Wednesday, September 12, 2007

weather forecast

mercoledì 19 luglio 2006

Ora è veramente giunto il momento di rivelarvelo, lo so, devo avere un bel coraggio a dirvelo. Dopo che abbiamo lanciato di nuovo la navicella spaziale mmericana, dopo che gli 'stronauzi si sono fatti le polaroid, dopo che abbiamo visto le stelle e le strisce da lassù e dopo che abbiamo visto il globo da laggiù...ebbene voi non lo avete notato ma io si, NON C'ERA LA CINA. Avete notato? la sinuosa forma sferoidale-sgnaccata del romantico piccolo globo aveva delle coltri bianche lungo i suoi confini e in particolare nelle sue nudità asiatiche fino ai limiti desertici del Taklimakan. La Terra era coperta da un elegante lenzuolo bianco (sporco) che ne ricopriva tutte le sue forme orientali, ivi la Cina. Vogliamo fare i poeti? OK, le vogliamo chiamare "nuvole", o "strati nubiformi", o "fuliggine da svorappopolamento"? va bene, vabenetutto. Di fatto, DA LASSU', LA CINA NON C'E' PIU'!
E la mia piccola Shanghai? questo modesto insediamento insettiforme di una ventina di milioni di industriosi operai che scorre ramificato quotidianamente sulle strade a dx e sx sugli ascensori in su e giù, nei cunicoli dei metro, nei sedili dei taxi, sulle panchette dei treni... dove sono spariti? Perchè dall'alto non vi è traccia? Perchè questo lenzuolo ci ha ricoperto anche Shanghai che è sulla costa e dovrebbe risentire di brezze pulitrici e tifoni aspiratutto? A questa domanda nessuno ha risposta: il WWF, interpellato, si è trinceratopo nelle colline del Sichuan a rifilare biberon di latte e bambù ai panda4x4, il Ministero dell'Ambiente squilla a vuoto per non inquinare di parole con aria fritta, l'Assessore al Cielo Azzurro porta ora sempre gli occhiali scuri e dice che ha la congiuntivite. Ve lo dico io, è quindi giunto il momento di rivelarvelo: IL CIELO A SHANGHAI HA SEMPRE IL LENZUOLO, FA SEMPRE SCHIFO, E' SEMPRE BIANCO, SPESSO SPORCO. E poi voi di là mi dite: "dài, figurati, qualche giorno di brutto poi torna il sereno". Vi assicuro che qui i giorni di sereno si contano sulla punta dei piedi.
E' vero! è tutto vero! Uno per cercare di convincersi si butta nelle mappe geografiche, sfoglia il National, guarda GoogleEarth, si stramazza sui sussidiari e vede che Shanghai è all'altezza del Cairo, sul mare, e allora pensa a tutti quelli intunicati, al caldo dentro e fuori ma soprattutto al sole e al cielo azzurro della Capitale africana con i muri bianchi, con il suo clima secco e asciutto e il cielo limpido e trasparente come gel. Invece no, noi siamo a Shanghai e il gel cola e ci cade addosso come starnuzzo temporalesco. E allora perchè qui non possiamo avere lo stesso cielo? perchè questo cielo ci viene negato? cosa abbiamo fatto di male? I trentenni shanghaiesi giurano che prima non era così, giurano che l'effetto serra, la serra a effetto, lo tsunami, el mignolo, er inquinamento stanno ribaltando il tutto sottosopra ed ora dobbiamo accontentarci del cielo col lenzuolo e quando erano giovani c'era il cielo senza lenzuolo. Allora dobbiamo dare colpa alle auto? Ma se hanno iniziato ieri a comprarle. Allora dobbiamo dare colpa all'inquinamento? Ma se siamo noi che gli facciamo le fabbriche. Allora è colpa degli oli di McDonalds?
Ma smettiamola sempre di dare la colpa agli imperialisti e poi l'olio galleggia. Allora dobbiamo dare colpa alla geologia che ha posto Shanghai in una zona d'ombra del cono gelato della mirabile traiettoria obliqua del sole perpendicolare al terreno che favorisce l'innalzamento dei grattacieli e la mancata ossigenazione dei capelli che si stratificata in parrucchini nuvolosi? Non lo so. Ma di fatto qui il tempo fa sempre schifo e pure il cervello se ne accorge e ti deprimi anche di notte che non vedi il cielo. Perchè uno anche se non è metoropatico diventa metàntipatico perchè il cielo ha la sua importanza sulla terra e ci si intristisce anche solo al vederlo sempre coperto, bigio, triste e uno diventa più cattivo e acido.

Allora, per cercare di essere ancora simpatico tento di darvi un lume di conoscenza e togliervi dal cono d'ombra e vi elenco con gusto le varie stagioni che si rincorrono e forse anche voi potrete giudicare il perchè dell'instristimento medio della gente e del loro cupo presagio di futuro poco sereno:

1) STAGIONE BELLA, PRIMAVERA aprile-maggio, con temperatura e umidità accettabili (20-25°C). Ogni tanto c'è il cielo azzurro

2) STAGIONE SCHIFOSA, PIOGGE giugno-luglio, con tosse dal cielo e catarro per terra, il tutto umido e appiccicaticcio (30-38°). Poco cielo azzurro

3) STAGIONE PIU' SCHIFOSA, ESTATE agosto-settembre, così chiamata dopo che il termometro sta per almeno 5gg di fila sopra i 35°, qui si vive rifugiati nelle arie condizionate e per non farsi condizionare non ci si dà delle arie. L'umidità rasenta e per chi non si accontenta si ammuffisce. Giuro, ho tutti i vestiti ammuffiti in casa, le scarpe muffe, i cuscini muffi, i puffi muffi, ecc. Anche se c'è qualche cielo azzurro non si può godere perchè ci si frigge al caldo appena si esce di casa.

