Thursday, November 29, 2007

Massime e Minime

Che poi dopo qualche anno di sto posto cinoso, bisogna riflettersi, farsi l'esame di coscienza e poi la doccia purificatrice e magari riunchiudersi nel proprio guscio del bagno per consolidare un bilancio che normalmente quando si rilascia tonfa e tanfa. Però bisogna essere sinceri e se quello che segue sembra scritto da uno psicotico acido centripeto è invece un simpatico modo di capire e di capirsi per evitare e evitarsi. Un buon modo per riflettere su se stessi che quello che si dice è una purificazione piuttosto che una putrefazione, è una scoria che va detta anche se col sorriso della carie. Uno poi si sente più rilassato, anche se l'ha scritta col cuore in mano e allora vediamo un pò come è venuta. Qui di seguito sono raccolte alcune massime e minime che mi ci sono voluti almeno 4 anni di tentativi di comprensione che poi non sempre ci sono riuscito ma almeno lancio le basi dall'altezza della mia esperienza diviso 2. La forma lineare di scrittura utilizzata è "epistolottica" che vuol dire che mi esce così appena la sinapsi genera il ragionamento e non bado all'essenza della composizione poetica parabolica ma al fulmineo e incontrollato fiotto di parole che tentano di descrivere il fenomeno puntuale.
Spero che incontri nel lettore la sorpresa e la constatazione amichevole piuttosto che il conflitto di interessi perchè qui di seguito si parla di sopravvivenza e non di egoismi coloniali dell'uomo bianco in terra cinica

Auto e altri veicoli
1) la macchina è un mezzo di trasporto per rallentare gli altri
2) la retromarcia è una sconfitta
3) l'autogrill è segnalato con un cucchiaio e una forchetta e non con i bastoncini
4) in Cina la moto è il veicolo più lento
5) in autostrada le auto si ammucchiano a gruppi fino a raggiungere una certa massa critica comprendente alcuni camion, alcuni bus e parecchie auto. Queste masse percorrono l'autostrada come il bolo percorre l'intestino fino al "casello" e non riesci a sorpassarle nemmeno usando la corsia di emergenza.
Corollario: la corsia di emergenza è stata creata ad hoc per sorpassare il "bolo", una vera emergenza
6) per le strade cittadine, le auto si ammucchiano come petali del fiore attorno ad ostacoli immaginari, così che nessuno possa più muoversi. L'intervento della polizia è il tipico calabrone che passa sul fiore e se ne va.
7) in Cina sono talmente avanti che i semafori sono dopo gli incroci

in aereo
1) perchè bisogna fare la gara per prendere il posto che tanto c'e' scritto sul biglietto?
2) perchè bisogna fare la gara a chi si sgancia per primo la cintura di sicurezza quando l'aereo atterra?
3) perchè bisogna fare la gara a chi si alza per primo? che magari l'aereo non ha ancora toccato terra?
4) perchè bisogna fare la gara a chi accende per primo il cellulare?
5) perchè bisogna fare la gara a chi riceve per primo la telefonata?
6) perchè bisogna trasportare a bordo valigie borse borsette scatole scatolette peluche pidocchi frutta buste odori sapori che lo spazio dei vani è limitato?

Cibo e Ristorante
1) in Cina costa meno andare al ristorante che prepararsi il cibo a casa.
Corollario: più si è, più si risparmia
2) Non si capisce perchè pagarsi un drink in un bar per occidentali (65RMB=6.5Euro) costi di più che una cena in un ristorante cinese (50RMB=5Euro). Cioè, noi occidentale siamo scemi e loro sono più furbi

Popolazione
1) i cinesi maschi si devono slacciare i pantaloni per fare la pipì, a me basta la zip
2) non è che i cinesi sono...lenti, è che non gli è germogliato il cervello
3) in Cina, dato l'IQ medio della popolazione, l'embolia deve essere considerata attività cerebrale

