossarla) e respiriamo "prato-in-fiore". Il dramma è anche l'inquinamento acustico. La sempre attenta municipalità di Shanghai, ha piantato in alcuni punti strategici della città (nei giardini, negli ospedali e nei posti più riparati) dei monitor luminosi con led verde-pace-e-serenità-infinita che visualizzano l'inquinamento acustico corrente: siamo a livelli aeroporto, ma loro non lo sanno. Anche se in alcuni sparuti giardini sono già stati messi degli altoparlanti con finti canti degli uccellini, il frastuono dei pullman e il continuo suonare dei taxi, trasforma il concerto bucolico in cacofonia molesta. Nel dubbio le società di taxi hanno ridimensionato i decibel dei clacson, con il risultato che i tassisti lo suonano più a lungo per avere lo stesso effetto nocivo. Però non tutto è perduto, e bisogna guardare con fiducia verso il futuro: infatti io metterò i doppi vetri alle finestre e alzerò il volume della musica. In Cina il contro-rimedio è per sovrastare il problema non per risolverlo, è un addizione non una sottrazione. Penso che lo struzzo sia un animale cinese! Ora vado a prendermi una boccata d'aria... (nella foto la situazione SARS di un anno fa)
ciao, un bascione

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