4) STAGIONE DEGNA, ottobre novembre, perchè cala l'umidità, cala la temperatura e si ritorna un pò come a primavera. Si può finalmente respirare l'inquinamento all'aria aperta. Qualche cielo azzurro

5) STAGIONE EXTREMAMENTE SCHIFOSA, INVERNO POLARE dicembre-marzo (-5 a 10°C), nessuno ci crede ma shanghai in questa stagione è allucinantemente fredda. Si gira come a Mosca, intrappolati nei cappotti, malfermi sui piedini, con i guanti sulle mani, le mani sui cappelli, i cappelli sulle orecchie, le orecchie sui capelli, i capelli sulla testa. L'umido costante penetra nelle profondità del corpo e rimbalza sull'epidermide dal di dentro creando fremiti e brividi. Chi può fugge al caldo thailandese chi non può si infila negli Starbucks e si prende un doppio american coffee. Poco cielo azzurro.

Ora non mi resta che creare una lista dei vari tipi di cielo che si susseguono nella metropoli cinese:

a) cielo azzurro e blu (raro ma possibile)
b) cielo velina ma con trasparenze ottimistiche (dovuto a inquinamento e umidità: poco frequente)
c) cielo velina ma con poco ottimismo (dovuto a inquinamento e aliti pesanti e umidità ristagnante: poco frequente)
d) cielo a pecorelle e catenelle (poco frequente)
e) cielo panna (molto frequente, di breve durata e sparpagliato lungo l'anno)
f) cielo panna cotta (molto frequente)
g) cielo ciminiera chimica (il nostro pane quotidiano, resiste per giorni consecutivi)
h) cielo diesel (molto frequente, predilige le stagioni fredde e va avanti settimane)
i) cielo diesel di camion DongFeng (variazione a sopra)
l) cielo cupo bigio stratificato (simpatia della stagione delle piogge)
m) cielo ciclonico monsonico tifonico (circa 8 volte all'anno, cade giù l'impossibile e i tombini affogano)
n) cielo che sembra notte ma è giorno (appare all'improvviso, dura poco ma fa paura)

Ora dovrei creare un foglio excel con casella-pivot per incrociare riga-stagione a colonna-cielo corrispondente e vi assicuro che funziona, poi faccio un grafico a torta3D o a laser con funzione multipla e ricerca rapida della macro e il tutto funziona e posso tranquillamente predire il futuro, guardare il presente, aprire l'ombrello, mettermi il cappello, ma questo lo lascio al lettore come esercizio che mi dovrà essere recapitato in busta anonima entro la prima decade.
E ora, per la rubrica costume e folklore, veniamo al Santo del giorno e ai detti popolari.Santo del giorno: non pervenuto, si è perso tra le nuvole.

Detti popolari:

1) Nero di sera, bel tempo si spera
2) Cielo a pecorelle, inquinamento a catinelle
3) al contadin non far sapere quanto sia brutto tutte le sere.


E questo è tutto per le Previsioni del Tempo.

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Saturday, September 8, 2007

Pensierino: la primavera

venerdì 26 marzo 2004 7.49


A Shanghai è finalmente arrivata la primavera: la magnolia (fiore simbolo della città) è già sfiorita, la forsitia ha già dato il meglio di sè e adesso è ora delle azalee. Gli uccellini sopravvissuti alle gabbie e alle padelle, canticchiano circospetti sugli alberi, sperando di fare qualche uovo e di vedere ancora la prossima generazione. Nei giardini le famiglie mettono al sole le nonne e le trapunte perchè hanno accumulato troppa umidità nell'inverno: le prime cigolano, le seconde puzzano...anche le prime puzzano. E' tempo di parchi cittadini. La municipalità di Shanghai ha dichiarato che investirà in nuovi giardini ed ha già iniziato a rasare al suolo alcune case per tirarci su improbabili giardini bonsai composti di 1 pianta, 1 cespuglio, 1 fazzoletto di erba verde, 1 fiore, due mattonelle di selciato, tanto di cartello "Garden ..." e l'immancabile ristorante cinese con puzza già inserita. Ad oggi Shanghai non ha verde pubblico, soprattutto nella città vecchia di Puxi, ma ha creato nella recente Pudong il mega-giardino "Century Park", sulla falsa riga di Central Park di New York. Qui si ha il doppio beneficio di pagare per non vedere: cioè paghi 10RMB e non vedi i cinesi, perchè costa caro e loro non vengono in massa.Quindi siamo andati un sabato a divertirci e a provare i roller-blade con alcuni amici italiani. Il parco è anche occasione per vedere il comportamento in ambiente alieno (il giardino) del cinese cittadino: nelle foto dei tipici casi amari dell'incoscienza genetica. La piacevolezza del parco si interrompe al sopraggiungere delle agguerrite famiglie pronte per il pic-nic: il rumore aumenta incontrollato, l'immondizia è un corollario necessario per questo popolo, la privacy sfiora il ridicolo, e la sopravvivenza dei poveri stranieri è minacciata. Il roller-blade diventa una necessità per la fuga. Man mano che il popolo aumenta, noi rifuggiamo negli angoli remoti, dove il sole picchia forte (il cinese ripudia il sole e si nasconde sotto le piante per paura di abbronzarsi e sembrare un contadino).Quando la disperazione è troppa, e i 10RMB hanno esaurito l'effetto, il gioco finisce e rientriamo in città, a confrontarci e a litigare con il quotidiano. E' stato bello, almeno per un attimo. (Però per domenica è programmato un brunch all'aperto a Park 97).

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