Approssimazione e degenerazione
1) in Cina ci vogliono almeno due volte per fare quello che si potrebbe fare in una volta. Ma dopo due volte non si arriva proprio ad una volta ma lì vicino. In Cina c'è sempre un intorno entro il quale non si arriva veramente al risultato e ci si deve accontentare.
2) in Cina non esiste il concetto di riparare, cioè di risolvere radicalmente il problema, ma esiste il concetto di riparazione degenerativa, cioè mettere le mani su qualcosa per ottenere al meglio un qualcosa di qualità un pò inferiore rispetto a quello che si era trovato prima. La "perfezione" è il risultato del limite all'infinito dell'"approssimazione": tutto tende ma non ci arriva
3) la quantità di approssimazione che uno deve applicare ogni giorno per qualsiasi problema dipende dalla importanza del problema stesso ed è comunque un compromesso tra il tempo per far intervenire un cinese, il tempo per diventare furioso, i soldi richiesti, i soldi dati
4) In Cina c'è sempre almeno un cinese di scorta (normalmente più di uno) che serve a peggiorare la situazione e a rallentare il risultato.

Altro
1) in Cina i fiori finti sono talmente veri che perdono i fiori
2) in Cina si usano le corone di fiori per iniziare un’attivita’, in Italia per chiudere una vita
3) a Shanghai per andare a fare ginnastica devo prendere l'ascensore

amen

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Tuesday, September 11, 2007

il ristorante allo specchio

martedì 20 dicembre 2005



La cameriera si inchina e apre la porta della saletta degli ospiti permettendoci di entrare nell'elegante salotto con confortevoli sedie in pelle e un grande televisore per il karaoke; al fondo c'è un tavolo rotondo con delle sedie ben allineate. Il tavolo è perfettamente apparecchiato con il classico tovagliolo ripiegato nel bicchiere che segna la forma della testa del pavone per il capotavola e delle piume per gli altri commensali. Quando il più importante commensale si siede a capotavola anche gli altri ospiti possono sedersi ed è un continuo avvicinarsi vicendevole offrendo la sedia al vicino. Appena tutti si sono sistemati ha inizio la cerimonia del cibo.
Una cameriera porge i menu già aperti sulla prima pagina partendo dal posto d'onore mentre un'altra si preoccupa di versare il delizioso e profumato tè verde nelle piccole tazze alla destra, un'ultima prepara il tovagliolo pizzicandone un angolo sotto al piattino centrale e posizionando le bacchette alla destra del piatto. Il piatto è usato per depositare gli scarti e gli avanzi e viene continuamente cambiato dalle cameriere in modo da averlo sempre pulito. Inizia la conversazione tra i commensali per scegliere le bevande che accompagneranno il pasto: si decide per del liquore di riso nel bicchierino piccolo, quello dei brindisi, mentre il bicchiere al centro ha l'acqua leggermente calda, il terzo avrà del vino (che sta diventando di moda anche in Cina) o della birra o, per le signore, un succo analcolico per evitare le bevande alcooliche ritenute liquidi diabolici adatti solo alle prostitute che devono far ubriacare i loro clienti.
