giovedì 19 febbraio 2009

Amor-am-orsi

il gelo rivoluzionario non ha ancora creato un disgelo innamoratizio generazionale e solo ora inziano istanti avvicinanti di momentaneo amore che si riducono in gesti di materiale e presunto romanticismo con il malcapitato orso gigante che transita dal freddo stradale al tepore stomacale di braccia che si uniscono a trattenere il peluchone nel ritrovato slancio emotivo di menti maschili annebbiate da ormoni e scintille femminili di emozioni infantili e l’orso gigante passa testimone tra mente e braccia, pochi RMB che si sfilano dalla tasca per riscaldare un cuore e il testimone peloso rattrista la scena serale con camminate stentate di trascinamenti animaleschi del presunto significato dell’amore che forse e’ un istante d’immaturita’ collettiva per un sentimento che non cresce nella freddezza dei rapporti. Orso per amare, orso da dimenticare, orso infilzato nel sentimento, orso sfruttato nel momento, orso maltrattato nel rapporto, orso ignorato nel proseguimento. Noi testimoni del suo inutile apporto di calore, mentre freddo rimbalza tra le mani, noi ignari della sua meta finale, tra un angolo dimenticato ed un nuovo ritorno sulla strada. Lui inesorabile traguardo per soddisfare il momento e lui triste baluardo del disfacimento, lui morbido rifugio per menti impacciate, lui strumento ingombrante per cuori tentennanti, lui condannato a testimone della serata e prigioniero della noia futura. Salviamo gli orsi, salviamoli dalla fine ingrata e che l’amore trionfi senza l’ingombrante mammifero. Aprite le gabbie, aprite la cassa toracica, liberate il cuore, liberate gli orsi, mai piu’ amori comprati, ma sentimenti regalati.
Piu’ il gesto e’ grande piu’ il significato e’ piccolo.

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sabato 8 settembre 2007

idraulici

lunedì 5 luglio 2004



Ciao Marco, ti invio delle foto simpatiche che ho scattato questo weekend a Shanghai. Possiamo intitolarle: anche gli idraulici possono avere difficoltà.

A Shanghai, come in tante altre città della Cina, dopo la rivoluzione culturale, sono state sistematicamente abolite le cucine, vezzo dei capitalisti, per favorire delle mense comuni a favore del popolo lavoratore (questo fenomeno ha favorito dall'altro lato il proliferare dei ristoranti cinesi, intesi come luogo per sfamarsi). Con il passare degli anni e con l'introduzione progressiva dell'acqua alle famiglie, si sono quindi ricavati dei lavabi esterni alla casa per dare la possibilità a tutti di avere il prezioso liquido. Ancora oggi in tantissime città cinesi si può osservare il lavandino all'esterno della casa, cioè sulla strada e, nella parte vecchia di Shanghai, siamo ancora in queste condizioni. L'unico lavandino presente serve per lavarsi, lavare i vestiti e lavare il cibo. Il sistema però è più complesso, perchè essendoci tantissime famiglie in pochissimo spazio si riesce a ricavare un solo lavabo per tante famiglie. Quindi la soluzione è: un lavabo per tutti, un rubinetto a ognuno.

...il risultato è nelle foto!!


ciao

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