Il capotavola chiede spiegazione sulla preparazione dei vari cibi e ordina molteplici portate per poter assaporare tutti gli ingredienti che rendono famoso il ristorante e la tradizione del luogo: piatti freddi a base di verdure, di anatra e di maiale, zuppe calde di funghi o di pollo ruspante, piatti con pesce, crostacei, vitello, tofu, verdure saltate, etc. In breve tempo i camerieri entrano e sporgono i vassoi con le portate ordinate, partendo da quelle fredde, subito disponibili, arrivando alle pietanze calde. Le cameriere si adoperano per far posto ai nuovi piatti, ricomponendo infinite volte la disposizione del cibo sulla tavola girevole. I commensali amano questa attenzione al piatto girevole centrale e, mentre si servono con le agili bacchette di legno, innalzano anche i calici incrociando gli sguardi del vicino. Ha quindi inizio il momento dei brindisi, i famosi "ganbei", con i commensali che a turno si alzano in piedi lanciando frasi di auspicio e invitando l'amico a svuotare il bicchiere. Il banchetto diventa quindi un susseguirsi di rituali, mentre le cameriere continuano il loro lavoro silenzioso riempiendo i bicchieri e versando il tè nelle tazzine, togliendo o ricomponendo i piatti di portata e sostituendo i piattini centrali di fronte ai commensali.
La responsabile del tavolo si prende cura dei cibi affinchè vengano serviti con tutte le coreografie: zucche e carote scolpite a forma di colomba, di cigno, di gru, il tutto preparato con sapiente scelta di colori per far risaltare le pietanze. La tavola imbandita diventa allora anche una gioia per gli occhi mentre le papille gustative si soffermano sui sapori agro-dolci, sui salati, sulle salse di accompagnamento. E mentre i commensali apprezzano e gustano i cibi c'è anche un continuo scambio di brindisi, con i bicchieri che si svuotano e la conversazione che si fa più animata e più scherzosa man mano che le bottiglie di birra e di vino si accumulano vuote sul tavolo nell'angolo della sala. Le cameriere continuano infinite nel loro lavoro attivandosi con sorrisi spontanei appena un commensale le richiama. La cena dura a lungo come una piacevole passeggiata nei gusti e nei sapori mentre si incrociano i discorsi. Alla fine il grande brindisi conclusivo, mentre tutti si alzano in piedi inneggiando ad un futuro prospero e alla fortuna. Ci si lascia con un senso di appagamento, sorseggiando l'ultima tazza di tè al gelsomino, portato apposta per favorire la digestione e per lasciare la bocca profumata. Ora la stanza è in mano ai camerieri che in breve la libereranno e la prepareranno per il prossimo banchetto.



LO SPECCHIO
Ma perchè dobbiamo infilarci in sto salone con scale mobili e camerieri immobili che salutano in falsa riverenza, con ossa che saltano dai tavoli e gambe che si frantumano sui gradini, sputazzi che si rincorrono mentre il fumo di sigaretta si arriccia azzurrognolo mischiandosi ai lenti vapori di una zuppa di pollo alle vongole. Si passeggia tra i rumori gastrici che rieccheggiano come eco rasando l'unto delle pareti e aggiungendo poesia al cataclisma culinario in atto già dalle 5 di pomeriggio in questo ristorante multipiano, take away, drive in, bruce lee, kitsch. Colonne dorate con capitelli spaziali, luci immondizia con tubi catodici, acqua rigurgitante nella fontanella con pesci rossi sonnolenti e giustiziabili nei momenti di magra, finti quadri alle pareti con effetti anticati e cornici plasticose storte finto-tarlate completano il colpo d'occhio in una nuova forma di tortura psicologica. Desisto, mi abbatto e mentalmente mi prostato (participio passato di prostata): qui bisogna mangiare, qui devo in qualche maniera sopravvivere.
Ci si infila in una stanza tramortita, con cameriera inglobata nella tappezzeria e divani in finta pelle pronti ad appiccicarsi alla mia vera pelle in una commistione di malattie già presenti. Il mio peso sgnacca la molla rotta del cuscino e mi buca il pantalone mentre la tovaglietta poggia-testa scivola dalla nuca pizzicandosi nella giacca e me la porto via con il suo peso del tempo e la sua primitiva amicizia ai riporti e ai parrucchini tinti. Ci avviciniamo al tavolo meccanicamente, agitati dal succo gastrico che irrompe. Le cameriere blandamente si rianimano in uno slancio emotivo e mi porgono al contrario il menu in solo cinese. La tovaglia in pellicola di plastica già si appiccica sotto le braccia umidicce e mentre tento di afferrare le bacchette tiro su tutta la posateria. Qualcosa cade, il tavolo gira, la birra si stappa, la cameriera la versa oltre il bordo del bicchiere e inizia l'allagamento della tovaglia.
In una successione sfinente e crescente di grida si ordinano i piatti: la cameriera urla piatti al mio vicino che urla ricette alla cameriera, interviene un terzo che urla cercando l'amico e per magìa della cenere di sigaretta mi vola sulla spalla annerendomi la camicia, prodigio di SaiBaba cinese. Non si sa cosa abbiamo ordinato perchè i 2 continuano ad urlare contemporaneamente ma qualcuno parte verso le cucine-latrine per urlare altri piatti che forse abbiamo scritto sul fogliettino unto dal tempo e dalla salivazione mentre il fumo di sigarette si stratifica nell'aria sudata. Vedremo ma per ora c'è nebbia e non vediamo. Arrivano le prime portate: cavoli melmosi, maiale in carta-vetro, zuppa-sciacquo-di-fango, tofu-tanfo. Ottimo per l'unione degli odori che fanno risaltare profumazioni primitive che hanno fatto estinguere i dinosauri. Qui si continua non curanti del giurassico mentre una lisca sputata dal vicino mi finisce sulla scarpa incollandosi clamorosamente sulla mia scarpa italiana in pelle da 150Euro, tanto lui è in ciabatte e la formaggia piedosa al massimo raduna gli insetti sotto alla tovaglia.
Intanto il tavolo girevole impazza in una danza da luna-park con effetto centrifuga del cibo e centripeto della digestione mentre le cameriere scivolano sul pavimento già unto in una danza holiday-on-ice e qualcuno apre il liquore di riso per colpire duramente anche le budella e ha inizio il Circo digestivo con domatore incorporato. Il gusto tra la chimica e il veleno brucia le interiora e maledice il bolo che già si stava incollando alle pareti intestinali pronto per salutarmi durante la notte con rigurgiti e rinvenimenti maleodoranti. UAAAAAAAAAAAah, mi accartoccio su me stesso perchè mi hanno infilato del tè bollente su una mano, non curanti della sensibilità dell'epidermide abituata al mondo terrestre e non alle viscere dei vulcani. La ragazzina indifferente dallo sguardo robotizzato prosegue nel mietere vittime e nel bagnare la tovaglia: "certo, se spargi il tè dappertutto prima o poi la tazzina la centri" ma non ho voglia di dirlo tanto è inutile e mi lecco la mano.
Ormai il cibo avanzato e raffreddato naviga nel tè e la tavolata si riduce a moleste e fragorose risate, "ganbei" (brindisi) mi urlano e si alzano i bicchieri con riti satanici e alito di serpente. Si svuotano i liquori maligni e iniziano i vapori flatulenti ad uscire dagli sfiati. Mi defilo, saluto riverente, abbraccio tutti quanti nei loro sudori impiastricciati, ganbei, gambe e via, mi sottraggo alla giustizia sommaria della cena virulenta e mi rifugio in un taxi dove uno sguardo assonnato e una cicca pendula tra le labbra percepiscono la mia destinazione e via dal parcheggio-scoreggio. Sono sopravvissuto, ora mi attende il letargo-digestivo, sperando di passare indenne la notte e di rivedere un'altra alba.

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Saturday, September 8, 2007

la cucina cinese

July 27, 2004

Sappiamo tutti che i ristoranti cinesi in Italia non offrono la vera cucina tradizionale. Infatti i cinesi che mandano avanti le bettole italiane provengono tutti da una zona rurale dell'entroterra mandarino e non sono affatto ristoratori nel proprio paese ma scappano oltremare in cerca di fortuna e vengono reclutati nel Bel Paese. Mentre loro cucinano in Italia le cose che si ritrovano sui menu pre-stampati, nel loro paese di origine dei professionisti esaltano i sapori e i colori dei cibi e così ogni Provincia offre un'infinita varietà di ricette antichissime le cui origini si perdono nelle varie dinastie passate. Sono proprio le dinastie imperiali che hanno permesso ai cinesi di raggiungere questa capacità culinaria, perchè riducendoli alla fame, li hanno messi in condizione di cercare il cibo dappertutto e di renderlo commestibile. Ecco allora che oggi ci mangiamo le cose più improbabili, con i famosi gusti "orientali" che qualche volta generano dei vortici in pancia, creando nocive armi chimiche durante la notte. Ma il tutto si può sempre curare con un'ottima coca-cola imperialista che centrifuga lo stomaco e gasifica gli intestini, riducendo a scoria radioattiva il cibo ingerito. Onestamente penso che non basti un Cucchiaio d'Argento o una Cucina Italiana per descrivere tutte le possibili ricette del continente giallo e io stesso ne ho assaggiate tantissime e alcune veramente particolari: il piede di cammello dello Xinjiang (la regione musulmana al confine con il Kazakistan e il Kyrgyzistan) gommoso come un pallone da basket e tutt'altro che buono, ottime meduse ai semi di sesamo (Shanghai) croccanti come nervetti, il ben più famoso sangue di vitello rappreso dell'Anhui che vibra molliccio sulle bacchette, la pelle di serpente in insalata che ho mangiato a Chongqing nello Sichuan o le crisalidi fritte che si mangiano a Nord nello Helonjiang, che ti scoppiano fra i denti come brufoli e hanno un vago sapore di omelette. Questi cibi vengono cucinati al volo dopo che sono stati scelti dal cliente e appoggiati sui famosi tavoli girevoli rotondi. Lo stress cinese per servire i cibi freschi è tale che anche quando pescano in mare, portano a riva il cibo vivo che viene subito immesso negli acquari dei ristoranti per essere poi cucinato. Anche questo è dettato dalle condizioni ambientali del passato, con il gran caldo dell'estate e la mancanza di refrigeratori. Anche se oggi si può ovviare con le moderne celle frigorifere, i cinesi continuano a preferire il cibo vivo e cotto al momento (commento: hanno ragione, voi vi fidereste a mangiare qualcosa di morto in Cina? altro che SARS) e io stesso posso comprarmi la tartaruga viva al Carrefour e scannarmela nel lavello della cucina per farne la deliziona zuppa. Il trasporto del cibo sta divenendo ossessionante e tutti i mezzi di locomozione sono impegnati per trasportare i cibi: gli aerei per le ampie distanze (vi ricordo che è vietato imbarcare granchi vivi come bagaglio a mano a Shanghai, sta scritto al check-in), i treni per arrivare nei villaggi (spesso viaggio con a fianco un pollo la cui testa esce curiosa da una scatola di cartone), le motorette per i mercati locali e le brevi distanze. E' meglio comunque non pensarci troppo e far finta che il cibo provenga dal cielo come manna divina, pulito come fosse nato nel Paradiso terrestre, perchè se il trasporto avviene come per gli esempi fotografici che vi mando ho paura di non digerire tutto (foto scattate in centro a Shanghai e vicino a Tai Hu, menu preso al ristorante di Jingzhou).

Adesso vado a mangiare in mensa, dove già l'odore è un misto clinica-fertilizzante-scarpe di giocatore. Speriamo in bene. Ieri c'era maiale stufato (di vivere), bambù, melanzane molli e altre amenità. Oggi è una nuova sorpresa.

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idraulici

lunedì 5 luglio 2004



Ciao Marco, ti invio delle foto simpatiche che ho scattato questo weekend a Shanghai. Possiamo intitolarle: anche gli idraulici possono avere difficoltà.

A Shanghai, come in tante altre città della Cina, dopo la rivoluzione culturale, sono state sistematicamente abolite le cucine, vezzo dei capitalisti, per favorire delle mense comuni a favore del popolo lavoratore (questo fenomeno ha favorito dall'altro lato il proliferare dei ristoranti cinesi, intesi come luogo per sfamarsi). Con il passare degli anni e con l'introduzione progressiva dell'acqua alle famiglie, si sono quindi ricavati dei lavabi esterni alla casa per dare la possibilità a tutti di avere il prezioso liquido. Ancora oggi in tantissime città cinesi si può osservare il lavandino all'esterno della casa, cioè sulla strada e, nella parte vecchia di Shanghai, siamo ancora in queste condizioni. L'unico lavandino presente serve per lavarsi, lavare i vestiti e lavare il cibo. Il sistema però è più complesso, perchè essendoci tantissime famiglie in pochissimo spazio si riesce a ricavare un solo lavabo per tante famiglie. Quindi la soluzione è: un lavabo per tutti, un rubinetto a ognuno.

...il risultato è nelle foto!!


ciao

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relax a Sanya?

lunedì 16/02/2004 10.09

Ciao membri, nonchè coristi, e sicuramente amici,vi riassumo in tante righe quello che sto passando. Sono passato dalla profonda Shenyang (-15°) ai tepori dei tropici cinesi dell'isola di Heinan (+24°C), in quanto ho partecipato ad un meeting sull'aeronautica cinese, una 2 giorni al mare (e io ci ho aggiunto la domenica), con tanto di sabbia fine e bianca, palme, frutta tropicale e pesce fresco. Il lavoro è finito in circa 2 ore di venerdì mattina, poi, i cinesi si sono sdraiazzati qua e là per la spiaggia, vestiti da carnevale, con dei completi hawaiani calzoncini-maglietta veramente ridicoli (digressione: i completi erano del tipo tramonto-con-palme, conchiglie-a-caso, palme-in-tutte-le-direzioni, fiori, tutto condito da colori allucinanti e allucinogeni). Uno l'ho anche visto entrare in acqua (giuro!) con il vestito giacca e cravatta (e mocassini): si è immerso fino alla coscia, poi è uscito ridendo e grondando come un fesso. Io, nel frattempo, oltre a guardare questa scena ridicola, mi sorseggiavo un cocco da bere(3RMB, 800Lire) da un lettino sotto l'ombrellone. Poi la sera sono andato in un ristorante all'aperto di solo pesce dove ho ordinato un pescione (1.7kg) che è stato prelevato dalla vasca, pesato, buttato sul pavimento, ha ricevuto una mazzata con un bastone sulla testa da una cameriera, e in 5 minuti era pronto alla griglia sul mio tavolo. Il pesce l'ho unito a un mezzo chili di gamberetti che sono stati buttati vivi una pentola bollente, il tutto condito con riso e verdure varie. Totale 20 Euro. Tra i tavolini dello stesso ristorante si aggiravano personaggi ambigui con una chitarra, un carretto e un amplificatore. Speravo non succedesse, invece è prontamente successo: i due gracchianti cantanti hanno aperto a tutto volume i loro ampli e regalavano stonature ai tavoli. Ognuno per conto proprio, in concorrenza, quindi le note si mescolavano in una orrenda serie di quasi-acuti, falsetti strazianti, urli di gola, etc. Orrendo Sabato mattina ho fatto 2 immersioni, una a 20m e una a 8m, in un diving-centre molto attrezzato e professionale (era il training school). Non male come coralli, ma non c'erano pesci. Una cosa drammatica: ero a -20 e dopo 5 minuti ho contato 7 pesci, di cui 1 minuscolo attaccato ad una gorgonia, uno cammuffato e velenoso, un pesce scatola (che è velenoso) e dei pagliaccio (che non si mangiano). La situazione è un pò migliorata verso i 5m, ma sempre rimanendo nelle decine di pesci in tutto. La Cina non è ancora arrivata a capire le proprie bellezze e preferisce riempirsi la pancia, piuttosto che salvare quello che non si vede. Questa è la Cina.
baci
Flu-ncesco

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